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Lo sai che? Come si acquista la proprietà sugli animali mansuefatti

Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2017

La legge regola l’acquisto della proprietà sugli animali che tornano in un certo luogo o cambiano la loro dimora.

Fra le norme che regolano l’acquisto della proprietà mediante occupazione, il codice civile ne pone una [1] che disciplina l’ipotesi degli animali mansuefatti; si considerano animali mansueti  quelli che, pur essendo selvatici, hanno però la loro dimora in luoghi che possono essere controllati da una persona e che hanno l’abitudine di tornare proprio in questi luoghi dopo essersene allontanati, magari per il gioco o per la ricerca del cibo.

La nozione di occupazione

Prima di parlare della norma appena citata, dobbiamo chiarire cosa si intende per «occupazione». L’occupazione è uno dei modi grazie ai quali è possibile acquistare il diritto di proprietà su una certa cosa: precisamente, l’occupazione consiste nella materiale presa della cosa stessa; chi prende il bene deve avere la volontà di farlo suo. In genere questo modo di acquisto della proprietà si applica alle cose che sono state abbandonate da altri, cioè dismesse con l’intenzione di non averle più nel patrimonio. È certo che l’occupazione può utilizzarsi solo per le cose mobili, perché le cose immobili – quando non sono di proprietà di alcuno – per legge spettano allo Stato.

Gli animali mansuefatti

Chiarito cosa il nostro sistema giuridico intende per occupazione analizziamo, come dicevamo, una particolare figura, ovvero quella riferita agli animali mansuefatti. Come detto, è considerato mansuefatto quell’animale che ha la consuetudine di tornare in un certo luogo dopo essersene allontanato: si pensi alle lepri, ai colombi, ai pavoni, ai cervi e a tutte quelle creature che dimorano in un luogo di per sé controllabile da un umano, ma sono libere di allontanarsi da esso per farvi ritorno quando vogliono, dopo aver compiuto le attività tipiche della loro natura.

Riguardo a questi animali, la legge stabilisce che chiunque può inseguirli e se riesce può apprenderli, facendoli propri. La legge specifica che chi ha assunto il possesso di questi animali ne diviene a tutti gli effetti l’unico proprietario quando sono trascorsi venti giorni dal momento in cui il precedente proprietario è venuto a conoscenza del luogo dove attualmente le bestiole si trovano, ma non ne ha chiesto la restituzione.

A salvaguardia del proprietario del fondo ove questi animali hanno dimora abituale è stabilito che egli può sempre e comunque inseguirli per riprenderli e non perderli, anche attraverso i fondi vicini che sono in proprietà di altri: in tal caso, però, se causa danni a questi fondi dovrà risarcirli.

Le api, i colombi, i conigli ed i pesci

Vi sono poi, in materia, altre norme che prevedono ipotesi particolari di occupazione in riferimento a specifiche categorie di animali. È così innanzitutto per le api [2]: in tal caso, la legge dice che il proprietario dello sciame che decide di spostarsi può inseguirlo anche sui fondi altrui, indennizzando i danni che causa: se, però, non insegue il suo sciame per due giorni, oppure inizia a seguirlo ma entro due giorni dalla fuga smette, allora il proprietario del fondo ove lo sciame si è posizionato ne acquista la proprietà.

Altra norma [3] regola il caso in cui i conigli, i pesci o i colombi che vivono  in una conigliera, in una peschiera o in una colombaia passino dal loro luogo di dimora alla conigliera, alla colombaia o alla peschiera di un soggetto diverso dall’originario proprietario. In tali casi il proprietario dei luoghi dove si stabiliscono i pesci, i conigli o i colombi acquista anche la proprietà sugli animali che si sono spostati: la condizione, però, è che lo spostamento dell’animale sia stato spontaneo e non sia invece stato indotto da arte o condotte fraudolente. La particolarità è che per colombi, pesci e conigli l’acquisto della proprietà in capo al proprietario del luogo ove essi decidono di stabilirsi è immediato e, quindi, anche un reclamo immediato del precedente proprietario sarebbe completamente vano. L’unica eccezione riguarda i colombi viaggiatori.

note

[1] Art. 925 cod. civ.

[2] Art. 924 cod. civ.

[3] Art. 926 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay


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