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Tfr a rate, come si paga?

6 Febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2017



Pagamento della liquidazione a rate: quando può avvenire e come si calcolano gli interessi?

 

Sono stato licenziato due mesi fa; il datore di lavoro vuole pagarmi il tfr a rate: può farlo? Se sì, come si calcolano gli interessi? Avevo il contratto collettivo commercio.

In merito al termine entro cui deve essere corrisposto il tfr, cioè il trattamento di fine rapporto, la legge [1] specifica solo che si abbia diritto alla liquidazione alla cessazione del rapporto, senza disporre una data particolare; non conferma, ma nemmeno nega, la possibilità di pagare la liquidazione a rate.

Tfr: quando va liquidato

Il contratto collettivo commercio [2], così come altri contratti collettivi nazionali (ad esempio il contratto collettivo studi professionali), integra le previsioni di legge stabilendo che il trattamento di fine rapporto deve essere corrisposto all’atto della cessazione dal servizio, dedotto quanto eventualmente dovuto dal dipendente, nei tempi tecnici necessari alla elaborazione del tasso di rivalutazione, comunque non oltre 45 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Il tasso di rivalutazione, difatti, non può essere conosciuto nel corso del mese in cui termina il rapporto di lavoro, ma è noto soltanto il mese successivo: per questo motivo i tempi tecnici di elaborazione del Tfr richiedono il differimento della sua erogazione, per consentire di elaborare correttamente il cedolino.

Tfr in ritardo

È diverso, invece, il caso in cui il ritardo nella corresponsione della liquidazione sia più lungo, per problemi di disponibilità liquide dell’azienda.

In caso di ritardo nell’erogazione della liquidazione oltre i cosiddetti “tempi tecnici”, dovuto a cause non imputabili al lavoratore, il contratto collettivo commercio prevede la corresponsione, a partire dai 45 giorni dal termine del rapporto, di un interesse del 2% superiore al tasso ufficiale di sconto.

L’importo così determinato si intende comprensivo della rivalutazione monetaria per crediti di lavoro, relativa al trattamento di fine rapporto.

Tfr a rate

Per quanto concerne la possibilità di corrispondere il tfr a rate, il contratto collettivo commercio (così come il contratto studi professionali) non specifica nulla riguardo alla modalità di pagamento degli interessi. La soluzione più corretta risulta, a parere degli esperti, il calcolo degli interessi a scalare, cioè la quantificazione degli interessi sul debito residuo dopo aver corrisposto la rata scaduta.

Questo metodo tiene conto, dunque, del credito residuo in capo al lavoratore maturato di volta in volta; si tratta peraltro del metodo tipicamente applicato ai prestiti pluriennali a rate costanti, che in questo modo prevedono l’ammortamento degli interessi con una quota decrescente, mentre cresce progressivamente la quota capitale.

Chiaramente il calcolo dovrà avvenire secondo la periodicità delle rate, quindi mensilmente, se le rate sono mensili.

Ad ogni modo è opportuno ricordare che il piano di rateazione deve essere concordato col dipendente: quindi l’accordo del lavoratore è fondamentale non soltanto per consentire al datore di lavoro la rateazione del Tfr, ma anche  per stabilire la modalità di rateazione, dato che la normativa, a tal proposito, nulla prevede.

note

[1] Art.2120 cod. civ.

[2] Art. 240 Ccnl Commercio.


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