HOME Articoli

Lo sai che? La truffa sentimentale: come difendersi?

Lo sai che? Pubblicato il 16 febbraio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 febbraio 2017

La mia ex mi ha fatto credere di voler tornare con me solo per spillarmi dei soldi. L’ho scoperto grazie a un detective privato. Posso denunciarla per truffa?

Il reato di truffa può, in astratto, configurarsi anche sotto la forma della cosiddetta truffa sentimentale. Anche in tale specifica ipotesi, infatti, si può indurre in errore taluno, attraverso artifici o raggiri, con lo scopo di conseguire, attraverso l’altrui danno patrimoniale, un ingiusto vantaggio cioè un accrescimento di ricchezza economica. Il problema, però, in questi casi particolari è tutto di ordine probatorio. Occorre cioè, come recente giurisprudenza di merito ha chiarito [1], fornire prova certa che lo scopo fraudolento (cioè, nel caso del lettore, l’ottenimento del pagamento del corso di moda e altre eventuali spese) era proprio ciò a cui mirava la fidanzata dando vita a quella “relazione” sentimentale e fin dalla nascita di tale relazione, ben sapendo che, altrimenti, senza cioè l’instaurazione della relazione affettiva, tale scopo non sarebbe stato raggiunto. Naturalmente, come per ogni ipotesi di truffa, occorre anche che vi sia stata una volontaria alterazione della realtà esteriore, cioè a dire un inganno realizzato, appunto, con raggiri o artifici, cioè attraverso ragionamenti artificiosi o menzogneri tali da alterare la realtà. Ed anche di questo deve fornirsi prova. Infine, deve essere raggiunta anche la prova che il supposto truffato abbia posto in essere l’atto di disposizione patrimoniale proprio per effetto dell’errore in cui è incorso a seguito degli artifici o raggiri del truffatore.

Nel caso specifico, vi è da dire che le mail in possesso del lettore (che potrebbero

originare problemi anche di tipo penale in ordine alle modalità attraverso cui egli ne sia venuto in possesso) da sole non sarebbero sufficienti a dimostrare la truffa in tutti gli elementi necessari a ritenerla integrata anche perché il pagamento dell’importo afferente al corso sarebbe avvenuto prima ancora che la relazione fosse riallacciata. La relazione in questione, cioè, nel momento in cui le elargizioni di danaro sarebbero avvenute, non si può affermare fosse in corso e, perciò, diventa davvero improbo dimostrare che fin dall’inizio di una relazione poi interrotta la fidanzata mirasse ad ottenere elargizioni di danaro e che l’avesse iniziata proprio a quello scopo. Per dimostrare la truffa, quindi, occorrerebbe provare nel caso di specie che al lettore (non essendo fidanzato al momento degli esborsi economici) sarebbe stato promesso, in modo ingannevole (con un’alterazione della realtà avvenuta attraverso ragionamenti o menzogne) ed al fine specifico di farsi pagare il costo del corso e altro, che la relazione, già interrotta, sarebbe ripresa. Una prova, questa, assai ardua da fornire atteso che, comunque, le relazioni sentimentali sfuggono ai rigidi schemi delle promesse di tipo pattizio e che, in ogni caso, salva la responsabilità civilistica per la restituzione di quanto ottenuto in prestito, è garantita l’assoluta libertà per quanto concerne la sfera affettiva.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Cfr. Trib. Milano sent. del 08.09.2015.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI