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Lo sai che? Multe non pagate: termini di decadenza per la riscossione

Lo sai che? Pubblicato il 15 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 febbraio 2017

Ho ricevuto una ingiunzione di pagamento per una multa – mai notificata – relativa ad una infrazione commessa nel 2007. Posso presentare ricorso?

Con l’entrata in vigore della legge n. 244 del 2007, il Legislatore ha previsto che «a decorrere dal 1° gennaio 2008, gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell’acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo». La novella, pertanto, ha posto un divieto agli agenti della riscossione di svolgere attività finalizzate al recupero delle somme iscritte a ruolo dai Comuni, riferite a contravvenzioni non pagate, allorché siano passati più di due anni tra la consegna del ruolo e la notifica della cartella di pagamento (si legga anche Entro quanto tempo deve essere emesso il ruolo per le multe?): tale disposizione ha l’evidente finalità di ridurre il cosiddetto fenomeno delle “cartelle pazze”, imponendo l’utilizzo di una procedura più celere per la riscossione. Per valutare il decorso dei due anni e, quindi, l’intervenuta decadenza, bisogna identificare il momento in cui al ruolo esattoriale è stato apposto il visto di esecutività, momento corrispondente con la data di trasmissione del ruolo al concessionario. Una volta individuato il giorno in cui è intervenuta la trasmissione, bisogna verificare la data della notifica della cartella di pagamento e calcolare se, in questo lasso di tempo, non siano trascorsi due anni. In caso affermativo, l’agente di riscossione è decaduto dalla possibilità di recupero di quelle somme.

Da quanto ci riferisce il lettore si evince che:

  • il verbale di contestazione è stato notificato il 07.05.2007, ma non se ne ha materialmente prova;
  • la prima ingiunzione di pagamento è stata immessa in cassetta e il relativo Cad (Comunicazione Avvenuto Deposito) successivamente spedito il 30.06.11;
  • non avendo egli ritirato il relativo plico nel termine di 10 giorni, la notifica si è regolarmente perfezionata solo il 10.07.2011 e non come erroneamente indicato agli atti dalla società di riscossione il 23.07.2011.

Tuttavia, non risulta la data di apposizione del visto di esecutività del ruolo esattoriale (e neanche la consegna del ruolo). Pertanto, allo stato dei fatti, non si ha la certezza che siano decorsi i due anni, necessari per ricorrere dinanzi all’autorità competente e far dichiarare l’intervenuta decadenza [1]. Molti di questi ricorsi vengono fatti “al buio”, con la speranza cioè che l’ente di riscossione non alleghi prova del visto di esecutività e delle relative notifiche delle cartelle esattoriali o, allegandole, il giudice riscontri il decorso del termine biennale previsto a decadenza dalla legge. Tra l’altro, oltre a tale termine di decadenza, vi è un ulteriore e più lungo termine prescrizionale (5 anni) [2]. Ma anche tale ultimo termine sembra essere stato rispettato dapprima dall’ente impositore e, successivamente, dalla società di riscossione. Difatti, se la notifica del verbale di contestazione, si è regolarmente perfezionata il 07.05.2007, come si sono perfezionate le due ingiunzioni di pagamento (il 10.07.2011 e il 23.05.2016), non si potrà eccepire l’intervenuto decorso del termine di cinque anni, scaduti i quali il diritto di recuperare il credito in questione si prescrive. Pertanto, proporre un’azione giudiziaria potrebbe essere una via percorribile ma rischiosamente “esplorativa”, il cui esito positivo non è di certo scontato. Ciò nonostante, non sono pochi i casi in cui il giudice – alla luce delle (mancate) documentazioni prodotte dall’ente riscossore – verifica l’intervenuta violazione del termine biennale previsto dalla legge e accolga il ricorso del contribuente.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

note

[1] Art. 1, co. 153, l. n. 244 del 24.12.2007.

[2] Art. 28 l. n. 689 del 24.11.1981.


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