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Spese avvocato: vanno anticipate o pagate a fine causa?

25 Gennaio 2017
Spese avvocato: vanno anticipate o pagate a fine causa?

Sono stato da un avvocato che, per una causa, mi ha chiesto il pagamento anticipato della sua parcella: mi risulta però che le spese legali vadano pagate alla fine della causa ed a carico di chi perde. È corretto?

Il lettore confonde il concetto di spese legali con l’onorario dell’avvocato. Le prime sono quelle che vengono addossate, con la sentenza definitiva, a carico della parte soccombente (quella cioè che perde) e comprendono tutte le spese da questa sostenute e anticipate per il giudizio. Quindi vi rientra il contributo unificato (la tassa di avvio della causa, sostenuto dall’attore), le spese di notifica, l’eventuale anticipo al consulente tecnico d’ufficio e, in ultimo, l’onorario dell’avvocato che si presume essere stato già corrisposto. A tal fine però il giudice quantifica il rimborso della parcella del legale secondo tabelle ministeriali che, spesso, divergono (al ribasso) rispetto quanto effettivamente corrisposto.

Tutto ciò non toglie che il cliente, al momento della firma del mandato al proprio avvocato, sia tenuto, se questo lo richiede, ad anticipare il pagamento di tutta la parcella, salvo poi ottenere il rimborso dalla controparte soccombente.

Quindi, nel caso di specie, il cliente dovrà corrispondere quanto richiesto. Resta ferma la facoltà di farsi assistere da un altro avvocato che, invece, acconsenta a un pagamento diverso, all’esito del giudizio o in forma dilazionata, modalità sicuramente lecite anch’esse.



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