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Lo sai che? Eredità: come opera la rappresentazione?

Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2017

Se la successione è legittima è corretto che i pronipoti siano assegnatari di 3° grado come i nipoti del de cuius e escludere la nipote affine?

La successione oggetto del quesito è una successione legittima e non testamentaria (cioè regolata dalla legge, in quanto il de cuius non ha lasciato testamento). Ciò è importante in quanto, se si fosse trattato invece di successione testamentaria, si sarebbe dovuto verificare, prima di applicare le regole in tema di rappresentazione, se il de cuius non avesse previsto in testamento disposizioni sostitutive (che avrebbero avuto la prevalenza sulle regole in materia di rappresentazione).

Ma trattandosi, nel caso in esame, di successione legittima (in assenza, cioè, di testamento) il diritto di rappresentazione [1] si applica, essendosi verificato il suo presupposto e cioè che uno o più dei soggetti chiamati a succedere non possa accettare (essendo, nel caso in esame, premorti al de cuius, cioè essendo morti prima del decesso del de cuius).

Il Codice civile stabilisce in modo chiaro che la rappresentazione è prevista solo a favore dei discendenti (legittimi, naturali, legittimati e adottivi):

  • dei figli del defunto (legittimi, legittimati, adottivi e naturali);
  • dei fratelli e sorelle del defunto.

Sulla base di ciò che, quindi, sono perciò esclusi dal diritto di rappresentazione i coniugi dei discendenti dei fratelli (o sorelle del defunto) in quanto trattasi di affini e non di parenti (e gli affini non sono in alcun modo contemplati nelle norme che stabiliscono il diritto di rappresentazione).

La legge stessa, poi, stabilisce altrettanto chiaramente che i rappresentanti subentrano nello stesso luogo e nello stesso grado del loro ascendente [2]. Quindi, nel caso che stiamo esaminando, è la legge stessa che stabilisce che i figli dei figli della sorella del defunto subentrino, come rappresentanti, nello stesso luogo e nello stesso grado dei figli della sorella del defunto, premorti rappresentati.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Artt. 467, 468 e 469 cod. civ.

[2] Art. 467, co. 1, cod. civ.


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