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Sono possibili due licenziamenti insieme?

26 gennaio 2017


Sono possibili due licenziamenti insieme?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2017



Durante il periodo di preavviso, l’azienda può inviare una seconda lettera di licenziamento per un fatto diverso dal primo, dimodoché se la prima contestazione viene impugnata, c’è sempre la seconda.

Immaginiamo che un dipendente commetta un grave errore nel corso del rapporto di lavoro e, per ciò, l’azienda decida di licenziarlo, comunicandogli il provvedimento con la classica lettera raccomandata. In essa gli viene anche dato il classico preavviso secondo la tempistica prevista dal contratto collettivo di categoria: durante il preavviso, quindi, il lavoratore dovrà recarsi sul posto di lavoro, venendo regolarmente retribuito. Ma quest’ultimo non ci sta e decide di far scrivere all’avvocato per impugnare il licenziamento. Tuttavia avviene che, durante i mesi di «lavoro con preavviso», lo stesso dipendente commette un’altra grave infrazione per la quale, anche stavolta, riceve una seconda lettera di licenziamento. È possibile un doppio licenziamento? Può l’azienda operare in questo modo?

La risposta affermativa è stata data più volte dalla Cassazione [1].

Secondo la Corte, il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, ben può intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo: quest’ultimo resta del tutto autonomo e distinto rispetto al primo.

La conseguenza pratica di un doppio licenziamento è abbastanza chiara ed è volta a tutelare l’azienda in caso di contenzioso con l’ex dipendente. Se infatti, il primo licenziamento dovesse essere impugnato davanti al giudice e il tribunale dovesse annullarlo, resterebbe sempre in piedi il secondo. Certo, anche quest’ultimo potrebbe essere impugnato, ma comunque l’azienda avrebbe una possibilità in più di liberarsi del lavoratore negligente.

In ogni caso, precisa la Cassazione, il secondo licenziamento si deve intendere produttivo di effetti solo nel caso in cui venga riconosciuto invalido o inefficace il primo. Una volta che il datore di lavoro ha intimato il licenziamento, comunicando il suo recesso dal rapporto, questo deve considerarsi risolto salvo che arrivi una sentenza a revocarlo.

Peraltro l’azienda è sempre libera di revocare il precedente licenziamento, facendo così valere solo il secondo, qualora ad esempio si accorga che il primo è viziato (magari per mancato rispetto delle forme previste dallo Statuto dei lavoratori). Si pensi al caso in cui la lettera di licenziamento sia stata spedita molto tempo dopo il fatto contestato al dipendente o all’ipotesi in cui, avendo quest’ultimo chiesto di essere ascoltato per produrre le proprie difese, l’azienda si sia dimenticata di farlo. In ogni caso, la revoca del licenziamento, con invito da parte del datore a riprendere servizio, non è automatica ma richiede sempre l’accettazione – anche tacita – del lavoratore.

note

[1] Cass. sent. n. 6055/2008; sent. n. 1244/2011; sent. n. 106/2013.

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