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Importo massimo assegno circolare

12 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2017



L’assegno circolare è uno strumento di pagamento tra i più diffusi. Come si compila? Come funziona? Ci sono limiti di importo? 

Assegno circolare: cos’è?

L’assegno circolare è un titolo di credito a vista attraverso il quale una banca –  denominata emittente – promette di pagare una certa somma di denaro a favore di un soggetto indicato nello stesso, chiamato beneficiario. In pratica, quindi, nell’assegno circolare esistono due soggetti e sono:

  1. l’emittente dell’assegno, cioè la banca che si impegna a effettuare il pagamento a vista (significa che la banca lo pagherà all’atto della presentazione),
  2. il beneficiario che è il soggetto a cui verrà consegnato o inviato l’assegno e che lo presenterà in banca per la riscossione. Quest’ultimo può anche disporre dell’assegno senza presentarlo alla banca per l’incasso, trasferendolo ad altri (si parla, in tal caso, di girata).

L’assegno circolare non può essere al portatore come, invece, gli assegni bancari di importo non elevato.

Da quanto finora detto, si comprende che l’assegno circolare è una promessa di pagamento, che la banca fa al beneficiario.

 

Assegno circolare postale: come funziona?

L’assegno circolare postale (o assegno vidimato) viene emesso dalle Poste e può essere richiesto anche da coloro che non sono titolari di un conto Bancoposta.

Per la sua emissione, il cittadino può rivolgersi presso qualsiasi ufficio postale; se non è titolare di un conto, deve portare con sé il denaro contante per un importo massimo sotto i 1000 euro; se, invece, è correntista di Bancoposta è sufficiente il numero del conto. Effettuate le verifiche e i dovuti controlli, l’assegno vidimato postale viene emesso, cioè stampato su carta con l’indicazione di assegno vidimato, riportando l’importo in numeri e in lettere, la data e il luogo di emissione, il nome del beneficiario e la firma del funzionario che ha emesso il titolo.

A questo punto, per incassarlo, il beneficiario non dovrà fare altro che presentarsi presso qualunque ufficio postale italiano, munito solo di documento di identità valido; se è anche titolare di un conto corrente Bancoposta può richiedere l’accredito della somma sul suo conto, al posto del denaro contante.

Assegno circolare: come si compila?

Per avere validità, l’assegno circolare deve essere compilato seguendo le indicazioni ufficiali e deve contenere i seguenti dati obbligatori:

  • indicazione della denominazione di assegno circolare;
  • promessa: garanzia della banca di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
  • nome del beneficiario: significa che non deve essere emesso “al portatore”;
  • data e il luogo di emissione: si ricorda che la banca o la posta possono pagare le somme riportate sull’assegno entro 30 giorni dall’emissione;
  • firma della banca che emette l’assegno circolare.

Un elemento da ricordare consiste nel fatto che mentre l’assegno bancario o postale necessita che il richiedente sia titolare di un conto corrente, il circolare può essere richiesto a qualsiasi banca o ufficio postale, anche da cittadini non titolari di conto. Basta semplicemente che il cittadino interessato a richiedere l’emissione di un assegno circolare si rivolga allo sportello della banca o posta scelta, portando con sé il denaro contante, fino a un massimo di 3000 euro, il proprio documento di identità e i dati del beneficiario. Fatte le dovute verifiche, la banca emette l’assegno circolare di importo pari alla somma depositata allo sportello dal cittadino al momento della richiesta: in questo modo il titolo diventa garantito dalla stessa banca, nel senso che l’istituto di credito ne garantisce la copertura dell’importo e paga la somma indicata sull’assegno al beneficiario. Proprio perché l’assegno circolare è emesso da una banca previa valutazione della disponibilità della somma in conto corrente si dice che l’assegno circolare sia un titolo di credito a copertura garantita.

Il termine entro il quale il beneficiario dell’assegno circolare può presentarsi alla banca o alla posta per incassare l’importo è entro 30 giorni dalla sua emissione. Superata predetta scadenza, l’assegno non è più incassabile.

Assegno circolare: limite importi

Anche gli assegni circolari possono essere trasferiti mediante girata. Se, però, si teme che l’assegno possa essere smarrito o sottratto si può mettere la clausola non trasferibile che impedisce la circolazione dell’assegno. In tal modo, solo il beneficiario può incassarlo. In questo caso, di parla di assegno circolare non trasferibile. Per questa tipologia di assegno, il limite importo è pari a 1000 euro. La normativa antiriciclaggio prevede, infatti, che tutti gli assegni bancari, postali e circolari d’importo pari o superiore a 1000 euro debbano riportare obbligatoriamente la clausola non trasferibile, l’indicazione del nome del beneficiario o la ragione sociale. Come detto in Assegni e libretti al portatore: i limiti dal 2016, dal 1° gennaio 2016 il limite all’uso del denaro contante è aumentato a 3000 euro, ma non per gli assegni.

Assegno circolare: quanto costa?

Gli assegni circolari trasferibili, cioè emessi in forma libera, possono essere richiesti ed emessi dalla banca solo se l’importo non supera i 1000 euro. Per cui, se si richiede l’emissione del titolo per una somma pari a 999,99 euro, l’assegno è trasferibile in forma libera e, quindi, soggetto ad un’imposta di bollo di 1,50 euro per ogni modulo o vaglia emesso dalla banca o posta emittenti.

Se l’assegno è di importo pari o superiore a 1000 euro deve contenere la “clausola di non trasferibilità” (non deve, cioè, essere trasferibile con la firma sul retro, la cosiddetta “girata”). L’assegno dovrà inoltre indicare il nome e cognome del beneficiario.

Se l’assegno è di importo inferiore a 1000 euro (ossia da 999,99 euro in giù) può essere trasferibile e, come tale, non deve necessariamente contenere la clausola “non trasferibile”.

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