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Il Comune è responsabile se non mette i cartelli stradali

22 gennaio 2017


Il Comune è responsabile se non mette i cartelli stradali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2017



Incidente stradale: la segnaletica è obbligatoria solo in caso di pericolo nascosto o insidia.

Immaginiamo di arrivare a un incrocio dove non ci sono né semafori, né cartelli con lo stop, né altra segnaletica stradale che imponga di dare la precedenza. Forti dell’apparente assenza di divieti, procediamo con tranquillità. Senonché, proprio in quel momento, viene da una traversa un’altra auto che ci viene addosso e ci tampona. È difficile definire la ragione tra noi e l’assicurazione, cui ci siamo rivolti dopo qualche giorno, ci ha pagato solo il 50% del danno, presumendo – in assenza di prove contrarie – un concorso di colpa. Noi però siamo convinti che quell’incidente non ci sarebbe mai stato se, a quel maledetto incrocio, il Comune avesse installato un semaforo o, quantomeno, la segnaletica con lo stop o con la precedenza, definendo così quale dei due automobilisti avesse l’obbligo di cedere il passaggio all’altro. Perciò iniziamo una causa contro l’amministrazione locale affinché completi il pagamento ottenuto dall’assicurazione.

È corretto un ragionamento di questo tipo? No, almeno stando a una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, il Comune non è responsabile se non mette i cartelli stradali. Nell’ambito, infatti, della circolazione stradale, la pubblica amministrazione ha un ampio potere discrezionale nella scelta dei luoghi dove apporre i segnali di pericolo: essa può cioè decidere sia “se” mettere il cartello, sia “dove” piantarlo. Ciò a condizione, però, che non vi sia una situazione di potenziale pericolo derivante, ad esempio, dal fatto che la strada non è facilmente visibile: si pensi a una curva a gomito, a un incrocio improvviso non avvistabile con normale diligenza, a una buca nascosta, ecc. È ciò che la giurisprudenza chiama «insidia o trabocchetto» e che fa sì che il proprietario della strada sia tenuto, in via oggettiva, a risarcire i danni a tutti gli automobilisti infortunati.

Perché si possa parlare, però, di insidia è necessario che il pericolo non sia visibile. Pertanto, laddove l’incrocio sia facilmente visibile, con sufficiente anticipo, dagli automobilisti, il Comune non è tenuto a porre la segnaletica stradale, lo stop, il semaforo, il triangolo della precedenza, ecc.

Bastano infatti le norme del codice della strada a regolare la circolazione, che può svolgersi senza incidenti anche in mancanza del cartello stradale quando il conducente può regolare la sua condotta di rispetto alla situazione di pericolo esistente.

note

[1] Cass. sent. n. 1289/17 del 19.01.2017.

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