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Spese universitarie: come descrivere i costi detraibili

11 Nov 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 Nov 2016



Il Fisco risponde alle più comuni domande sulle spese universitarie. Ecco i chiarimenti forniti, domande e risposte.

Pubblicata ieri una serie FAQ a cui l’Agenzia ha fornito risposta, relativamente ad alcuni dubbi sulla comunicazione delle spese universitarie da parte dei contribuenti.

Ecco domande e risposte.

Cosa si intende per “tasse e iscrizioni universitarie al netto di rimborsi”?

La domanda recita come segue: «Quali tipologie di spesa universitaria vanno indicate nel campo “Totale spese sostenute nell’anno solare per iscrizione, tasse e contributi universitari al netto dei rimborsi relativi alle spese sostenute nello stesso anno solare”»?

L’Agenzia risponde che è necessario indicare tutte le spese sostenute per la frequenza di corsi di studio e per l’eventuale conseguimento dei corrispondenti titoli, dove previsti.

Questo include le spese relative alla ricongiunzione di carriera, il costo della pergamena, ma anche la frequenza a corsi singoli, siano essi finalizzati o meno all’ammissione a un corso di laurea magistrale e ancora i trasferimenti di ateneo o i passaggi di corso.

Le spese relative a passaggi non funzionali alla carriera universitaria, come – dice l’Agenzia – quelle relative al rilascio di certificati, a duplicati del badge o del libretto, non devono essere comunicate.

Qual è l’imposta di bollo in ambito universitario?

Si richiede quale sia il “Totale spese sostenute nell’anno solare per l’imposta di bollo al netto dei rimborsi relativi alle spese sostenute nello stesso anno solare” e per la precisione se tale imposta sia di fatto solo quella assolta al pagamento della quota di iscrizione.

Il Fisco chiarisce che è necessario indicare le spese per imposta di bollo sostenute per la frequenza di corsi di studio e per il conseguimento dei corrispondenti titoli, dove previsti. Ciò include per esempio, anche l’imposta di bollo per l’iscrizione all’appello di laurea.

Non è detraibile invece l’imposta di bollo relativa al rilascio di certificati.

Cosa si intende per spese per test d’accesso o valutazioni di carriera?

Si chiede cosa inserire nel campo “Totale spese sostenute nell’anno solare per il sostenimento di test d’accesso o valutazioni di carriera finalizzate all’ammissione al netto dei rimborsi relativi alle spese sostenute nello stesso anno solare”. In particolare ci si chiede se la spesa ammissibile sia solo quella relativa al test d’accesso al corso a cui lo studente si iscrive o anche la spesa per tutti i test d’accesso svolti dallo studente.

L’Agenzia risponde che nel campo è necessario indicare tutte le spese sostenute per l’accesso (o il tentato accesso) ai corsi di studio e anche le spese per test a cui non è seguita un’immatricolazione. La spesa va comunicata anche nel caso particolare di sostenimento del test anticipato da parte di studenti iscritti al quarto anno della Scuola Superiore.

La regione di riferimento è quella dove ha sede l’università o dove ha sede il corso?

La “Regione o Provincia autonoma in cui è erogato il corso” fa riferimento alla sede dell’Università o a quella dove si svolge il corso fisicamente?

La risposta è che va indicata la sede fisica dove il corso viene fruito. Nel caso in cui si tratti invece di università telematica la sede del corso è da considerarsi quella in cui è situata la sede di riferimento dell’università.


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