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Lo sai che? Che rischio se vendo tesi di laurea agli studenti?

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2017

Chi fa o procura una tesi di laurea a uno studente universitario commette reato.

Chi scrive una tesi di laurea per conto di un’altra persona commette reato. Lo commette anche chi copia o acquista una tesi di laurea scritta da altri e chi, semplicemente, si offre di procurare una tesi di laurea a un candidato, a prescindere poi dall’accettazione di questi. Insomma, il reato viene commesso tanto dallo studente, quanto da chi lo aiuta. Ma procediamo con ordine.

 

Se copio o acquisto una tesi di laurea di altri che rischio?

Esiste una legge [1] che si occupa della repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche. In buona sostanza, tale normativa incrimina tutti coloro che copiano o fanno copiare un tema o un elaborato altrui. Le sanzioni non sono, peraltro, di poco conto.

 

Viene innanzitutto punito chi presenta come propri elaborati invece scritti da altri, in occasione di esami o concorsi, conferimenti di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, diplomi o patenti, o ancora per l’abilitazione all’insegnamento o all’esercizio di una professione (si pensi all’esame di avvocato). In questi casi, lo studente o il candidato al pubblico concorso che copia viene punito con la reclusione da tre mesi a un anno.

Se faccio copiare la mia tesi di laurea che rischio?

Costituisce reato anche chi fa copiare la propria tesi di laurea, già scritta e consegnata o ancora da discutere. Il semplice fatto di aver procurato, ad un candidato, un proprio elaborato costituisce reato. In tal caso, chi aiuta lo studente universitario a laurearsi viene punito anch’egli con la reclusione da tre mesi a un anno.

Se, a pagamento, scrivo la tesi di uno studente che rischio?

Se costituisce reato scrivere la tesi per conto di altri, lo è ancora di più farlo per lucro o per professione abituale. Guadagnare da un’attività illecita non può che essere più grave del farlo occasionalmente. In tali casi la pena è:

  • aumentata di un terzo, per chi scrive la tesi di laurea per conto di altri e lo fa a fine di lucro;
  • da 1 a 3 anni per chi, oltre a farsi pagare, lo fa con abitualità.

Se pubblicizzo la mia attività di scrittura tesi che rischio?

Il reato scatta sia per chi vende la tesi di laurea agli studenti, sia per chi fa una semplice offerta, a prescindere dal fatto che poi il candidato accetti o meno. Si rischia, quindi, anche con il semplice volantino pubblicitario con scritto «Si eseguono tesi di laurea» o per il post su Facebook o nel creare un sito internet in cui è prevista la vendita o il download gratuito di tesi scritte da altri allo scopo di farle utilizzare dai candidati alla laurea. Per il semplice fatto dell’offerta la pena è la sanzione amministrativa pecuniaria (e niente carcere) [3].

note

[1] L. 475/1925, art. 1 e 2.

[2] Cass. S.U. sent. n. 46982/2007.

[3] Da 800.000 a 4.800.000 di vecchie lire.

Autore immagine: 123rf com


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