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Cosa significa pignoramento

26 gennaio 2017


Cosa significa pignoramento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2017



Esecuzione forzata: cos’è e come funziona il pignoramento mobiliare, pignoramento immobiliare e pignoramento presso terzi.

Chi è creditore di una somma di denaro e non ne ottiene lo spontaneo pagamento da parte del debitore ha, come unico mezzo per tutelare le proprie ragioni, quello di avviare il pignoramento. Salvo, infatti, che la ragione del credito sia un reato (per il qual caso è possibile anche avviare la querela e l’azione penale: si pensi alla truffa), non esistono altri metodi per costringere una persona a pagare.

Dunque, l’esecuzione forzata per crediti di denaro si realizza, nel nostro ordinamento, attraverso il pignoramento dei beni del debitore. Tramite detta procedura, i beni pignorati vengono convertiti in denaro con la loro vendita all’asta. Gli importi così ricavati vengono assegnati al creditore procedente nei limiti di quanto gli spetta.

Nel caso di pignoramento di denaro (come, ad esempio, il pignoramento del conto in banca), non c’è ovviamente bisogno della fase di vendita e le somme vengono direttamente assegnate al creditore.

Il pignoramento è il nome che viene comunemente dato a tutta la procedura di espropriazione, ma in realtà è solo l’atto iniziale, ossia l’intimazione al debitore – fatta dall’ufficiale giudiziario – con cui gli comunica che detto bene sarà soggetto ad esecuzione forzata ed esproprio, e gli intima di non disporne, donarlo o utilizzarlo.

L’esecuzione può iniziare anche senza il pignoramento nel caso di:

  • espropriazione dei beni dati in pegno o ipoteca: l’assegnazione o la vendita possono essere chieste senza essere state precedute dal pignoramento;
  • sequestro conservativo, in quanto il medesimo si converte automaticamente in pignoramento a seguito della pronuncia di sentenza esecutiva di condanna in favore del creditore sequestrante.

In cosa consiste il pignoramento?

Il pignoramento consiste in una ingiunzione che l’ufficiale giudiziale fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi. Se manca l’ingiunzione il pignoramento è inesistente e tale vizio può essere contestato con una opposizione agli atti esecutivi che renderà nulla tutta la procedura.

In ogni caso il debitore deve essere avvisato oralmente o nell’atto di pignoramento che può chiedere la conversione del pignoramento. La mancanza dell’avviso non determina la nullità dell’atto di pignoramento.

Il pignoramento dovrà anche contenere l’avvertimento al debitore che l’opposizione all’esecuzione già iniziata è inammissibile se proposta dopo che sia stata disposta dal giudice la vendita o l’assegnazione.

Con il pignoramento il debitore non può più disporre dei beni pignorati: non può venderli, donarli, utilizzarli, distruggerli, ecc. Le eventuali cessioni a terzi – oltre a costituire un reato – possono essere facilmente revocate.

Come avviene il pignoramento?

Il pignoramento avviene in modo differente a seconda dei beni che ha ad oggetto:

  • pignoramento di bene mobile presso il debitore: l’ufficiale giudiziario si reca direttamente nel domicilio del debitore, senza notificargli prima un atto specifico di pignoramento. Effettua così il pignoramento descrivendo le operazioni svolte in un verbale; asporta laddove possibile i beni oggetto del pignoramento o li lascia in custodia al debitore. I beni saranno poi venduti secondo le regole di procedura civile;
  • bene mobile presso terzi: il pignoramento si perfeziona notificando l’atto di pignoramento al terzo e al debitore;
  • autoveicolo o motoveicolo e rimorchi: il pignoramento si perfeziona notificando l’atto di pignoramento al debitore;
  • immobile: il pignoramento si perfeziona notificando l’atto di pignoramento nel luogo di residenza del debitore.

Cos’è il pignoramento mobiliare?

