Diritto e Fisco | Articoli

Contratto collettivo favorevole al lavoratore, prevale sempre?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2017



Il contratto collettivo di 2° livello favorevole al dipendente prevale sul contratto collettivo nazionale posteriore? 

Secondo il nuovo contratto collettivo nazionale non devo retribuire la carenza malattia per i primi 3 giorni agli apprendisti operai, secondo un accordo regionale di parecchi anni fa invece sì: quale contratto devo applicare?

La regola generale vuole che il contratto collettivo nazionale possa essere derogato dagli accordi integrativi di livello inferiore, come quelli regionali appunto, quando la deroga è a favore del lavoratore.

Ma nel caso preso in esame abbiamo un’ulteriore particolarità: l’accordo integrativo è precedente rispetto al contratto collettivo nazionale. Quale regola si deve applicare allora, quella del contratto collettivo nazionale, che non  retribuisce gli apprendisti operai nei primi 3 giorni di carenza a carico del datore di lavoro, oppure l’accordo integrativo regionale, che riconosce comunque la carenza a carico del datore di lavoro? La legge, su quest’aspetto, non si pronuncia.

Contratti collettivi di livelli diversi: quale prevale?

Parte della giurisprudenza ritiene che, in caso di contratti collettivi di livello diverso, emanati in tempi differenti ed in contrasto tra loro, debba applicarsi la normativa più favorevole ai lavoratori.

Un altro orientamento ritiene che i contratti regionali e di secondo livello in genere non possono modificare in peggio la normativa dettata dai contratti di categoria, in quanto le strutture sindacali a livello aziendale sono da considerarsi gerarchicamente subordinate a quelle nazionali [1]; da questa teoria discenderebbe però che, nel caso in cui sia emanato un nuovo contratto collettivo nazionale, i contratti integrativi “andrebbero a cadere”, essendo gerarchicamente subordinati a un contratto non più esistente.

C’è invece un terzo orientamento secondo cui prevale il livello di contrattazione più vicino al lavoratore, se emanato successivamente: secondo questa teoria, la stipulazione del contratto integrativo comporta la revoca implicita del mandato conferito all’associazione nazionale firmataria del contratto di livello superiore. In pratica, il contratto di secondo livello prevarrebbe su quello nazionale, ma solo se posteriore.

Queste tre teorie, però, sono state attualmente superate da tre ulteriori orientamenti:

  • secondo il primo, prevale sempre il contratto collettivo stipulato in data posteriore, anche se deroga gli accordi precedenti a sfavore del lavoratore;
  • il secondo orientamento, invece, fa prevalere la fonte più vicina alle parti (quindi i contratti di secondo livello), indipendentemente dalla data di stipulazione [2];
  • il terzo orientamento, quello più recente, risolve il problema della successione temporale di contratti di grado diverso, dando pari dignità agli accordi; secondo questo orientamento, dunque, il contratto nazionale potrebbe modificare, in peggio, quello regionale, o di secondo livello anteriore, essendo di pari dignità; non devono però essere lesi i diritti acquisiti dai lavoratori [3].

Diritti acquisiti dai lavoratori nel contratto collettivo

Retribuire i tre giorni di carenza può essere considerato un diritto acquisito dal lavoratore? Anche su questo punto potremmo sollevare infinite discussioni: secondo una recentissima sentenza della Cassazione [4], possiamo parlare di diritti acquisti dal lavoratore quando questi diritti sono già maturati, quindi in tutti i casi in cui non si tratti di semplici speranze o previsioni future.

Quindi, sulla base delle osservazioni esposte, nel caso della retribuzione della carenza della malattia, trattandosi di diritti già acquisiti dal lavoratore, nonostante l’accordo regionale sia datato e di secondo livello dovrebbe continuare ad applicarsi quest’ultimo, più favorevole al dipendente.

Non parliamo, certamente, di “verità assolute”, perché, come già detto, non esistono norme di legge che si pronunciano sulle questioni esposte: parliamo, però, dell’orientamento prevalente nella giurisprudenza.

Il che, tradotto in parole povere, vuol dire che il datore di lavoro, applicando un orientamento differente, potrebbe comunque non riconoscere la retribuzione all’apprendista operaio nel periodo di carenza. Tuttavia, il lavoratore potrebbe contestare la mancata retribuzione e se il tutto, in seguito, sfociasse in un contenzioso, sarebbe più probabile un esito favorevole per il dipendente.

note

[1] Cass. sent. n. 233/1978.

[2] Cass. sent. n. 4517/1986.

[3] Cass. sent. n. 3047/1985; Cass. sent. n. 813/1989; Cass. sent. n.4713/1989; Cass. sent. n. 2155/1990.

[4] Cass. sent. n. 22126/2015 del 29.10.2015.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Se il CCNL è Scaduto da oltre due anni, può il datore di lavoro disdettare il contratto integrativo senza scadenza e modificarlo senza la firma delle RSU ?

    Può in datore di lavoro applicare unilateralmente il contratto integrativo non firmato dalle RSU ?

    Grazie per le indicazioni che mi fornirete.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI