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Si può denunciare per offese e insulti?

29 gennaio 2017


Si può denunciare per offese e insulti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2017



Con la depenalizzazione dell’ingiuria, il reato resta solo se le maldicenze, le offese e gli insulti vengono proferiti in assenza dell’interessato.

Qualcuno ti ha detto una parolaccia, ti ha insultato davanti a tutti, in mezzo a una strada o durante un’assemblea di condominio? Oppure sei stato l’oggetto di un post su Facebook con tanto di tag? Attenzione perché dall’anno scorso non si può più denunciare per offese e insulti ricevuti, neanche se ciò avviene in un luogo pubblico e davanti ad altre persone. Questo perché il reato di ingiuria è stato depenalizzato e trasformato in un semplice illecito civile: per dirla con parole povere, tutto ciò che si può fare è agire in causa per ottenere il risarcimento del danno, ma la fedina penale del colpevole resterà immacolata. Tutt’al più, alla fine del giudizio, il giudice lo condannerà a pagare un’ulteriore multa, in favore delle casse dello Stato, ma di tutto il procedimento non resterà mai alcuna traccia.

Questa modifica implica una serie di importantissime conseguenze che è bene spiegare.

Non si può più denunciare per un’offesa

La depenalizzazione dell’ingiuria ha delle rilevanti ripercussioni per chi è stato offeso. Eccole.

Non si può più andare dai carabinieri per denunciare le offese ricevute

Carabinieri o polizia che siano, le autorità pubbliche non c’entrano più nulla in una lite che riguarda solo due soggetti privati e non più lo Stato.

Il procedimento per punire le offese e insulti non è più gratuito

Se la querela ai carabinieri era gratuita, e il procedimento penale iniziava perché era il pubblico ministero ad avviare la causa, oggi invece, dovendosi attivare un giudizio civile, è necessario andare da un avvocato e pagarlo.

Il procedimento per punire le offese non è più automatico

Se la querela comportava l’avvio – quasi sempre – automatico del procedimento penale, oggi invece è necessario un atto di parte, ossia la notifica della citazione, previa firma del mandato a un avvocato e pagamento del cosiddetto contributo unificato, ossia la tassa di avvio del giudizio. Le spese iniziali, quindi, sono a carico della parte offesa.

Il procedimento per punire le offese è molto più lungo

La causa civile è molto più lunga di quella penale e – per come a breve vedremo – presenta numerose insidie in materia di prove. Si può, tutt’al più, chiedere un risarcimento con una previa lettera di diffida, ma è molto difficile trovare un punto di contatto tra due persone che hanno litigato aspramente.

Non vale più la dichiarazione della persona ingiuriata

Se nel processo penale per ingiuria la prova principale poteva essere la dichiarazione della vittima, che poteva essere utilizzata – anche da sola – per arrivare alla sentenza di condanna, nel processo civile le parti in causa non possono essere testimoni di sé stessi. La conseguenza è che, se non ci sono testimoni a confermare di aver sentito, in modo chiaro e preciso, l’offesa o l’insulto la domanda giudiziale verrà rigettata e, anzi, si dovranno anche pagare le spese processuali all’avversario.

È sempre necessaria la prova del danno

Nel processo civile non basta dimostrare il comportamento illecito dell’avversario, ma anche il danno subito. Danno che potrà variare sulla base della notorietà della vittima, del luogo in cui è stata proferito l’insulto e delle conseguenze. Una domanda giudiziale senza dimostrazione del danno viene rigettata e, anche in questo caso, bisognerà pagare l’avvocato all’avversario.

Impossibile recuperare soldi dal nullatenente

Se nel processo penale il colpevole subiva, quantomeno, la condanna che, da un punto di vista sociale, comporta sempre un certo disvalore – costituendo già di per sé una soddisfazione per la vittima – nel processo civile tutto ciò non avviene. Tutto ciò che può fare il giudice, come detto, è condannare l’autore dell’offesa al risarcimento del danno e al pagamento di una multa in favore dello Stato. Ma in entrambe le ipotesi, trattandosi di sanzioni pecuniarie, in presenza di un soggetto nullatenente contro cui è impossibile ogni forma di pignoramento, non ci saranno conseguenze.

Quindi, se è vero che la sanzione è notevolmente aumentata (prima, per l’ingiuria semplice era prevista una pena di 516 euro e la reclusione fino a sei mesi, e per quella aggravata la multa di 1.032 euro e la reclusione fino a un anno; oggi per l’ingiuria semplice la sanzione è addirittura da 100 euro a 8.000 euro, mentre per quella aggravata va da 200 a 12mila euro), ma è anche vero che non sempre è possibile riscuoterla.

