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Come bloccare il decreto ingiuntivo?

24 gennaio 2017


Come bloccare il decreto ingiuntivo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 gennaio 2017



Se il debitore non presenta opposizione al decreto ingiuntivo entro 40 giorni dalla sua notifica il decreto diventa definitivo ed è equiparato a una comune sentenza irrevocabile.

Il decreto ingiuntivo diventa definitivo dopo 40 giorni dalla sua notifica se il debitore, entro tale termine, non ha proposto opposizione. Nel caso di notifica a mezzo posta, se il debitore non era a casa al momento dell’arrivo del postino, i 40 giorni decorrono da un momento successivo: da quando il debitore ha ritirato l’atto alla posta o, se lo ha fatto dopo 10 giorni, a partire dall’undicesimo giorno in cui gli è stata inviata la comunicazione di giacenza.

Come bloccare un decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo viene emesso dal giudice in un procedimento a cui partecipa solo il creditore. Quest’ultimo presenta le fatture o gli altri documenti scritti che comprovano il proprio credito e, solo sulla scorta di questi, il tribunale o il giudice di pace emette il decreto con l’ordine al debitore di pagare. Tuttavia, ben potrebbe essere che la richiesta sia illegittima perché ad esempio il debito è stato pagato, o è inferiore, o si è prescritto, o perché a dover pagare è un altro soggetto. Così, chi riceve la notifica di un decreto ingiuntivo ha sempre la possibilità di opporsi ad esso, instaurando una causa ordinaria di opposizione.

La presenza di una causa di opposizione, sebbene non “blocca” il decreto ingiuntivo, quantomeno lo blocca e impedisce che esso diventi definitivo. In ogni caso, il giudice, ravvisando motivi di urgenza o un’opposizione non fondata su “prove convincenti” («prova scritta» dice il codice di procedura), può ugualmente rendere il decreto provvisoriamente esecutivo.

A ben vedere, l’esistenza di una causa di opposizione “cancella” il decreto ingiuntivo poiché, alla fine di essa, sarà la sentenza del giudice a regolare i rapporti tra le parti e, in buona sostanza – anche nell’ipotesi in cui confermi il credito – a sostituirsi ad esso.

Che succede se non faccio opposizione al decreto ingiuntivo?

Come detto, il debitore ha 40 giorni di tempo dalla notifica del decreto ingiuntivo per opporsi, impedendo così che esso diventi definitivo.

In mancanza di opposizione entro il termine:

  • il decreto ingiuntivo diventa titolo esecutivo valido per l’esecuzione forzata e il creditore può procedere contro il debitore attraverso un pignoramento;
  • il decreto ingiuntivo «passa in giudicato». Ciò vuol dire che esso avrà lo stesso valore di una sentenza definitiva e consentirà al creditore di non vedersi più contestate le proprie ragioni. L’unica speranza per il debitore è far leva sulla prescrizione del credito che, però, si compie solo dopo 10 anni dall’emissione del decreto.

L’opposizione proposta dopo la scadenza del termine è inammissibile. In rari casi, però, è possibile l’opposizione tardiva (ossia fuori termine). Ciò avviene quando il debitore prova di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto ingiuntivo per una o l’altra delle seguenti cause:

  • irregolarità della notifica; il debitore deve provare che l’irregolarità della notificazione gli ha impedito la tempestiva conoscenza del decreto e quindi la possibilità di proporre opposizione nei termini di legge. Se la notifica è nulla, la conoscenza del decreto ingiuntivo da parte del debitore si presume ed è suo onere dimostrare che la nullità gli ha impedito la materiale conoscenza dell’atto [1];
  • caso fortuito o forza maggiore. Il debitore in tal caso deve provare l’esistenza di una forza esterna che gli ha impedito di venire a conoscenza del decreto ingiuntivo notificato o pur avendone avuto conoscenza, non abbia potuto per caso fortuito o forza maggiore fare opposizione entro il termine fissato.

L’opposizione tardiva non è più ammessa decorsi 10 giorni dal primo atto di pignoramento.

note

[1] Cass. sent. n. 14444/2013.

Autore immagine: 123rf com

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