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Lo sai che? Impianto fotovoltaico non funzionante e accertamento tecnico preventivo

Lo sai che? Pubblicato il 13 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 febbraio 2017

Il mio impianto fotovoltaico ha problemi e rischia di danneggiare quello elettrico. La ditta installatrice mi ha chiesto la restituzione dell’anticipo per le spese di connessione tra i 2 impianti. Come posso risolvere?

Il nostro lettore ci comunica di aver, in via riconvenzionale, contestato i vizi dell’impianto: per capire effettivamente la situazione occorre esperire consulenza tecnica d’ufficio che, con ogni probabilità, il giudice disporrà per accertare l’esistenza di eventuali vizi e/o difetti e, soprattutto, l’addebitabilità degli stessi, se sussistenti, alla responsabilità di una delle parti in causa.

Il lettore teme che i lunghi tempi processuali possano comportare l’aggravamento delle condizioni dell’impianto e si chiede se esista un procedimento più rapido per poter far accertare lo stato in cui esso si trova. La risposta a questa domanda non può non tener conto del fatto che esiste già un giudizio pendente. È opportuno, quindi, che proprio nel giudizio in corso si svolgano tutti gli accertamenti necessari alla risoluzione della vertenza: il consiglio è quello di richiedere un accertamento tecnico preventivo [1] che viene disposto dal giudice su istanza di parte, con il quale, solo nei casi di urgenza (ed questo caso sembra proprio essere un caso urgente potendo l’impianto subire ulteriori danni durante il lungo corso del processo) è possibile anticipare ed accelerare l’accertamento senza attendere la fase cosiddetta istruttoria (cioè la fase in cui nel processo vengono raccolte le prove). Tale accertamento tecnico preventivo, che normalmente viene richiesto prima ancora che il processo cominci, può anche essere richiesto al giudice quando il processo è già cominciato ma non si è ancora giunti alla fase della assunzione delle prove [2]. L’istanza deve essere proposta al giudice che sta trattando la vertenza ed è fondamentale che nell’istanza si dia prova della urgenza della richiesta. Il giudice, poi, valuterà l’istanza di accertamento tecnico e nominerà immediatamente un perito d’ufficio che provvederà agli accertamenti del caso sulla base dei quesiti che il giudice medesimo gli sottoporrà. È, invece, sconsigliabile iniziare un processo distinto da quello in corso anche perché, con ogni probabilità, tale eventuale nuovo processo finirebbe, con provvedimento del giudice, per essere “riassorbito” in quello già esistente (in linguaggio tecnico si parla in questi casi di “continenza” di cause cioè di cause che devono essere decise in un unico processo e con un’unica sentenza).

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte   

note

[1] Art. 696 cod. proc. civ.

[2] Art. 699 cod. proc. civ.


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