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I nipoti succedono alla morte della zia?

15 febbraio 2017


I nipoti succedono alla morte della zia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 febbraio 2017



Come deve essere divisa l’eredità di una zia tra i nipoti in presenza del marito ancora in vita? Ha rilevanza che vi sia testamento?

Nel quesito, il lettore si riferisce alla successione del marito di sua zia (quello che viene definito “zio acquisito”). Ebbene, nei confronti del marito della zia il lettore, per la legge, non è considerato un parente (la parentela è, per la legge, il legame di sangue che lega persone che discendono da un comune capostipite), bensì un affine (l’affinità è il rapporto che lega tra loro il coniuge e i parenti dell’altro coniuge: nel caso del lettore, quindi, l’affinità è il rapporto che lega il marito di sua zia con i parenti di sua zia, tra cui lui). E la legge non riconosce agli affini alcun diritto in materia di successione. Perciò, alla successione del marito della zia, se non verrà da lui lasciato un testamento, parteciperanno solo gli eredi legittimi (coniuge, discendenti, genitori, altri ascendenti legittimi ed altri parenti in linea collaterale fino eventualmente al sesto grado) e il lettore non avrà alcun diritto di parteciparvi in quanto, rispetto al marito della zia, non è per la legge un parente, ma un affine.

Per quanto riguarda, invece, l’altra sua zia (sorella di suo padre) di cui il lettore ci riferisce, se lei non avrà redatto testamento, quando verrà a mancare si aprirà la successione cosiddetta legittima che prevede che all’eredità siano chiamati, se vi sono, innanzitutto il coniuge, i discendenti e i genitori della persona defunta. Se questa seconda zia (sorella di suo padre) non avesse coniuge, figli e genitori e morisse senza lasciare testamento, allora in base gli succederanno i fratelli e le sorelle in parti uguali [1] e se qualche fratello o sorella di sua zia fosse premorto (come suo padre), al loro posto subentrerebbero i figli dei fratelli e sorelle premorti del defunto (quindi anche il lettore) [2], mentre non avrebbero alcun diritto i figli di fratelli o sorelle del marito della zia (la Corte di Cassazione ha confermato che il cosiddetto diritto di rappresentazione, cioè il diritto di subentrare nella successione al posto del proprio ascendente, è riconosciuto solo ai figli dei fratelli o delle sorelle del defunto e non ai figli del coniuge del defunto). Se, infine, la zia (sorella del padre del lettore) lasciasse testamento, egli potrebbe lasciare la quota cosiddetta disponibile a chiunque volesse. La quota disponibile è quella parte di eredità che resta una volta che siano state soddisfatte le quote legittime che per legge devono essere obbligatoriamente destinate ai cosiddetti eredi legittimari che sono il coniuge superstite, i figli legittimi e naturali ed i loro discendenti (che subentrano per rappresentazione) e gli ascendenti legittimi (genitori e nonni del defunto, solo se mancano figli e discendenti). Se la zia lasciasse, quindi, testamento e non avesse coniuge superstite, né figli (nemmeno premorti e, quindi, nemmeno discendenti di figli) e nemmeno ascendenti, avrebbe diritto di destinare l’intero suo patrimonio a chiunque volesse senza alcun limite in quanto non vi sarebbero eredi legittimari e, quindi, non vi sarebbero quote legittime.

 

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Art. 570 cod. civ.

[2] Art. 468 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 5508 del 05.04.2012.


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