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Pensioni: reversibilità, indennità, indiretta: le differenze

11 Novembre 2016


Pensioni: reversibilità, indennità, indiretta: le differenze

> Business Pubblicato il 11 Novembre 2016



Le varie tipologie di pensioni conferite ai superstiti: tutte le differenze di una materia non sempre conosciuta.

Esistono delle differenze tra le varianti esistenti nella pensione ai superstiti.

Queste differenze sono di natura economica e sociale. Vediamo le principali definizioni ricomprese nella vasta gamma di fattispecie relative alle pensioni ai superstiti.

Pensione di reversibilità e pensione indiretta: quali differenze?

La pensione indiretta, a differenza della pensione di reversibilità, è dovuta ai familiari di un lavoratore non ancora pensionato, deceduto, posto che questi abbia ricevuto:

  • almeno 260 contributi settimanali dei quali almeno 156 nei cinque anni precedenti la morte
  • almeno 780 contributi settimanali comunque percepiti.

Pensione di reversibilità e indennità per morte: quale differenza?

L’indennità per morte a differenza della pensione di reversibilità e della pensione indiretta è una prestazione che i familiari ricevono solo nel caso in cui nessuno dei superstiti abbia i requisiti per ottenere la pensione indiretta o la pensione di reversibilità e il defunto abbia versato almeno un anno di contributi.

L’indennità per morte è pari a 45 volte i contributi versati. La domanda va presentata all’INPS entro un anno dalla morte del congiunto.

Cos’è l’indennità “una tantum”?

L’indennità “una tantum” spetta a coloro i quali non avendo diritto alla pensione di reversibilità o a pensione indiretta:

  • non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale in conseguenza della morte del lavoratore assicurato;
  • si trovino nelle condizioni reddituali richieste dalla legge per la corresponsione dell’assegno sociale.

Possono ottenere l’indennità, pertanto, i superstiti dei lavoratori assicurati a seguito di attività lavorativa iniziata dopo il 31.12.1995 (ossia che avrebbero avuto una pensione con calcolo contributivo).

La misura dell’indennità “una tantum” è pari all’ammontare mensile dell’assegno sociale moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata.

Il diritto ha una prescrizione decennale che decorre dalla data di morte del congiunto.


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