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Raccomandata: chi può ritirarla?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2017



Può succedere che il postino non trovi in casa il destinatario di una raccomandata. Cosa accade in questi casi? Vediamo.  

Raccomandata: chi può ritirarla?

Può succedere che il postino che deve consegnare una raccomandata non trovi in casa il destinatario della stessa o, peggio, trovi la casa vuota. Situazione frequente ma non problematica, dal momento che la raccomandata può essere ritirata da un familiare convivente che abbia più di 14 anni e sia capace di intendere e di volere. Non può, però, trattarsi di un soggetto estraneo alla famiglia, anche se convivente stabile. Il ritiro può anche essere effettuato da persona addetta alla casa (ad esempio, la colf, la domestica, la baby sitter) o addetta all’ufficio (la segretaria). Altra ipotesi è che venga consegnata al portiere.

Raccomandata: cos’è la Can?

Quando ricorre uno di questi casi, al destinatario viene inviata una seconda raccomandata, la cosiddetta Can (Comunicazione con avviso di notifica): in pratica, così facendo, l’ufficio postale gli comunica di aver affidato la busta a soggetto diverso da lui, indicandolo in modo specifico (ad esempio: madre convivente, moglie, ecc…). La Can non viene inviata se la raccomandata ha ad oggetto cartelle di pagamento dell’Agente della riscossione.

Raccomandata: cos’è la Cad?

La Cad (Comunicazione Avviso di Deposito) è una raccomandata con ricevuta di ritorno. Viene inviata dall’agente postale in caso di mancato recapito del piego contenente l’atto giudiziario la cui notifica, effettuata a mezzo del servizio postale, e il cui tentativo di consegna siano risultati vani per assenza del destinatario o di altre persone idonee al ritiro. In tale caso, il piego resta depositato presso l’ufficio postale ove l’interessato potrà ritirarlo. Il postino deve comunicare al destinatario la data in cui è stata tentata la consegna del piego contenente l’atto giudiziario e, contestualmente, lo deve informare che potrà ritirarlo presso l’ufficio postale. Trascorsi sei mesi dalla comunicazione – durante i quali il destinatario può ritirare il piego contenente l’atto giudiziale o stragiudiziale – esso viene restituito al mittente. La ricevuta di ritorno della raccomandata contenente l’atto verrà restituita al mittente trascorsi 10 giorni dalla spedizione della Cad che coincide con il giorno di deposito del piego presso l’ufficio postale. La notifica si considera avvenuta decorsi  10 giorni di deposito e si perfeziona per “compiuta giacenza” e il portalettere deve, a questo punto, indicare sulla ricevuta di ritorno della Cad la data del suo invio e, in caso di mancato ritiro del piego presso l’ufficio postale, indicare sulla ricevuta di ritorno del piego la data in cui sono decorsi i dieci giorni di “compiuta giacenza” apponendo la seguente dicitura «plico non ritirato nei dieci giorni previsti per la giacenza». Sia la ricevuta di ritorno della Cad, che la ricevuta di ritorno del piego contenente l’atto giudiziario devono essere restituite al mittente che ne ha richiesto la notifica. Se il destinatario si presenta nell’ufficio postale e ritira il piego, durante il periodo di giacenza, l’agente postale annoterà sulla ricevuta di ritorno la data del ritiro e la notifica si avrà per avvenuta nel giorno del ritiro presso l’ufficio postale.

Raccomandata: che succede se non c’è nessuno in casa?

Se il portalettere non trova nessuno a casa o, comunque, qualcuno disposto a ritirare la corrispondenza, non gli resta che depositare la busta all’ufficio postale dove rimane in giacenza per 30 giorni.

Il destinatario potrà, quindi, ritirarla direttamente da qui, munito di un documento di identità, o, in alternativa, delegare al ritiro qualsiasi altro soggetto (anche non familiare), a condizione che gli conferisca:

– copia del proprio documento di identità;

– originale dell’avviso di giacenza immesso dal postino nella cassetta delle lettere;

lettera di procura. Il contenuto deve essere il seguente: «Io sottoscritto… identificato a mezzo dell’allegata copia del documento di identità, delego il sig. … al ritiro della raccomandata di cui all’allegato avviso di giacenza». Attenzione, perché non sarà l’impiegato delle Poste a fornire un foglio prestampato a tal fine, ma dovrete compilarlo e portarlo voi stessi riportando:

  • i dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale e numero di documento d’identità) del delegante o del destinatario della raccomandata che incarica un’altra persona al ritiro della raccomandata;
  • i dati anagrafici del delegato, quindi della persona che viene incaricata di ritirare la raccomandata;
  • i riferimenti della raccomandata (numero, data).

Il delegante dovrà firmare il modulo e allegare una copia del proprio documento d’identità (carta d’identità, passaporto o patente) in corso di validità. Chi va a ritirare la raccomandata dovrà presentarsi all’ufficio postale indicato sull’avviso di giacenza ricordandosi di portare con sé il modulo firmato dal delegante e un proprio documento d’identità valido.

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