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Mediazione: si può contestare la parcella dell’avvocato?

10 febbraio 2017


Mediazione: si può contestare la parcella dell’avvocato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2017



Ho partecipato ad un procedimento di mediazione per una causa il cui valore era di € 25.000. Ho ricevuto fattura dal mio legale di € 1.270 oltre all’acconto già versato di € 400. Non è troppo?

Per verificare la giustezza della parcella, bisogna dapprima appurare se il procedimento di mediazione si è concluso positivamente o meno. In quest’ultimo caso, è inconsueto che il legale emetta parcella per un’attività stragiudiziale (e necessaria per introitare un giudizio) che non ha prodotto risultati; e questo per il semplice motivo che, il mancato raggiungimento della composizione della lite comporta, per la parte assistita, la necessità di introdurre un giudizio vero e proprio dinanzi l’autorità competente al fine di far valere le proprie ragioni. Sarà il giudice chiamato in causa – a conclusione del giudizio – a liquidare le spese giudiziali; di conseguenza, sarà quello il momento in cui il legale potrà presentare la dovuta parcella.

Diversamente, nel caso in cui il procedimento si dovesse concludere dinanzi all’organismo di mediazione, sarebbe giustificata la parcella dell’avvocato poiché – esaurita quella fase positivamente – non si procederebbe ad un ulteriore giudizio, in quanto la controversia si risolverebbe con  un atto preliminare.

Posto, dunque, l’esito positivo della mediazione espletata, per calcolare i compensi per l’attività stragiudiziale svolta dall’avvocato, il legislatore ha previsto dei parametri equi al fine di limitare il libero arbitrio di alcun professionisti, poco onesti. Sul punto, dovranno essere vagliati diversi elementi al fine di poter considerare il giusto compenso da attribuire alla controversia:

  • il suo valore,
  • la sua complessità,
  • le sedute svolte,
  • lo studio della pratica,
  • gli incontri col cliente,
  • la presenza o meno della controparte, e così via.

Ora, dal quesito non risultano tutti questi elementi; tuttavia, si può anticipare come potrebbe essere, nel caso in questione, una parcella emessa nel rispetto dei parametri forensi legalmente stabiliti, cosicché il lettore possa avere contezza del relativo ammontare.

Di seguito, si riportano i parametri forensi previsti per una controversia il cui valore economico si aggira tra gli € 5.201 e gli € 26.000, e per i quali il legislatore ha previsto delle tariffe minime, medie e massime a seconda dell’alternarsi di quegli elementi sopra elencati. La parcella sarà calcolata con incluse le voci relative alle spese generali, alla cassa previdenza avvocati e all’Iva, tutte spese e imposte necessarie e obbligatorie per legge.

COMPENSI MINIMI

PROSPETTO FINALE

Compenso tabellare ex Art. 18 € 945,00

Spese generali ( 15% sul compenso totale ) € 141,75

Cassa Avvocati ( 4% ) € 43,47

Totale Imponibile € 1.130,22

IVA 22% su Imponibile € 248,65

IPOTESI DI COMPENSO LIQUIDABILE € 1.378,87

COMPENSI MEDI

PROSPETTO FINALE

Compenso tabellare ex Art. 18 € 1.890,00

Spese generali ( 15% sul compenso totale ) € 283,50

Cassa Avvocati ( 4% ) € 86,94

Totale Imponibile € 2.260,44

IVA 22% su Imponibile € 497,30

IPOTESI DI COMPENSO LIQUIDABILE € 2.757,74

COMPENSI MASSIMI

PROSPETTO FINALE

Compenso tabellare ex Art. 18 € 3.402,00

Spese generali ( 15% sul compenso totale ) € 510,30

Cassa Avvocati ( 4% ) € 156,49

Totale Imponibile € 4.068,79

IVA 22% su Imponibile € 895,13

IPOTESI DI COMPENSO LIQUIDABILE € 4.963,92

Come si può costatare, in caso di esito positivo della mediazione, la parcella dell’avvocato del lettore rispetterebbe i parametri prestabiliti dal legislatore. Pertanto, un’eventuale contestazione della parcella, anche in sede giudiziale, non garantirebbe un esito vittorioso. Diversamente, se l’espletamento della mediazione non avesse ottenuto alcun risultato e, pertanto, il lettore dovesse far fronte a quella parcella, oltre alle spese di un successivo giudizio dinanzi al tribunale (che si renderebbe necessario), sarebbe consigliabile, dapprima, un colloquio con lo stesso legale, al fine di contestare quella parcella, poiché troppo esosa, anticipando come la controversia non sia cessata e il tentativo di mediazione sia così divenuto un mero elemento processuale di quel giudizio che dovrà introdurre per far valere i suoi diritti. Se il legale dovesse, comunque, insistere per la correttezza di quella nota, allora non resterebbe che contestare il documento nelle sedi competenti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla 

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1 Commento

  1. Non sono d’accordo con quanto affermato nella prima parte. Il compenso all’avvocato per il procedimento di mediazione è dovuto a prescindere dal “risultato”.

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