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Notifica atti via PEC: quando serve la raccomandata A/R

16 Novembre 2016


Notifica atti via PEC: quando serve la raccomandata A/R

> Business Pubblicato il 16 Novembre 2016



Le notifiche del fisco saranno via PEC ma esistono casi in cui la raccomandata A/R è comunque imprescindibile, ecco quali.

La semplificazione ha sempre una doppia faccia, basta un piccolo collo di bottiglia per tramutare un processo semplice in una complicazione ulteriore del passaggio amministrativo. È il caso delle notifiche via PEC, che per quanto siano ormai accettate nell’uso quotidiano, rischiano di creare problemi di varia natura all’atto pratico.

Vediamo quando la semplificazione porta al ritorno al passato, dalla PEC alla Raccomandata A/R.

Accertamenti via PEC, si parte a luglio 2017

Dal 1 luglio 2017 tutti gli atti impositivi saranno notificati all’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec).

La norma riguarda tutti gli avvisi e gli altri atti da notificare a ditte individuali, società e professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato.

Per il destinatario, la notifica si intende perfezionata nel momento in cui si ottiene dal servizio gestore la data di avvenuta consegna.

A tali soggetti, obbligati ad avere una PEC, sarà possibile effettuare la notifica telematica degli atti.

Ma cosa succede se la casella di posta è satura?

Notifiche via PEC se la casella è satura

Qualora la casella risulti piena, allora l’ufficio dovrà provare con un secondo invio, decorsi almeno 7 giorni dal primo invio.

Se anche a seguito di questo secondo tentativo la posta risulta satura, o, ancora, se l’indirizzo risulta non valido o non attivo, a quel punto la notificazione si esegue mediante un deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito informatico di Infocamere e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso sullo stesso sito, per la durata di 15 giorni. A partire da quella data si considera perfezionata la notifica.

A tale notifica tuttavia si aggiungerà una notifica dell’atto al soggetto interessato tramite lettera raccomandata. 

Ecco allora che invece di avere un atto in 4 giorni come quando viene inviata la raccomandata, si potrebbe avere il medesimo effetto – ovvero la ricezione cartacea – ma in un lasso di tempo di un mese. Quando si dice semplificazione.

Anche se non si è obbligati si possono ricevere accertamenti via PEC

Se volete usare la PEC ma non siete obbligati è comunque possibile fare richiesta.

La notifica in questo caso può essere eseguita sia all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari, sia all’indirizzo di PEC dei difensori abilitati all’assistenza tecnica per il contenzioso tributario (ad esempio agli avvocati, ai dottori commercialisti, ai ragionieri e consulenti del lavoro), o ancora all’indirizzo PEC del coniuge, di un parente o affine entro il quarto grado, che tuttavia devono essere specificamente incaricati a ricevere le notifiche per conto degli interessati, secondo le modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate.

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