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Se sbaglio a fare la raccolta differenziata c’è la multa?

2 Febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2017



Un errore nel buttare i rifiuti comporta multe o sanzioni, che cambiano a seconda dei Comuni. Ma è possibile fare ricorso. E che succede in condominio?

Non sempre è una questione di mala fede o di (è il caso di dirlo) indifferenza. A volte basta un semplice errore, una mancanza di attenzione e ci si trova a pagare una multa per non aver rispettato la raccolta differenziata della spazzatura. Cioè per buttare i rifiuti nel posto sbagliato.

Sono i singoli Comuni a stabilire che cosa bisogna fare e non fare con la propria spazzatura, dato che sono loro gli enti tenuti per legge alla gestione dei rifiuti e della loro raccolta differenziata. Ciascuno a modo suo:

  • passando a ritirarli porta a porta;
  • predisponendo dei cassonetti di quartiere di colore diverso a seconda dei rifiuti da gettarci dentro;
  • allestendo delle aree o delle eco-stazioni comunali in cui, ogni singolo cittadino, può portare carta, cartone, plastica, vetro, ferro, materiali inerti, l’erba che ha tagliato, ecc.

Se non si rispetta la raccolta differenziata quanto si paga di multa?

Sono sempre i Comuni a stabilire multe e sanzioni per chi sbaglia a fare la raccolta differenziata. Difficile, dunque, stabilire a quanto ammonta esattamente una multa per fare i propri comodi con la spazzatura. Quello che è possibile fare, invece, è tracciare un arco da un minimo ad un massimo di sanzione. Ed è quello che stiamo per fare.

Come detto prima, non sempre c’è la mala fede dietro il mancato rispetto delle regole della raccolta differenziata dei rifiuti: a volte basta un semplice errore per procurarci qualche guaio amministrativo, una multa o una sanzione. Sappiate che uno sbaglio può costare dai 25 ai 620 euro di multa, a seconda della gravità della violazione. Per fare qualche esempio:

  • chi usa il contenitore sbagliato per buttare i rifiuti (la plastica in quello del cartone, il vetro in quello del ferro), può prendere una multa tra 25 e 155 euro;
  • la stessa somma deve essere pagata da chi getta i sacchetti della spazzatura in orari diversi da quelli indicati dal Comune;
  • più severa la multa per chi non deposita il cartone così come previsto da chi gestisce la raccolta: tra i 100 ed i 620 euro. Uno scatolone di cartone non va mai depositato così com’è: bisogna aprirlo, piegarlo e legarlo. Occupa meno spazio.

Si possono commettere altri errori nel fare la raccolta differenziata che possono costare caro. Ad esempio:

  • gettare dei rifiuti sciolti nei contenitori che prevedono la raccolta di sacchetti chiusi;
  • lasciare dei sacchetti dell’immondizia fuori dai contenitori, anziché gettarli dentro (qui pensare ad un errore è meno comune…);
  • portare dei rifiuti combusti, pericolosi o ingombranti in zone o contenitori diversi da quelli predisposti dal Comune (la multa può arrivare ai 600 euro);
  • portare rifiuti edili (ad esempio quando si sta ristrutturando una casa) in un’area o in un contenitore non previsti per questo tipo di materiale.

Ci sono, infine, altri casi non certo imputabili ad errori in buona fede ma alla volontà di fare i furbi, come spostare i cassonetti della spazzatura (magari per averli più lontani dalla finestra di casa) e rovistare nella spazzatura degli altri o, addirittura, portare via qualche oggetto buttato dal vicino (c’è chi vende in giro il cartone o il ferro, qualsiasi scusa è buona per racimolare qualche soldo).

Se il condominio sbaglia la raccolta differenziata

Anche il condominio si prende le sue responsabilità se uno solo dei condòmini, in buona o in mala fede, sbaglia la raccolta differenziata. La Polizia municipale verbalizza la multa all’intero condominio e sarà l’amministratore a doverla pagare, in quando unico responsabile dell’intero stabile davanti al Comune. In sostanza, tutti pagano per lo sbaglio di uno solo. A meno che il trasgressore venga identificato: in questo caso, l’amministratore del condominio, anziché dividere l’importo della multa tra tutti i vicini, la farà pagare a chi è stato trovato con le mani nella marmellata (o, per dirla meglio, con le mani in quel che resta della marmellata nella spazzatura).

Se sbaglio la raccolta differenziata, come fanno a beccarmi?

Si può identificare il trasgressore che non rispetta le regole della raccolta differenziata? Se il Comune vuole, con un po’ di pazienza e di abilità, sì.

Alcune amministrazioni hanno adottato un sistema che consente di capire chi butta che cosa e dove. Distribuiscono dei sacchetti (spesso gratis, per incentivare la voglia di fare la raccolta differenziata) contrassegnati con un codice a barre che identifica la famiglia a cui sono stati consegnati. Se questa famiglia sgarra, cioè se sbaglia a fare la raccolta differenziata, risalire al trasgressore è questione di un attimo.

Più difficile identificare chi non rispetta la raccolta differenziata e mette i rifiuti in un sacchetto anonimo, magari nel posto sbagliato. In questo caso, la Polizia municipale o chi gestisce la raccolta della spazzatura dovrebbe rovistare nei cassonetti e, con un colpo di fortuna, trovare un documento buttato via dal trasgressore (la busta con il suo indirizzo di una lettera o di una bolletta che ha ricevuto). Un’ipotesi (quella di trovare un agente a rovistare nella spazzatura) difficile ma non impossibile.

Altro modo in cui si può essere “pizzicati” nel mancato rispetto della raccolta differenziata: quando il cittadino porta i rifiuti nell’area ecologica allestita dal Comune e gli addetti alla sorveglianza vedono che nell’ingombrante finisce il cartone o viceversa. L’addetto può denunciarlo in Comune.

Posso fare ricorso contro multe e sanzioni?

Se si commette un errore nel fare la raccolta differenziata e si prende una multa, è possibile fare ricorso. Partendo dal presupposto che la multa deve arrivare a chi materialmente ha commesso l’errore, cioè a chi effettivamente è stato individuato dalle autorità come trasgressore ed autore dell’illecito. Se ci fosse qualche dubbio in merito, basta presentare il ricorso in Comune dichiarando (e possibilmente dimostrando) di non avere commesso quell’illecito.


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4 Commenti

  1. Perché il Comune di Milano non adotta il sistema dei Codici Personali nei condomini ?
    Come la Liguria nei suoi Comuni ?
    Sindaco Sala i cittadini onesti che pagano le Tasse sono stufi

  2. I Comuni possono, attraverso gli addetti ai controlli, procedere all’ispezione di cose e luoghi diversi dall’abitazione per accertare le violazioni di rispettiva competenza. Tale facoltà deve essere esercitata in modo selettivo, nei soli casi in cui il cittadino che abbia conferito i rifiuti con modalità difformi da quelle consentite non sia in altro modo identificabile. Risulterebbe, quindi, invasiva la pratica di ispezioni generalizzate da parte del personale incaricato (agenti di polizia municipale; dipendenti di aziende municipalizzate), del contenuto dei sacchetti al fine di trovare elementi informativi in grado di identificare, presuntivamente, il conferente. 5) Occhio anche, aggiunge il Garante, agli addetti che pretendono di risalire al produttore dei rifiuti ispezionando i sacchetti alla ricerca di elementi (corrispondenza o altri documenti) a lui riconducibili: in questo caso una eventuale sanzione amministrativa irrogata a un soggetto così individuato potrebbe risultare erroneamente comminata

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