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Si può rubare l’impronta digitale da un selfie?

23 gennaio 2017 | Autore:


> Tech Pubblicato il 23 gennaio 2017



Secondo il National Institute of Informatics (NII) del Giappone si tratta di un rischio concreto che potrebbe mettere a rischio i nostri dati personali.

I sistemi biometrici sono sempre più utilizzati per l’autenticazione al posto della classica password, perchè difficile da ricordare. Windows 10 ha introdotto la funzione Windows Hello che permette di eseguire l’accesso al computer attraverso il riconoscimento facciale o l’impronta digitale. Anche gli ultimi smartphone sono dotati di un lettore di impronte per effettuare l’accesso e abilitare altre funzioni. Il Touch ID presente sull’iPhone, ad esempio, non solo sblocca il telefonino, ma consente di fare acquisti sull’App Store e di accedere alle app come ad esempio quella della banca.

Sistemi del genere sono ritenuti sempre più sicuri perché l’impronta digitale è personale e unica. Ma secondo una ricerca condotta dal National Institute of Informatics (NII) giapponese così sicuri proprio non sono. Secondo il ricercatore Isao Echizen del NII basta una foto scattata con una buona illuminazione in cui si vede un dito per mettere in pratica un furto di identità.

Foto del genere se ne trovano tantissime su Internet. Sono in molti a farsi un selfie mostrando il segno di vittoria con due dita a V o il pollice in alto per indicare un apprezzamento. Inconsapevoli postiamo queste foto su Facebook e su altre piattaforme di condivisione ignorando eventuali rischi.

Il fatto è che le fotocamere dei telefonini sono diventate sempre più avanzate e sono in grado di catturare immagini in altissima definizione. Attraverso una buona foto un abile hacker potrebbe effettuare una scansione del polpastrello e realizzarne una copia tridimensionale. L’altro aspetto da considerare è che se qualcuno ci ruba la password, possiamo sempre cambiarla, mentre l’impronta digitale è sempre la stessa.

Se un pirata entrasse in possesso della nostra impronta, potrebbe accedere al nostro telefonino o fare pagamenti su quei sistemi che utilizzano proprio i dati biometrici per l’autenticazione. In pratica quello che prima era fantascienza ora è diventato realtà, con i pro e i contro.

Per ora si tratta più che altro di un avvertimento: al momento non è facile riprodurre la copia di un’impronta da una foto, ma è un qualcosa di possibile. Con i progressi che faranno le fotocamere il rischio diventerà sempre più reale. Il consiglio, quindi, è quello di evitare di pubblicare sul web foto in cui siano ben visibili i polpastrelli delle dita. Meglio far vedere, ad esempio, il lato opposto con le unghie.

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