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Se c’è testamento il nipote ha diritto all’eredità?

15 febbraio 2017


Se c’è testamento il nipote ha diritto all’eredità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 febbraio 2017



Mia zia, sposata in regime di separazione dei beni, è morta senza figli. Con testamento olografo pubblicato ha lasciato tutti i suoi beni al marito. Posso rivendicare oggi la mia parte di eredità?

La premessa fondamentale per rispondere al quesito del lettore è che nel caso da lui rappresentato non si applicano le regole delle successioni legittime [1]. Se la zia non avesse fatto testamento, al coniuge superstite sarebbero spettati i due terzi del patrimonio [2] e il resto sarebbe andato al fratello (padre del lettore). Siccome, però, la zia ha fatto testamento non trovano applicazione le regole, appena citate, sulle successioni legittime, ma quelle sulle successioni testamentarie le quali regole prevedono, innanzitutto, che sia riservata una quota di eredità (cosiddetta quota legittima) solamente in favore del coniuge, dei figli e degli ascendenti della persona della cui successione si tratta [3]. E, logicamente, sono solo questi soggetti appena citati (cioè coniuge, figli e ascendenti del de cuius) che potranno agire con le azioni di riduzione [4] ove le quote a loro riservate dalla legge risultassero intaccate da disposizioni testamentarie a favore di altri soggetti.

Avendo, quindi, la zia fatto testamento possiamo dire che:

1) al fratello la legge non riservava alcuna quota di eredità;

2) non avendo lei né figli né ascendenti, metà del patrimonio era per legge riservata al coniuge [5] e l’altra metà poteva essere liberamente attribuita a chiunque.

È perciò perfettamente conforme alla legge che la zia abbia destinato con testamento tutto il suo patrimonio al coniuge.

In ogni caso e per completezza di esposizione, si dirà che l’azione di riduzione per integrare la quota di riserva (la cosiddetta quota di legittima), nei casi in cui essa sia stata intaccata da disposizioni testamentarie, si prescrive nel termine di dieci anni che decorrono da quando l’eredità venga accettata in modo espresso o tacito (ad esempio immettendosi nel possesso dei beni ereditari o pagando le relative imposte o compiendo, comunque, qualsiasi atto che comporti accettazione dell’eredità) [6].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] E cioè le regole, contenute negli articoli 565 e seguenti del codice civile, che disciplinano le successioni in assenza di testamento.

[2] Art. 582 cod. civ.

[3] Art. 536 cod. civ.

[4] Artt. 553 e 554 cod. civ.

[5] Art. 540 cod. civ.

[6] Cass. sent. n. 20644 del 25.10.2004.

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