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Tassazione polizze vita

13 febbraio 2017


Tassazione polizze vita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2017



Ho una polizza vita di diritto irlandese. Come funziona la relativa tassazione?

I redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione sono qualificati redditi di capitale [1]; su tali redditi l’impresa di assicurazione deve applicare una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, pari:

1) al 12,50% fino al 31.12.2011;

2) al 20% dal 01.01.2012 al 30.06.2014 [2];

3) al 26% dal 1.7.0214 [3].

L’importo soggetto a tassazione (definito anche come base imponibile) è pari alla differenza tra l’ammontare percepito e quello dei premi pagati [4]. La tassazione sopradetta non viene applicata sull’intero importo ricevuto a scadenza o in caso di riscatto, ma solo sulla cosiddetta “plusvalenza” tra quanto pagato all’assicurazione e l’ammontare delle somme ricevute. Ciò significa che se il rendimento è stato negativo nessuna imposizione sarà applicata. Nel caso di riscatti parziali è prevista, attraverso un calcolo proporzionale, comunque la tassazione dell’eventuale plusvalenza, limitatamente alla quota parte di capitale riscattato. È opportuno, infine, precisare che non tutti i proventi realizzati sono tassati, di fatto, con l’aliquota attuale del 26% (o prima del 01.07.2014 del 20%) a titolo di imposta sostitutiva. In particolare, la ritenuta fiscale, determinata annualmente in base alla composizione degli investimenti sottostanti a ciascuna singola polizza registrati nell’ultimo anno, si applica sui proventi realizzati (cosiddetto “imponibile fiscale”) a seconda della ripartizione dell’investimento:

1) per le obbligazioni e altri titoli del debito pubblico e a questi equiparati nonché in obbligazioni emesse dai Paesi facenti parte della cosiddetta “white list” i proventi sono fiscalmente rilevanti nella misura del 48,08%, che corrisponde ad un’aliquota di fatto del 12,48% (= 26% x 48,08%),

2) solo per le altre tipologie di investimenti la parte fiscalmente rilevante è pari al 100%, per cui trova applicazione il 26%.

In altri termini, la ritenuta fiscale può essere determinata applicando all’intero importo dei proventi realizzati un’imposta sostitutiva equivalente (la cosiddetta aliquota fiscale sintetica) calcolata ponderando l’imposta del 12,50% per la quota parte di investimento del fondo interno assicurativo/prodotto in titoli di cui alla prima tipologia e l’imposta del 26% per la restante parte degli investimenti del fondo interno assicurativo in titoli di cui alla seconda tipologia. Da ciò deriva che l’effettiva tassazione di ogni singola polizza sarà influenzata dalla tipologia e scelta di investimento effettuata, a seconda della rilevanza o meno dei titoli pubblici o assimilati presenti nel prodotto. Generalmente, nelle polizze che privilegiano investimenti azionari la parte sottoposta a tassazione con il 26% sarà maggiore rispetto alle polizze che privilegiano investimenti obbligazionari, tra cui i titoli di Stato, dove è prevista la tassazione del 12,50%.

Per ogni dettaglio tecnico sulle modalità specifiche di tassazione, sebbene particolarmente complesse, si rinvia al testo recentemente diramato in una circolare dell’Agenzia delle Entrate [5], anche in relazione all’applicazione delle norme transitorie per i diversi periodi di tassazione. È previsto, infatti, un regime transitorio sui redditi maturati al 30 giugno 2014, al fine di regolamentare il passaggio dalla vecchia alla nuova aliquota, in base al quale la Compagnia – automaticamente e senza alcuna facoltà di deroga per l’investitore – provvede in sede di riscatto/scadenza della polizza, ad applicare:

1) l’aliquota del 12,50% sui redditi maturati sino al 31 dicembre 2011;

2) l’aliquota del 20% sui redditi maturati dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014;

3) mentre, sulla porzione di reddito maturata a partire dal 1° luglio 2014 verrà applicata l’aliquota del 26%.

 

Tassazione in caso di evento morte

Se la polizza viene riscattata per “mortis causa” i guadagni maturati negli anni non vengono tassati e il beneficiario (o i beneficiari) incassano il lordo che risulta così esentasse e non soggetto ad alcuna imposizione fiscale (completa esenzione dalle tasse di successione). In caso di decesso del contraente, infatti, nonostante il ripristino dell’imposta sulle successioni e donazioni, l’importo della prestazione pagata non concorre a formare l’attivo ereditario [6] e, pertanto, non è assoggettabile ad imposta di successione. I capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche [7]. Esistono, tuttavia, disposizioni normative nella legge di stabilità che prevedono delle modifiche delle attuali agevolazioni fiscali.

Imposta di bollo

Per i prodotti assicurativi di Ramo III è prevista l’applicazione dell’imposta di bollo alle comunicazioni periodiche e alle operazioni di riscatto.

In caso di riscatto parziale sull’eventuale plusvalenza maturata è prevista la tassazione con imposta, tenendo conto della tipologia di investimento e del periodo temporale, soggetto a diverse aliquote di imposta, restando esclusa da ogni tassazione la quota parte proporzionale del capitale riscattato.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Art. 44, co. 1, lett. g-quater, Tuir (d.P.R. n. 917 del 22.12.1986).

[2] Art. 2, co. 6 d.l. n. 138 del 13.08.2011.

[3] Artt. 3 e 4 d.l. n. 66 del 24.04.2014 conv. con legge 89 del 23.06.2014.

[4] Art. 45 Tuir.

[5] Circ. Ag. Entrate n. 19/E del 27.06.2014.

[6] Art. 12, lett. C), d. lgs. n. 346 del 31.10.1990.

[7] Art. 34 d.P.R. n. 601 del 29.09.1973.


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