Addio alla disoccupazione per i collaboratori

23 Gennaio 2017 | Autore:
Addio alla disoccupazione per i collaboratori

Nel 2017 non è più possibile chiedere la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione dei co.co.co.

 

Addio alla Dis-coll, l’indennità di disoccupazione dei co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi): a partire dal 1°gennaio 2017, difatti, non è più possibile richiedere questa prestazione per i lavoratori parasubordinati, che restano dunque privi di tutela per la perdita dell’impiego. È vero che i contratti di collaborazione sono drasticamente calati, con l’entrata in vigore del Jobs Act e con l’abolizione dei contratti a progetto, ma è stato stimato che la cancellazione della Dis-coll lascerà sprovvisti di tutela economica oltre trecentomila lavoratori, con un impatto sociale non di poco conto.

Nonostante l’importo della Dis-coll non sia altissimo e la sua durata non possa superare i 6 mesi, in effetti, questo trattamento rappresenta comunque un aiuto importante per tante famiglie di lavoratori, soprattutto per coloro che lavorano con discontinuità. Peraltro, non è stata nemmeno ripristinata la vecchia indennità una tantum, un assegno che veniva erogato ai collaboratori dall’Inps all’atto della cessazione del rapporto di collaborazione.

Oltre al danno, la beffa: i collaboratori, nonostante abbiano perso la disoccupazione, dal 2017 si ritroveranno a pagare contributi in più alla Gestione separata dell’Inps, a causa dell’aumento dell’aliquota (cioè della percentuale della retribuzione che viene versata a titolo di contributi) al 32,72%.

La Dis-coll, comunque, può essere richiesta per chi ha terminato il contratto di collaborazione sino al 31 dicembre 2016: i termini per presentare la domanda di disoccupazione, difatti, sono pari a 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

In poche parole, i collaboratori che hanno cessato il contratto il 31 dicembre 2016 possono ancora richiedere la Dis-coll, sino al 9 marzo 2017.

Ma come funziona questa prestazione? Riassumiamo le caratteristiche principali.

Dis-coll: chi può richiederla

I requisiti per accedere all’indennità di disoccupazione per co.co.co. sono:

  • iscrizione in via esclusiva alla Gestione Separata (con pagamento, dunque, dell’aliquota piena, pari al 30,72%, nel 2015, ed al 31,72%, nel 2016);
  • 3 mesi di contribuzione nell’anno solare che precede l’evento della perdita della collaborazione;
  • almeno un mese di contributi nell’anno in cui si verifica la cessazione del rapporto di collaborazione;
  • in alternativa all’ultimo requisito, è sufficiente, nell’anno corrente, l’esistenza di un rapporto di collaborazione della durata di un mese, con compenso pari alla metà della contribuzione mensile;
  • cessazione del rapporto di collaborazione entro il 31 dicembre 2016.

 

 

Dis-Coll: a quanto ammonta

Per calcolare la Dis-Coll, è necessario prima determinare il reddito medio mensile dell’interessato: questo è pari all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed all’anno precedente, diviso per il numero di mesi di contributi, o loro frazione.

Una volta ottenuto l’imponibile Dis-Coll, si può calcolare l’indennità, pari al 75% dell’imponibile, sino ad un massimo di 1.195 euro; oltre tale soglia, l’indennità va determinata incrementando l’imponibile del 25% della differenza tra tale cifra e la retribuzione media, sino ad un massimo di 1.300 euro.

 

 

Dis-Coll: quanto dura

La durata della Dis-Coll, corrisponde alla metà dei mesi di contributi, versati dal primo gennaio dell’anno precedente (cioè dal 1°gennaio 2015, dato che l’indennità può essere chiesta per le collaborazioni che terminano sino al 31 dicembre 2016), sino alla data del termine della collaborazione, per un massimo di 6 mensilità.

L’Inps ha specificato che non devono essere contati i periodi per i quali sia stata già goduto un altro ammortizzatore sociale, come già avviene per il calcolo della Naspi.

 

 

Dis-Coll: quando si perde

L’indennità si perde nei seguenti casi:

  • mancata presentazione a convocazioni ed appuntamenti stabiliti dal Centro per l’impiego (alla terza assenza, per le prime due assenze subisce, rispettivamente, una decurtazione e la sospensione);
  • mancata partecipazione a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro (alla terza assenza, per le prime due assenze è decurtata, poi sospesa);
  • mancata partecipazione a iniziative formative e di riqualificazione (alla seconda assenza, alla prima è sospesa per un mese);
  • rifiuto di un’offerta di lavoro congrua (al primo rifiuto).


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