Il pignoramento mobiliare è quello che ha ad oggetto i beni mobili presenti nella casa in cui vive il debitore, anche se in affitto. Vi rientrano ad esempio gli arredi, gli elettrodomestici, la tv, i quadri, i tappeti, i gioielli e l’eventuale contenuto di una cassaforte, finanche denaro contante qualora ritrovato dall’ufficiale giudiziario.

Non sono pignorabili i seguenti beni: anello nuziale; vestiti, biancheria; letti, tavoli per i pasti con le relative sedie; armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina; lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia che convivono con lui, ad eccezione dei mobili (ma non i letti) di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato; commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi; cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto; decorazioni al valore, lettere, registri e in genere gli scritti di famiglia, e i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione; armi e oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio; strumenti, oggetti e libri indispensabili all’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore: sono pignorabili nei limiti di 1/5 se il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per soddisfare il credito; il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro.

L’ufficiale giudiziario può effettuare il pignoramento mobiliare solo nei giorni feriali tra le ore 7 e le ore 21.

Il creditore pignorante può tuttavia chiedere l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato a fare eseguire il pignoramento fuori dagli orari previsti.

Come si esegue il pignoramento mobiliare?

L’ufficiale giudiziario si reca presso il domicilio del debitore, ricerca i beni da pignorare e li sceglie dando preferenza alle cose che ritiene di più facile e pronta liquidazione nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà. Egli pertanto deve preferire denaro contante, oggetti preziosi o titoli di credito, o comunque beni che appaiono di sicura realizzazione (quali apparecchi tecnologici, veicoli, ecc.).

In particolare, l’ufficiale giudiziario può ricercare le cose da pignorare presso il domicilio, la residenza, la dimora del debitore o in ogni altro luogo nel quale il debitore dimora con carattere di abitualità e di tendenziale stabilità, anche se per mero spirito di ospitalità da parte del proprietario dell’immobile.

Individuati i beni da pignorare, l’ufficiale ingiunge al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito:

– i beni e i crediti che si assoggettano all’espropriazione;

– i frutti di tali beni o crediti.

Se il debitore è assente al momento dell’accesso, l’ufficiale giudiziario può rivolgere l’ingiunzione a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di 14 anni o non palesemente incapace, consegnando un avviso di ingiunzione da recapitare al debitore.

Contestualmente all’ingiunzione, l’ufficiale giudiziario:

– invita il debitore a effettuare, presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione, con l’avvertimento che, in mancanza, ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a esso destinate saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice;

– avverte il debitore che ha facoltà di chiedere la conversione del pignoramento;

– avvertirà il debitore che l’opposizione all’esecuzione già iniziata sarà inammissibile se proposta dopo che sia stata disposta dal giudice la vendita o l’assegnazione, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti oppure che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.

Se, secondo l’ufficiale giudiziario, il valore dei beni pignorati è insufficiente, o per essi appare manifesta la lunga durata della liquidazione, l’ufficiale giudiziario invita il debitore a indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si trovano o le generalità dei terzi suoi debitori.

I beni così pignorati vengono venduti all’asta secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile. Se i tre tentativi di vendita non vanno a buon fine i beni tornano al debitore e la procedura si chiude.

Cos’è il pignoramento immobiliare?

Il pignoramento immobiliare ha ad oggetto case, terreni, appartamenti e in generale ogni bene immobile di proprietà del debitore, anche per una sola parte (ossia in quote con altri comproprietari). Vi rientra anche la nuda proprietà, il diritto di superficie, l’usufrutto e l’enfiteusi. L’immobile pignorato viene poi venduto all’asta giudiziaria secondo le regole del codice di procedura civile.

Il pignoramento si estende automaticamente agli accessori, alle pertinenze ed ai frutti dell’immobile pignorato (ad esempio il terreno che circonda un edificio da pignorare, anche se il creditore non lo indica esplicitamente).

