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Turbata libertà degli incanti

14 febbraio 2017


Turbata libertà degli incanti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 febbraio 2017



Ho deciso di comprare una casa all’asta. All’uscita dal tribunale, ho visto la persona che si è aggiudicata l’immobile andare via insieme al proprietario dello stesso. Posso segnalare il sospetto di una turbativa d’asta?

Gli articoli 571 e 579 del codice di procedura civile vietano al debitore (e, quindi, al proprietario dell’immobile posto all’asta che sia anche il debitore) di partecipare rispettivamente alle vendite senza e con incanto aventi ad oggetto, appunto, l’immobile di cui egli sia proprietario. Ovviamente il divieto di partecipazione si deve intendere non nel senso di divieto per il debitore di essere fisicamente presente nell’aula o nella sede in cui si svolge la vendita, ma nel senso di divieto di acquistare direttamente l’immobile all’asta o di realizzare accordi (con l’aggiudicatario) di cosiddetta interposizione (quelli che la lettrice teme essersi verificati nel caso che la riguarda).

Ammesso che sia effettivamente accaduto quello che lei sospetta e nei termini in cui lei sospetta, ciò non configurerebbe un fatto penalmente rilevante in quanto il reato di turbata libertà degli incanti (noto come turbativa d’asta [1]) punisce solo quei comportamenti volontari (che non si ravvisano nel caso esaminato) che impediscano la gara nei pubblici incanti e nelle licitazioni private, attraverso promesse, minacce o frodi oppure allontanando o impedendo l’accesso agli offerenti e presuppone, soprattutto, un incanto, cioè una gara pubblica (nel caso in esame, invece, incanto non vi è stato).

Sgombrato, perciò, il campo da implicazioni di tipo penale, resta la possibilità di agire sul piano civilistico e, cioè, di agire con una opposizione agli atti esecutivi [2] per chiedere ed ottenere la nullità del decreto di trasferimento dell’immobile, ove sussistano le seguenti condizioni:

1) l’interesse (da dimostrare in giudizio) da parte di chi agisce ad ottenere la rimozione del decreto di trasferimento del bene (interesse che sussisterebbe ove la lettrice avesse concretamente ed effettivamente partecipato alla vendita);

2) la prova (che incombe a chi agisce di fornire non bastando semplici sospetti) dell’accordo di interposizione fittizia fra il debitore e l’aggiudicatario;

3) la proposizione dell’azione entro il termine perentorio di giorni venti (decorrenti, nel caso specifico, dalla scoperta dell’accordo fra debitore e aggiudicatario).

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Art. 353 cod. pen.

[2] Art. 617 cod. proc. civ.

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