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Cosa comporta un’autenticazione irregolare?

14 febbraio 2017


Cosa comporta un’autenticazione irregolare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 febbraio 2017



Temo che l’autenticazione di una concessione edilizia fatta in comune sia irregolare perché contiene imprecisioni relative alla data di emissione della marca da bollo, allo spazio in cui è stata fatta, ecc…

Ciò che più conta è che sia l’originale del permesso di costruire (una volta definito concessione edilizia) ad essere esente da vizi di forma e/o sostanza in quanto è all’originale dell’atto che si fa riferimento in una eventuale causa e non già alla copia di esso (che può essere sostituita da altra, ove occorra). Ad ogni buon conto il Consiglio di Stato [1] ha chiarito che i soli vizi che possono interessare l’autenticazione di un atto sono quelli che conducono alla sua nullità (e non anche quelli che ne possono determinare l’annullabilità) e che sono normativamente fissati nell’articolo 21 septies della legge n. 241 del 1990. Tale disposizione prevede che: «È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge».

Nel caso specifico, le irregolarità evidenziate dal lettore non rientrano in alcuna delle ipotesi di nullità appena viste. Tuttavia, per quanto concerne l’irregolarità a cui il lettore si riferisce dicendoci che l’autenticazione è stata fatta in uno spazio dedicato alla eventuale voltura e non a fine della copia e che la parola “voltura” viene sovrapposta da altre parole del timbro dell’autenticazione usato e reimpostato, costringendo l’impiegato ad effettuare cancellazioni di dati non necessari per l’autentica, la legge [2] specifica che l’autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l’originale, o al quale deve essere prodotto il documento, nonché da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco. Essa consiste nell’attestazione di conformità con l’originale scritta alla fine della copia, a cura del pubblico ufficiale autorizzato, il quale deve altresì indicare la data e il luogo del rilascio, il numero dei fogli impiegati, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell’ufficio. Se la copia dell’atto o documento consta di più fogli il pubblico ufficiale appone la propria firma a margine di ciascun foglio intermedio. Per le copie di atti e documenti informatici viene richiesto direttamente dalla legge che l’autenticazione sia posta (consistendo in una attestazione di conformità) alla fine della copia.

Se, come il lettore evidenzia, l’autenticazione non risultasse apposta alla fine della copia, questa irregolarità, pur non essendo un vizio che causa direttamente la nullità dell’autenticazione, potrebbe dar luogo a problemi (più che altro a lungaggini burocratiche) ma solo e soltanto se fosse da qualcuno eccepita nel momento in cui egli intendesse usare, per i fini consentiti dalla legge, proprio la copia conforme di cui stiamo trattando. Il problema, cioè, si porrebbe solo se qualcuno sollevasse il vizio della validità dell’autenticazione della copia (per la posizione dell’attestazione o per altri motivi) e comunque, anche in tal caso, il problema sarebbe agevolmente superabile:

– o richiedendo altra copia conforme alla stessa autorità che ha rilasciato quella “viziata”;

– oppure ricorrendo all’applicazione delle norme [3] che consentono direttamente al privato cittadino, con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di certificare egli stesso la conformità all’originale di una copia di un atto conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione inserendo la attestazione di conformità in calce alla copia stessa.

Concludendo, il problema della perfezione formale dell’autenticazione della copia è un problema:

– che si porrà eventualmente solo se quella specifica copia sarà utilizzata per qualche fine,

– che, comunque, è un problema agevolmente superabile (come sopra evidenziato) e

– che, in ogni caso, non intacca minimamente la validità ed efficacia del permesso di costruire che resta valido ed efficace (se tale è) indipendentemente dalla validità dell’autenticazione di una sua copia.

Articolo tratto da una consulenza dall’avv. Angelo Forte

note

[1] Cons. Stato sent. n. 3804 del 15.07.2005.

[2] Art. 18, co. 2, d.P.R. n. 445 del 28.12.2000.

[3] Artt. 19 e 19 bis d.P.R. n. 445 del 15.07.2000.

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