Per poter denunciare bisognava non essere presenti al momento degli insulti

L’unico modo per poter denunciare l’artefice delle offese è di non essere stati fisicamente presente al momento in cui questi ha proferito gli insulti. Questo perché, in tal caso, non c’è ingiuria bensì diffamazione che, a differenza della prima, è ancora reato. La diffamazione, a differenza dell’ingiuria, richiede due condizioni:

  • la persona di cui si parla, vittima delle offese, non deve essere presente;
  • le offese devono essere dette davanti ad almeno due o più persone. Potrebbe anche verificarsi che il colpevole comunichi le frasi offensive singolarmente a più persone, in momenti diversi, ma con l’identico intento di diffamare. In tal caso siamo comunque in presenza del reato.

Il post su Facebook è un chiaro esempio di diffamazione, peraltro aggravata dall’uso di uno strumento virale, che ha una portata pubblica di maggiore incisività. Questo implica l’aumento della pena.

Quindi, solo in caso di diffamazione – e non di ingiuria – si può andare dai carabinieri, si può contare sulla iniziale gratuità del procedimento (salvo farsi assistere da un avvocato per chiedere il risarcimento), si può testimoniare in proprio favore nel processo penale e, infine, si può contare in una punizione anche nei confronti del nullatenente.

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14 Commenti

  1. E’ quello che ho detto a quei gran bugiardi dei miei vicini di casa. Se continuano a dire in giro che li ho insultati senza avere neanche l’ombra di una prova in quanto il fatto non è mai successo, li denuncio io per diffamazione. Spero che continuino a diffamarmi così li denuncio io e ci faccio due soldini che mi fanno comodo visto che sono senza lavoro. Continuate a diffamarmi, non aspetto altro che portarvi via i vostri risparmi. Le bugie hanno le gambe corte!

    1. Hai ragione fai benissimo , quando ti toccano la morale la reazione che puoi avere giusta è quella , anche a me ho dei vicini idem , danneggiato / ingiurato /minacciato / diffamato / molestato / e mi querelano inventandosi luoghi e date docendo che li minaccio una cosa incredibile oltre che a mia moglie che è ginita al cps non ne può più , ora ho messo l’avvocato li denuncio per stalking , la gente così non è apposto con la testa , ci vuole una lezione di vita.
      Saluti

  2. Quindi se io denuncio la persona che a detto che sono zoccola,precisamente quella zoccola di mamm, e io non ero presente posso denunciarlo avendo cotanta di registrazione,e aggiungo che ha detto che viene a sterminare tutta la famiglia.

  3. Ciao mi chiamo angelo e e tanti anni che queste persone mi persecuzione mi fanno umiliare ma non posso fare niente anno avuto un perdita della figlia edella moglie e vogliono che arrivo a suicidio anno fatto un casino perdere il lavoro separazione della famiglia separazione da mia moglie senza versato niente tutti contro di me non so come risolvere il problema sono andato in caserma niente no so come fare mitengono sempre sotto pressione per favore aiutami il mio 3331202308

  4. Ma se scrrivo un insulto in un bagno ha una professoressa scrivendo che e una prostituta cosa mi puo fare?

  5. Salve la mia vicina di casa e meridionale ogni volta che esco nella mia terrazza a parlare a telefono lei mi spia a dirittura mi ha registrato con telefono quando io parlavo a telefono con la mia amica e li raccontavo cosa mi fa questa terrona così ho chiamata

  6. i responsabili, detti team leader, non sono tutti professionali!! anzi…responsabili con la R maiuscola c’è n’è davvero pochi! Sto vivendo una situazione orribile con alcuni miei “”responsabili”” se vogliamo chiamarli così, in cui, solo perchè in confidenza con collega, mi è scappato di dire che uno di essi è demenziale, mi vuole fare licenziare!!
    Ma l’Italia non era un paese democratico? ora non si può più esporre un pensiero personale con collega/amico/a? Torniamo al tempo dei coprifuoco? tutti zitti perchè il nemico ascolta?? VOGLIO GIUSTIZIA

  7. Se un responsabile vuol denunciarmi e farmi licenziare per un insulto datolgi (demente….potete capire che insultone pesante, e nemmeno rivolto direttamente a lui, ma ne parlavo con collega), io lo Denuncio per MOBBING dato che sono ANNI che assumo farmaci per depressione e ansia proprio per colpa sua… e vediamo cos’è peggio tra le denunce..

  8. Ciao,comunque ho litigato con mio amico,e mia detto tutto di più in un altra lingua , è io li ho risposto dando a lui il pezzo di me***, il fatto che abbiamo litigato tanto e lui mi ha fatto un video … cosa può succedere?grazie .

  9. Ciao,purtroppo ho avuto una discussione con un uomo nei commenti di youtube.La discussione è diventate più grave quando abbiamo iniziato a insultarci.Dopo aver capito di aver sbagliato mi sono scusato con quest’uomo ma lui continua a minacciarmi dicendo di volermi denunciare.Ci siaml insultati entrambi ed ha messo in mezzo anche la mia famiglia,cosa che io non mi sono permesso di fare.Dite che se dovesse denunciarmi rischierei qualcosa?Purtroppo economicamente non sono messo bene e non voglio avere altri problemi con gente simile.Spero in una vostra risposta.Cordiali saluti.

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