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Ghiaia su strada, spetta il risarcimento?

25 gennaio 2017


Ghiaia su strada, spetta il risarcimento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 gennaio 2017



Incidente stradale in auto, in modo o in bici per colpa della ghiaia sull’asfalto: la responsabilità è del Comune o del conducente?

Non è raro che, sulle strade, si formi della ghiaia, spesso spinta dal vento o dalla pioggia, e che questa diventi causa di incidenti stradali. Il rischio è ancor più grave in curva, dove è più facile che l’auto o la moto possa sbandare e uscire fuori strada. In questi casi spetta un risarcimento e chi risarcisce?

È vero che la pubblica amministrazione ha il dovere di mantenere le strade in perfetto stato di manutenzione, evitando rischi per automobilisti, motociclisti e pedoni; tuttavia è impensabile un controllo costante, istantaneo o generale su ogni metro di suolo pubblico. Come ci si deve quindi comportare?

L’orientamento generale è quello di ritenere il Comune – o qualunque altro sia l’ente proprietario della strada – responsabile della caduta sulla ghiaia solo quando doveva essere a conoscenza della pericolosità della strada perché, ad esempio, oggetto di detriti portati dalle piogge dell’inverno o perché segnalato da altri cittadini. Specie durante la stagione invernale, in cui gli agenti atmosferici risultano incontrollabili e assai frequenti, l’amministrazione deve quantomeno segnalare il pericolo con i cartelli stradali, in modo da mettere in guardia gli automobilisti.

L’amministrazione si può giustificare in due modi:

  • sostenendo che il pericolo era chiaramente visibile: si pensi all’incidente avvenuto su un tratto di strada rettilineo e in pieno giorno, quando la visibilità consentiva di vedere chiaramente la presenza della ghiaia sulla strada;
  • oppure dimostrando che il conducente, al passaggio sul tratto pericoloso, era distratto o ha violato le norme del codice della strada come nel caso di eccesso di velocità o condotta imprudente.

Dunque, la questione se, in caso di ghiaia sulla strada, spetta il risarcimento, può essere riassunta nei seguenti termini:

  • la P.A. si mette in salvo semplicemente rispettando i due obblighi che le competono: I) pulizia della strada laddove possibile; e II) avviso all’utenza con la segnaletica stradale
  • anche in caso di mancata osservanza di tali doveri, la P.a. può ugualmente invocare il concorso di colpa qualora, dagli accertamenti eseguiti sui luoghi, dalle strisce di frenata dei pneumatici e dai danni riportati dal conducente, si può presumere che quest’ultimo tenesse una condotta di guida non prudente. In particolare l’eccesso di velocità alla guida può far ripartire le conseguenze del danno tra l’amministrazione e l’automobilista o il motociclista.

È proprio questa la tesi sostenuta dalla Corte di Appello di Milano in una recente sentenza [1].

Nel caso di specie, un motociclista cadeva dalla sella per colpa della ghiaia che portava le ruote del mezzo a sbandare. L’amministrazione comunale veniva riconosciuta responsabile di non aver pulito il tratto stradale e di non aver avvisato l’utenza con appositi cartelli che indicassero la presenza dei materiali sdrucciolevoli. Dall’altro lato il centauro veniva multato per eccesso di velocità. Secondo i giudici, nell’affrontare una «lieve semicurva», il motociclista avrebbe dovuto rallentare l’andatura, cosa che invece non aveva fatto. Non deponeva, inoltre, a suo favore la circostanza che la caduta fosse avvenuta su un tratto di strada quasi rettilineo, tale cioè da consentire di scorgere chiaramente, anche da lontano, la striscia di sabbia e i sassolini sull’asfalto.

note

[1] C. App. Milano, sent. n. 3425/16 del 15.09.2016.


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