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Rimborso buoni fruttiferi postali

3 febbraio 2017


Rimborso buoni fruttiferi postali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2017



Sono titolare di un buono postale fruttifero di lire 1.000.000, la serie del titolo è O. Le poste vogliono liquidarmi 8.282 €. Vale la pena procedere legalmente per ottenere un rimborso maggiore? 

Dall’esame del titolo in possesso del lettore, di serie “O”, e delle decisioni in materia dell’Arbitro Bancario Finanziario, competente nella decisione delle vertenze in materia, per i buoni postali della serie “O” è costante l’orientamento che li ritiene rimborsabili non sulla base di quanto sugli stessi indicato, bensì dei successivi tassi d’interesse stabiliti dalle Poste Italiane. Il diritto al rimborso sulla base di quanto indicato sul titolo è, infatti, accordato dalla giurisprudenza in materia – dei Tribunali e dell’Arbitro Bancario Finanziario – ogni qualvolta, già al momento dell’acquisto del titolo, le condizioni sullo stesso riportate fossero diverse dal  quelle nel medesimo periodo effettivamente previste dalle Poste, in virtù di modifiche o regolamentazioni precedenti e non aggiornate sulla carta utilizzata materialmente per la stampa del titolo: il cliente acquistava infatti così, a sua insaputa, un titolo che aveva condizioni già diverse rispetto a quelle indicate sullo stesso ed illustrate dagli impiegati postali addetti. Il cliente, in altre parole, acquistava un prodotto fin dall’origine diverso da quello prospettato.

Diversamente, nel caso del lettore, la modifica delle condizioni riportate sul buono in suo possesso è stata successiva all’acquisto del buono stesso e la norma che la dispone, alla quale è stata espressamente attribuita efficacia retroattiva (quindi efficacia anche rispetto ai rapporti e titoli precedenti la sua emanazione) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, quindi resa conoscibile a tutti i titolari dei buoni interessati. Assieme alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbero essere stati affissi presso gli Uffici Postali appositi prospetti riepilogativi delle nuove condizioni applicate ai titoli emessi e le serie interessate. Di conseguenza, trattandosi di modifica successiva all’acquisto, essa non dà diritto alla riscossione delle somme investite alle condizioni indicate sul titolo, bensì alla riscossione degli importi secondo le successive indicazioni fornite dalle Poste. Non vale, quindi, la pena agire per ottenere la liquidazione delle somme secondo le condizioni riportate sul buono in possesso del lettore: i costi ed i rischi di un’azione giudiziaria supererebbero l’effettivo suo guadagno. Eventualmente, se il lettore insistesse nella volontà di agire nei confronti delle Poste Italiane, potrebbe rivolgersi all’Abf, per una questione di minor costo e durata del procedimento, procedimento per il quale non è nemmeno necessaria l’assistenza di un avvocato. Per i relativi costi e tutte le informazioni necessarie si segnala il sito internet: www. arbitrobancariofinanziario.it.

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17 Commenti

  1. Complimenti alle poste! Cioè uno sottoscrive dei buoni fruttiferi dando i propri risparmi a determinate condizioni che al risparmiatore in quel momento possono sembrare accettabili…e questi cosa fanno…cambiano le regole e la tassazione come più gli fa comodo! I risparmiatori vi “prestano” i loro risparmi e hanno il diritto ad avere interessi…è un patto che chissà perché vale solo per la povera gente che chiede in prestito i soldi alla posta o alle banche.Allora li si che vale la regola che se ti “presto” mi devi ridare per forza!Che schifo ragazzi…istituti di credito siete un cancro per la società

  2. La variazione del tasso retroattivo è stato fatto dal Tesoro, non dalle poste, ed al momento della sottoscrizione nessuno sapeva o poteva immaginare che questo sarebbe successo.

  3. Lo stato,
    con questo trucco per non dare più interessi ai risparmiatori ha bloccato ogni forma di risparmio.
    Questo è un danno non di poco conto,
    Che si ritorcera contro nel tempo per la stessa sopravvivenza della nazione stessa.

  4. Non sono le banche e le poste il cancro della nostra societa’ ma i nostri politici che emanano leggi che permettono questo schifo di ladrocinio.

  5. Tra le banche, le poste e quelli a roma siamo messi malissimo.meglio andarsene via da qui. Trattamenti migliori chiarezza e trasparenza arrivano da altri paesi. Facciamoci più FURBI.

  6. sono titolare di un buono di 20 anni ordinario di lire 5000000 cinque milioni e mi vogliono dare euro 8.000,00 ottomila, secondo voi conviene o meglio fare andare dal giudice

  7. Puo’ accadere di trovare impresso a tergo un tasso di interesse diverso da quello pre stampato.Mxa non puo’ essere fonte di giustificazione il fatto che Pt te li dovesse comunque vendere per mancanza di nuovi soggetti cartacei.Acquistare un buono postale significa entrare in possesso di un contratto che stipula determinate garanzie all’atto di acquisto.Se queste garanzie sono diverse da cio’che si propone e’ una truffa.Ne tantomeno valgono propositi di retroattivita’,per un contratto vale una stipula occorsa al momento,nel giorno mse anno indicato.Niente da fare per le affissioni redatte agli uffici postali.Spesso persone di casa intestavano o cointestavano soldi a terze persone che potevano rimanere ignari del fatto anche per decenni.Inoltre la truffa piu’ evidente e’ la non disponibilita’ da parte di pt a non liquidare delle maggiorazioni preaffrancate a lato delle tabelle per il calcolo degli interessi.Invito quanit sono in possesso di bpf ad ottenere una consulenza prima di un eventuale ritiro presso tributaristi,fiscalisti o anche associazioni di consumatori.In ogni caso segnalate quanto piu’ possibile tali anomalie e ricordatevi che comunque dietro all’emissione dei buoni da parte di pt c’e’ la garanzia di Cassa depositi e prestiti prima mandataria della stipula di tali contratti.

  8. Le banche sono tutte usuraie autorizzate e le poste stanno percorrendo la stessa via. Tutti tempo a dietro commentavano che essere amministrati da privati era meglio del pubblico, questo e’ il risultato, tutti una massa di ladri. Vedi banche, poste, gioco del lotto e superenalotto, la raccolta dei rifiuti, la cura delle strade e ferrovie, concorsi pubblici e altro e tutto una giungla, ottiene chi è più’ forte non chi è più preparato. Mi dispiace di scrivere questo ma è la verità.

  9. ma trovate che siano pochi 8.000,00 euro, ottomila o giusti,anche se sono passati 20 anni e l’investimento era di lire cinque milioni

  10. mi hanno liquidato con 15.411,37 euro n 2 buoni che avrei dovuto incassare 32.000 euro,questi buoni erano il frutto di anni di LAVORO della mia Mamma ormai Morta,e questi SCHIFOSI CRIMINALI sono ancora tutti li che ggirano x le strade di questo PUZZOLENTE PAESE,anche se ora vi sono sentenze che obbligano poste al riconoscimento degl’interi importi,intanto TOCCA prendere un’avvocato Anticipare le SPESE attendere la SENTENZA,e Rompersi LETTERALMENTE i COGLIONI,con l’incertezza che possa essere RESPINTA,siamo in ITALIA è GIA il PAESE piu BELLO del MONDO,con TANTISSIMI Manigoldi

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