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Come sapere se ho un assegno protestato

17 Feb 2017


Come sapere se ho un assegno protestato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Feb 2017



Vorrei sapere se risulto protestato: avevo 2 assegni non pagati dalla banca, ma pagati da me. Per uno la persona fisica è andata dal notaio a dichiarare la liberatoria, l’altro non riesco a ritrovarlo.

L’assegno bancario è pagabile a vista e può essere presentato per il pagamento nel termine di 8 giorni, se il titolo è pagabile nello stesso Comune in cui l’assegno è stato emesso, ed è quindi su piazza, oppure 15 giorni, se l’assegno è pagabile in altro Comune italiano, ed è, quindi, fuori piazza. Tali termini iniziano a decorre a partire dal giorno indicato nell’assegno bancario come data d’emissione del titolo.

Come chiarito in Assegno emesso e protestato: come risolvere il problema, il protesto è l’atto pubblico volto ad accertare la mancata accettazione o il mancato pagamento di un titolo di credito, sia esso una cambiale o un assegno bancario o postale. Come nel caso che ci occupa, per un assegno bancario, il protesto può essere contestato al correntista perché l’effetto è stato emesso senza autorizzazione oppure per mancanza di provvista sul conto corrente; dunque la banca non è nelle condizioni di poter pagare il titolo. Il protesto va levato da un notaio o da un ufficiale giudiziario o dal segretario comunale, prima che sia spirato il termine di presentazione.

Poiché, da quanto si legge nel quesito, si trova in una situazione di incertezza, anche perché uno dei due assegni risulta introvabile, si suggerisce al lettore di fare una visura protesti in modo da consultare il registro informatico e verificare dunque la sua attuale posizione. La Visura Protesti per Persona Fisica Nazionale è il documento rilasciato dalla Camera di Commercio che elenca tutti i protesti a carico di persone fisiche e può essere richiesto anche online – esistono diversi siti internet che offrono il servizio al prezzo di poche decine di euro – semplicemente attraverso cognome, nome e codice fiscale. Dopo avere fatto chiarezza potrà decidere sul da farsi per porre rimedio a tale situazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Artt. 31 e 32 r.d. n. 1736 del 21.12.1933.

Corte di Cassazione, sent. 21.09.2004, n. 18919

L’assegno bancario ha valore di promessa di pagamento nei rapporti diretti tra traente e prenditore ma non nel rapporto di provvista fra il cliente e la banca trattaria, la quale figura nel titolo non come creditrice del traente, bensì soltanto come destinataria dell’ordine di pagamento.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sent. 31.05.2012, n. 8787

Il comportamento dell’istituto di credito costituisce causa del fatto ingiusto della pubblicazione del nome del correntista sul bollettino dei protesti (Legge nr. 77 del 1955, art. 2), con l’ulteriore conseguenza di aver fatto conoscere a chiunque le esatte generalità del cliente con cui intrattiene il conto, non essendo sufficiente a tutelarlo dal discredito sociale ed economico la collocazione in apposita categoria, con conseguente responsabilità, anche contrattuale, di tutti i danni che ne derivano.


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