Di norma il pignoramento immobiliare viene preceduto dall’iscrizione di un’ipoteca: si tratta solo di una garanzia che consente al creditore ipotecario di soddisfarsi, all’esito della vendita, con preferenza rispetto agli altri eventuali creditori intervenuti. Così come l’ipoteca non è necessaria ai fini del pignoramento, non è neanche detto che un bene ipotecato venga per forza sottoposto a pignoramento (si pensi alla banca a cui si sta regolarmente pagando il mutuo).

Come si svolge il pignoramento immobiliare?

L’avvocato del creditore predispone l’atto di pignoramento, che deve contenere gli elementi, esaminati di seguito:

  • individuare i beni e i diritti immobiliari da pignorare;
  • ingiungere al debitore di non compiere atti che sottraggano i beni alla garanzia del creditore e avvisarlo della possibilità di convertire il pignoramento e invitarlo ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio.

Possono essere pignorati anche beni immobili appartenenti a più soggetti (ad esempio immobili in comunione, ottenuti in eredità ancora non divisa, acquistati da più soggetti come ad esempio i due coniugi, ecc.), anche quando solo uno o alcuni dei comproprietari sono debitori del creditore pignorante. In tal caso, all’esito della vendita forzata, viene trattenuta solo la somma corrispondente alla quota di proprietà del debitore, mentre il restante valore viene consegnato al contitolare non debitore.

L’atto di pignoramento deve individuare esattamente gli immobili o i diritti immobiliari che si vogliono far pignorare, mediante l’indicazione della loro natura, del comune ove sono ubicati e dei dati di identificazione catastale; ove si tratti di fabbricati in corso di costruzione, devono essere indicati i dati di identificazione catastale del terreno su cui insistono.

Dopo la notifica del pignoramento, il debitore è custode degli immobili pignorati e di tutti gli accessori, comprese le pertinenze e i frutti, senza aver diritto a compenso. Egli ne resta comunque ancora il proprietario fino a quando, almeno, i beni non vengono assegnati e trasferiti all’offerente.

Su istanza del creditore pignorante o di un creditore intervenuto, il giudice dell’esecuzione, sentito il debitore, può nominare custode una persona diversa dal debitore quando, l’immobile oggetto di pignoramento non è occupato dal debitore. Il debitore può chiedere al giudice dell’esecuzione l’autorizzazione a continuare ad abitare nell’immobile pignorato.

Cos’è il pignoramento presso terzi?

Il pignoramento presso terzi ha ad oggetto le somme dovute al debitore da terzi. È il pignoramento di eventuali crediti che il debitore ha nei confronti di altri soggetti come il datore di lavoro (per lo stipendio) o la banca (per i soldi depositati sul conto corrente). In tal caso il pignoramento viene notificato anche al terzo.

Il pignoramento può avere ad oggetto anche beni mobili rimasti nella disponibilità di terzi (si pensi all’auto in leasing o ad altri beni in comodato gratuito).

In generale i terzi verso i quali il debitore ha diritti di credito, sono la banca presso cui il debitore ha depositato del denaro o l’azienda presso cui il debitore presta attività lavorativa e da cui percepisce uno stipendio. Ma può trattarsi anche dell’ente di previdenza che eroga la pensione.

Il creditore può venire a conoscenza dell’esistenza di questi crediti tramite l’assunzione di informazioni o mediante un’attività investigativa o tramite ricerca telematica esperita dall’ufficiale giudiziario.

La procedura di esproprio delle somme si realizza con una notifica dell’atto di pignoramento tanto al debitore, quanto al terzo. A quest’ultimo viene intimato di non consegnare le somme pignorate al debitore, il quale non ne può più disporre. Viene poi indicata un’udienza davanti al tribunale: in tale sede il giudice assegna le somme al creditore procedente. Prima di quel momento il conto è bloccato e lo stipendio o la pensione vengono erogati per 4/5 (detratto il quinto pignorato).

A riguardo leggi la nostra guida Pignoramento presso terzi, come funziona.

note

Autore immagine: 123rf com

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