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Assegnazione e cessione di immobili ai soci


Assegnazione e cessione di immobili ai soci

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2017



Una società vorrebbe cedere ad un socio una parte degli immobili che hanno in essere un mutuo. L’operazione è fattibile e a quali costi?

La legge di stabilità 2016 ha introdotto disposizioni con finalità agevolativa in materia di assegnazione di beni ai soci, prevedendo che tali agevolazioni si potessero applicare alle operazioni poste in essere entro la data del 30.09.2016.

L’assegnazione agevolata è condizionata al versamento di una sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap; l’imponibile su cui applicarla risulta dalla differenza tra il valore normale dei beni assegnati e il loro costo fiscalmente riconosciuto. L’imposta sostitutiva è stabilita nella misura dell’8% o del 10,5 % se l’assegnazione o cessione dei beni ai soci è posta in essere da società considerata non operativa per almeno due tra i tre periodi di imposta 2013, 2014, 2015. La norma prevede, inoltre, che le riserve in sospensione d’imposta annullate in contropartita dagli asset assegnati o ceduti siano assoggettate a imposta sostitutiva del 13%. In altre parole, la cessione agevolata comporta l’estromissione di beni aziendali a favore di uno o più soci della stessa.

In via teorica, l’indebolimento patrimoniale rappresentato dalla fuoriuscita dal perimetro aziendale di un immobile o di un bene mobile registrato è compensato dal pagamento di un corrispettivo. Per gli immobili si può assumere quale valore normale il loro valore catastale; è una previsione di favore in quanto spesso il valore catastale risulta inferiore non solo al valore di mercato ma anche al costo fiscalmente riconosciuto dal bene.

Per quanto concerne la tassazione in capo al socio assegnatario, non si applica l’art. 7 Tuir sugli utili di partecipazione ed il valore normale dei beni ricevuti, al netto del debito accollato, nel caso di specie il mutuo ipotecario gravante sull’immobile, riduce il valore fiscale delle azioni o delle quote possedute dai soci. Ne deriva che l’eventuale plusvalenza assoggettata ad imposta sostitutiva non rileva presso il socio assegnatario nel senso che il prelievo sostitutivo in capo alla società libera da ulteriori debiti di natura tributaria non soltanto la società medesima ma anche il socio sino alla concorrenza dell’ammontare assoggettato ad imposta sostitutiva. In altre parole, il prelievo in capo al socio sarebbe solo eventuale.

Si ricorda che l’eventuale  imposta  sostitutiva  emergente  dalla  cessione  dovrà  essere  versata  in  due  distinti momenti:

– nella misura del 60% entro il 30 novembre 2016,

– nella misura del 40% entro il 16 giugno 2017.

Gli adempimenti dichiarativi legati alla cessione agevolata saranno, invece, collegati alla presentazione del modello Unico della società cedente relativo al periodo d’imposta nel quale è avvenuta la cessione.  La  società  cedente  rileverà, quindi, le risultanze  della cessione agevolata nel modello Unico 2017 ovvero, qualora la cessione agevolata avvenga in un periodo d’imposta che termina anticipatamente rispetto al il 31 dicembre 2016, nel modello Unico 2016.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

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