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Tombino a scuola: chi cade da chi viene risarcito?

28 gennaio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 28 gennaio 2017



Che prevede la legge nel caso in cui un soggetto, mentre accompagna il figlio a scuola, finisca con il piede destro in un tombino, solo parzialmente coperto, nel cortile del plesso scolastico comunale?

In ordine alla articolata e complessa questione della individuazione della figura del custode con riferimento a istituti scolastici statali, si rinvia il lettore al caso 3.24.

Nel presente caso opera sicuramente il criterio di imputazione di cui all’art. 2051 c.c. per   i danni cagionati da cose in  custodia.

Detta norma pone, come già evidenziato, una presunzione iuris tantum di responsabilità del custode, il quale può superare la medesima solo provando il caso  fortuito.

É solo da aggiungere che, nel caso di prospettazione della domanda come semplice responsabilità ex art. 2043 c.c. senza allegazione quindi dell’onere di custodia in capo al soggetto evocato in giudizio, dovrà necessariamente ricorrersi alla tradizionale figura dell’«insidia o trabocchetto», con tutte le conseguenze in tema di onere della   prova.

Conforme: Trib. Bari, 27 giugno 2005

«L’art. 2051 c.c. trova applicazione nei confronti della p.a. ogniqualvolta non sia ravvisabile l’oggettiva impossibilità di un esercizio del potere di controllo dell’ente sul bene in custodia, in dipendenza del suo uso generale da parte dei terzi e della notevole estensione del bene. (Nella fattispecie si è ravvisata la responsabilità di un’Amministrazione provinciale, ex art. 3, comma 1, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, per il sinistro causato dalla presenza di una intercapedine, priva di adeguata copertura, posta dietro l’angolo di una strada, su un marciapiede di pertinenza di una scuola di istruzione secondaria superiore)».

In particolare, nel caso di infortunio occorso ad un alunno durante una partita di pallavolo svoltasi in un locale di pertinenza di una scuola statale, è stata dichiarata dalla giurisprudenza di merito la responsabilità del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca qualora non sia stata fornita da quest’ultimo la prova della inesistenza dell’insidia e del collegamento causale dell’evento lesivo con una ipotesi di caso fortuito (App. Roma, 13 febbraio 2006).

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