HOME Articoli

Lo sai che? Furto d’auto in parcheggio non custodito: il Comune non risponde

Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2011

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2011

L’avviso “parcheggio non custodito” esime da responsabilità il Comune o la società concessionaria in caso di furto dell’auto.

Se qualcuno ruba l’auto in un parcheggio comunale, il Comune o la società concessionaria non sono tenuti a risarcire il proprietario, qualora sia esposto in modo adeguatamente percepibile l’avviso “parcheggio non custodito”  all’ingresso dell’area di sosta.

Lo ha recentemente stabilito la Corte di Cassazione [1]. Con la suddetta sentenza, la Corte ha rigettato il ricorso di una compagnia di assicurazioni che chiedeva al gestore di un parcheggio a pagamento incustodito il ristoro di quanto aveva dovuto  versare al cliente per il furto della sua auto.

I giudici hanno ritenuto che, se gestore del parcheggio e automobilista concludono un contratto di parcheggio senza custodia, il primo non è tenuto a sorvegliare l’auto e a verificare che questa sia prelevata dalla stessa persona che l’aveva parcheggiata; il suo obbligo è unicamente quello di mettere a disposizione l’area per la sosta. L’automobilista eventualmente derubato nulla potrà pretendere dal gestore a titolo di risarcimento. Diverso è se le parti hanno stipulato un contratto di parcheggio con custodia: in questo caso il gestore sarà obbligato a custodire l’auto e a restituirla nello stato in cui gli era stata affidata, pena il risarcimento dell’eventuale danno per il furto.

Si può dunque affermare che, nei centri urbani, esistono due tipi di parcheggi:

a) Si ha un contratto di parcheggio senza custodia se l’utente desidera semplicemente uno spazio per la sosta del proprio veicolo. Il corrispettivo che egli paga è esclusivamente per l’utilizzo dell’area messa a disposizione dal gestore e non anche per la vigilanza da parte di quest’ultimo. Di conseguenza, il gestore è esente da responsabilità per il furto dell’auto.

b) Si ha invece un contratto di parcheggio con custodia quando all’utente viene consentito di utilizzare l’area di sosta non solo per il parcheggio ma anche per la conservazione e custodia dell’auto, pur se la lascia chiusa a chiave e con l’antifurto installato. In questo caso si applica la disciplina del deposito [2] perché l’obbligazione caratteristica del gestore è quella di custodire l’auto e restituirla all’utente alla scadenza del contratto. Ne deriva che egli è responsabile se non adotta tutte le misure necessarie per prevenire ed evitare il rischio di furto, come videocamere di sorveglianza, sistemi di controllo all’ingresso e all’uscita, ecc.

Detto ciò, come fa l’utente che sta per entrare in un parcheggio a capire quale dei due tipi di contratto si accinge a concludere?

Certamente, ogni dubbio viene fugato dalla presenza dell’avviso “parcheggio non custodito”. In tal caso, è esclusa ogni responsabilità del gestore in caso di furto.

Quando però ciò non viene espresso in modo esplicito, l’utente dovrà valutare sia la volontà del gestore –­ desumibile da avvisi all’ingresso, regolamenti contenenti l’offerta della sosta, clausole che siano conoscibili prima dell’accettazione della proposta contrattuale di parcheggio –­ sia la concreta prestazione di parcheggio (ad es. sussiste l’obbligo di custodia se il gestore prende in consegna le chiavi dell’autovettura).

La rapidità della contrattazione, che spesso avviene con dispositivi automatizzati, impone all’utente un occhio più attento. Egli non deve farsi ingannare dalla struttura del parcheggio. Secondo la Suprema Corte, infatti, se la custodia è esplicitamente esclusa, eventuali recinzioni, videosorveglianza, personale addetto alla sicurezza, schede automatiche di accesso costituiscono mere “modalità organizzative” del parcheggio o addirittura mezzi finalizzati non al controllo dell’auto contro possibili furti, ma al controllo della corretta riscossione del corrispettivo. Pertanto esse non sono idonee a generare nell’utente “l’affidamento in custodia del veicolo”.

note

[1] Corte Cass. sent. n. 14319 del 28 giugno 2011 che ha posto fine a un imbarazzante contrasto giurisprudenziale (vedi per tutte: C. Cass. 13 marzo 2007, n. 5837 e C. Cass. 13 marzo 2009, n. 6169).

[2] Art. 1766 e ss. cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

5 Commenti

  1. Scusate se lo ripubblico ma c’erano alcune parti mancanti nel mio commento
    Ma per favore ma se “il contratto di parcheggio prevede sempre l’onere della custodia a carico del concessionario”. Pertanto anche se vi fosse un cartello che espone la condizione di “parcheggio non custodito” nulla potrà esimere proprietario o gestore dal pagare i danni alla parte lesa, cioè che ha subito il furto o il danneggiamento. Già questi Comuni non fanno altro che rubare ora si permettono anche il lusso di non pagare!!! Eh eh pagano, pagano a calci!!!

  2. Capisco il tuo punto di vista… Purtroppo però non sempre il contratto di parcheggio prevede l’obbligo di custodia da parte del concessionario. Ecco perchè l’utente deve stare molto attento all’eventuale presenza di cartelli con cui il Comune o chi gestisce l’area si esimono da ogni responsabilità in caso di furto -cosa che possono lecitamente e tranquillamente fare-. Sta a noi tenere gli occhi ben aperti… E’ anche vero che un cartello potrebbe facilmente sfuggirci, ma è il modo più immediato che il gestore ha per comunicarci quali sono i suoi obblighi.

  3. Ma la problematica relativa alla necessaria approvazione per iscritto di una clausola vessatoria(quella del parcheggio non custodito) viene affrontata nella sentenza in oggetto?

  4. La sentenza chiarisce che il parcheggio non cutodito è un tipo specifico di contratto in cui l’esclusione della custodia non costuisce clausola vessatoria ma espressa proposta contrattuale che spetta all’utente decidere se accettare o meno. Precisa altresì che la vessatorietà non può neanche presumersi dato che la proposta contrattuale,comunicata tramite l’apposito cartello, chiarisce all’utente, prima dell’ingresso nell’area di sosta, quali sono i servizi offertigli.

  5. L’esonero di responsabilità, in genere, è una clausola contrattuale che integra anche i caratteri della clausola vessatoria. Ma in questo caso, mi sembra di capire da quello che molto competentemente dice la redattrice, la giurisprudenza parla proprio di DUE contratti diversi: l’uno di affitto di area adibita a parcheggio (e quindi, ovviamente, senza obbligo di responsabilità); il secondo invece per il caso di custodia, che – come previsto dal codice civile per questo contratto tipico – implica anche la responsabilità del custode (solo in questo secondo caso l’esonero della responsabilità sarebbe da considerarsi clausola vessatoria e quindi richiedente la doppia sottoscrizione

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI