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Dove si può pagare F24?

3 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2017



Il modello F24 è il documento tramite il quale è possibile effettuare il pagamento dei tributi dovuti da imprese e contribuenti. Dove e come si paga?

Il modello F24 è il documento tramite il quale è possibile effettuare il pagamento dei tributi dovuti da imprese e contribuenti, per esempio anche quelli relativi a Tasi ed Imu. Le regole che disciplinano tale strumento sono cambiate nel corso degli anni. Eccole di seguito.

F24: cartaceo o online?

L’utilizzo dell’F24 cartaceo per i contribuenti privi di partita Iva è oggi consentito non solo oltre 1.000 euro (divieto introdotto nel 2014), ma anche oltre 3.000 euro. Questo significa che il contribuente “privato”, che non sia azienda, libero professionista o autonomo – in altre parole, chi non ha la Partita Iva – potrà pagare le tasse ricorrendo al modello F24 cartaceo, indipendentemente dall’importo da versare, e sempre a condizione che non siano previste compensazioni.

Per il contribuente titolare di partita Iva, invece, è sempre obbligatorio l’F24 telematico anche per importi inferiori a 1.000 euro senza compensazioni. A tal proposito, i versamenti con modalità telematiche possono essere effettuati:

  • direttamente:
  • mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (“F24 web” e “F24 online”) utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • mediante i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento);
  • tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc…) che:
  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e aderiscono a una specifica convenzione con la medesima Agenzia (servizio “F24 cumulativo”);
  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e utilizzano il servizio “F24 addebito unico”;
  • si avvalgono dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

I contribuenti non titolari di partita Iva, solo se non ci sono compensazioni, possono utilizzare, per il pagamento delle imposte, l’F24 cartaceo a prescindere dall’importo (quindi anche per più di 1.000 euro e, addirittura, anche per somme oltre i 3.000 euro, limite come noto che esclude la possibilità di utilizzare il contante).

F24: dove pagarlo?

Da quanto detto, si comprende che i privati senza partita Iva potranno usare i modelli cartacei presso gli sportelli bancari, postali o dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando anche il contante, gli assegni, i vaglia, il bancomat e/o il postamat.

In sintesi, le ipotesi che potrebbero verificarsi per i contribuenti sono le seguenti:

  • F24 con saldo a zero per effetto di compensazioni: si può usare solo l’F24 telematico;
  • F24 con saldo positivo e presenza di compensazioni: si può usare solo l’F24 telematico;
  • F24 senza la presenza di compensazioni e con saldo di qualsiasi importo, quindi anche superiore a mille euro: è possibile utilizzare l’F24 cartaceo.

I contribuenti non titolari di partita Iva, che non sono obbligati al pagamento in via telematica, devono presentare il modello F24 presso:

  • qualsiasi sportello degli agenti della riscossione,
  • una banca,
  • un ufficio postale

e il versamento può essere effettuato in contanti o:

  • presso le banche con assegni bancari e circolari;
  • presso gli agenti della riscossione con assegni bancari e circolari e/o vaglia cambiari;
  • presso gli sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici idonei tramite carta Pagobancomat;
  • presso gli uffici postali con assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali, o carta Postamat.

I titolari di partita Iva, invece, devono usare obbligatoriamente il modello F24 telematico per tutti i pagamenti dal 1° gennaio 2007. Non solo: se vogliono compensare crediti Iva (annuali o dei primi tre trimestri), per importi superiori a 5.000 euro annui (10.000 fino al 31 marzo 2012) possono usare solo i servizi telematici delle Entrate e non quelli bancari o postali. Dal 1° ottobre 2014, poi, possono usare solo i servizi online delle Entrate per tutti gli F24 con “saldo finale” pari a zero (per effetto delle compensazioni effettuate), anche se non vogliono superare i 5.000 euro di credito Iva compensabile.

Dal 1° ottobre 2014, i contribuenti che non hanno partita Iva, per pagare imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi (Inail) non possono recarsi in banca o in posta (o uno sportello dell’Agente della Riscossione) per pagare i modelli F24 che riportano crediti in compensazione. In questi casi, infatti, il pagamento può avvenire solo in via telematica, cioè inviando tramite internet il modello F24, con i servizi telematici delle Entrate (F24 web, F24 on-line, F24 cumulativo o F24 addebito unico), delle banche o delle poste.


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