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Posso vendere un bene se l’altro erede non è d’accordo?

16 Febbraio 2017
Posso vendere un bene se l’altro erede non è d’accordo?

Voglio vendere due immobili che ho ereditato; mio fratello si oppone perché ha accettato l’eredità con beneficio d’inventario e l’immobile che vale di più dovrà essere a lui assegnato per compensare l’uso gratuito dell’altro concessomi dai miei genitori.

Qualunque alienazione degli immobili ereditati dal lettore pro quota necessita del consenso del fratello. Tuttavia, l’eventuale accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario da parte di quest’ultimo non impedisce, in astratto, la vendita dei beni, poiché il suo effetto principale è di tenere distinti il patrimonio del defunto da quello dell’erede e consentire, quindi, ai creditori ereditari di poter eventualmente pignorare soltanto i beni dell’eredità.  Pertanto, se da ulteriori accertamenti (come, ad esempio, una visura alla Conservatoria dei Registri Immobiliari) dovesse risultare che il fratello ha accettato l’eredità paterna con beneficio d’inventario, la vendita dei due immobili potrebbe essere da entrambi compiuta avendo cura, tuttavia, di chiedere preventivamente l’autorizzazione del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione pena, in mancanza, la decadenza dal beneficio d’inventario.  A tal fine, occorrerà inoltrare al tribunale un apposito ricorso nel quale dovranno essere illustrate nel dettaglio le condizioni dell’eventuale vendita nonché la convenienza per gli eredi e i creditori dell’eredità di una simile operazione (ad esempio, perché l’incasso del prezzo della vendita consentirebbe di liquidare immediatamente tutti i creditori ereditari).

Per quanto riguarda l’uso gratuito su uno dei due appartamenti concesso al lettore dai suoi genitori, si tratta di un comodato che potrebbe essere riqualificato in termini di donazione – seppur indiretta – di un valore pari a un analogo canone di affitto che gli è stato risparmiato per trent’anni. Ad ogni modo, anche prescindendo da più esatti calcoli del valore di una tale eventuale donazione, sia in caso di vendita che in caso di divisione amichevole del compendio ereditario, si potrebbe tener conto, da un lato del maggior valore di uno dei due appartamenti e, dall’altro, di tale donazione indiretta (e/o eventualmente di altre rinvenibili da un’analisi concreta della fattispecie) per trovare un accordo circa la ripartizione del prezzo della vendita o l’ammontare del conguaglio che gli sarebbe dovuto in caso di divisione con assegnazione al fratello dell’immobile di maggior valore.  Tali considerazioni, unitamente a maggiori e più approfondite valutazioni dei valori in campo nonché delle eventuali pregresse donazioni effettuate in vita dal defunto agli eredi, non possono tuttavia prescindere da una più attenta ponderazione all’esito dell’esame delle carte e dell’operazione che effettivamente si intende svolgere sui cespiti in parola.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato



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