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La responsabilità dell’amministratore in caso di danni a terzi

21 gennaio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 21 gennaio 2017



In caso di danno riportato da terzi a causa di incidente cagionato da bene in custodia del condominio, fonte di responsabilità risarcitoria per quest’ultimo, è ipotizzabile un’azione di rivalsa della collettività condominiale nei confronti dell’amministratore?

Come è noto, l’amministratore del condominio ha il compito di provvedere non solo alla gestione delle cose comuni, ma anche alla custodia di esse, col conseguente obbligo di vigilare affinché non rechino danni a terzi od agli stessi condomini (Cass. n. 25251/2008). Quest’affermazione esige una precisazione nel senso che la responsabilità extracontrattuale verso i terzi risulta predicabile — ex art. 2051 c.c.— esclusivamente a carico del condominio, residuando per l’amministratore la possibilità di incorrere in responsabilità contrattuale, nel rapporto interno che lo lega al condominio medesimo.

In altri termini, la custodia «giuridica», che fonda la responsabilità ex art. 2051 c.c. , appartiene al condominio ed è fonte di responsabilità per eventuali incidenti occorsi esclusivamente nei confronti di esso. Ne segue che il terzo danneggiato è titolare di azione risarcitoria ex art. 2051 c.c. avverso solo il condominio; tanto più che Cass., sez. un., 18 settembre 2014, n. 19663 ricostruisce il condominio non più come mero ente di gestione, ma riconoscendogli una sia pur attenuata personalità giuridica e, comunque, sicuramente una soggettività giuridica.

Infatti, altro è l’obbligo di custodia dei beni condominiali, che si pone rispetto ai terzi sul piano extracontrattuale e che ammette, tenuto conto della presunzione di responsabilità, una prova liberatoria limitata alla dimostrazione del caso fortuito, altro è il compito di custodire i beni comuni (rientrante negli obblighi contrattuali assunti dall’amministratore nei confronti dei condomini).

La violazione di siffatto obbligo contrattuale di custodire adeguatamente i beni condominiali costituisce fonte  di  un’autonoma  responsabilità  dell’amministratore  nei  confronti  del  condominio,  che  opera  sul  piano  della  responsabilità   contrattuale   (art. 1218 c.c.), ponendo a carico del creditore l’individuazione dello specifico inadempimento ascritto al debitore e consentendo a quest’ultimo di liberarsi provando l’assenza di colpa. Da tale quadro complessivo consegue, come ha chiarito Cass., 14/8/2014 n. 17983, la possibilità di rivalsa  del  condominio  nei  confronti  dell’amministratore  per  il  recupero di somme che il primo abbia dovuto pagare a terzi danneggiati da beni condominiali non può operare sul piano dell’affermazione di una diretta responsabilità ex art. 2051 c.c. dell’amministratore, ma presuppone lo specifico accertamento di una responsabilità contrattuale del detto amministratore nei confronti del condominio (cfr. Cass. n. 859/1981, secondo cui «nell’espletamento delle attribuzioni di cui all’art. 1130 cod. civ. l’amministratore è un rappresentante dei partecipanti al condominio, alla tutela dei cui interessi egli deve indirizzare la propria attività. La violazione di tale suo dovere, se lo rende responsabile dei danni subiti dal gruppo dei condomini, si esaurisce nei rapporti interni con il condominio, e, pertanto, non esclude o diminuisce l’eventuale responsabilità del condominio medesimo nei confronti di altri soggetti»).

L’amministratore che incorra in specifiche condotte integranti inadempimento delle obbligazioni su di lui ricadenti ex art. 1130 c.c. (come, ad esempio, l’aver omesso di segnalare ai condomini custodi della cosa ex art. 2051 c.c. la necessità di provvedere alla riparazione della stessa ovvero l’aver omesso di eseguire delibere assembleari sul punto od ancora l’aver omesso di provvedere alla riparazione o ricostruzione del lastrico solare svolgente — anche se attribuito in uso esclusivo o di proprietà esclusiva di uno dei condomini, sempre che il danno non derivi da fatto imputabile soltanto a detto condomino — funzione di copertura del fabbricato: Cass. 21/02/2006, n. 3676) si espone all’esperibilità dell’azione di rivalsa nei suoi confronti da parte del condominio, tenuto al risarcimento del danno nei confronti del terzo danneggiato.


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1 Commento

  1. Un articolo veramente molto importante, grazie…..fa piacere leggere qualcosa di interessante in mezzo a tanta spazzatura che si trova sul web, complimenti. Angelo Amato D’Agostino

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