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Come fare a recuperare il tfr del coniuge defunto?

17 Febbraio 2017
Come fare a recuperare il tfr del coniuge defunto?

Il datore di lavoro non ha ancora erogato il tfr di mia moglie deceduta 4 anni fa. Cosa posso fare?

Al momento del decesso di un lavoratore esistono, di norma, delle spettanze retributive già maturate ma non ancora liquidate tra le quali ricorre appunto il tfr. L’ammontare di queste spettanze e, quindi, anche del tfr non confluisce indistintamente nell’asse ereditario del defunto come fosse un normale credito verso una persona o un ente (si prenda a esempio il conto corrente presso un istituto bancario), ma viene assoggettato a una particolare disciplina. Quest’ultima prevede che il tfr non segua le normali regole in materia di accettazione di eredità, bensì che sia indipendente da queste ultime e, quindi, non appartenga al patrimonio ereditario venendo automaticamente assegnato a determinate categorie di parenti superstiti [1]. La legge prevede altresì che siano questi ultimi ad accordarsi fra loro per la ripartizione del tfr liquidato dal datore di lavoro [2]. Tuttavia, nel caso specifico che riguarda il lettore, una delle figlie avente titolo a una quota del tfr materno è ancora minorenne e, quindi, non può disporre in autonomia dei diritti lei riconosciuti. Pertanto, in questo caso è necessario che egli presenti, in qualità di unico genitore esercente la potestà su sua figlia, un ricorso al giudice tutelare presso il tribunale della sua residenza nel quale chiedere l’autorizzazione a riscuotere il tfr maturato. A tal fine, molti tribunali mettono a disposizione degli utenti un modulo prestampato di ricorso, da compilare coi propri dati e a cui allegare un certificato di morte del defunto, un certificato di stato di famiglia attestante la composizione del nucleo familiare del defunto, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio nella quale il lettore attesti quali sono gli eredi di sua moglie (ossia lui e le sue figlie) nonché il prospetto di liquidazione del tfr maturato che gli deve rilasciare il datore di lavoro di sua moglie.   Si potranno richiedere tutti i suddetti certificati da allegare al ricorso presso lo sportello anagrafe del Comune di residenza, salvo il prospetto di liquidazione attestante il tfr maturato che sarà fornito dal datore di lavoro (o dal commercialista di quest’ultimo) dietro richiesta.

Per accelerare la liquidazione del tfr si suggerisce, inoltre, di richiedere nel ricorso che l’eventuale autorizzazione venga concessa immediatamente esecutiva cosicché, una volta ottenuto il provvedimento, si possa presentarne immediatamente copia al datore di lavoro per il relativo pagamento. A tal fine sarà utile allegare al ricorso stesso, oltre a quanto sopra indicato, anche l’ultima dichiarazione dei redditi o un certificato che attesti l’eventuale stato di disoccupazione, reperibile presso il Centro per l’Impiego del Comune.    Al momento del deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale sarà richiesto il pagamento di una marca da bollo di Euro 27.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato  


note

[1] Art. 2122, co. 1, cod. civ.: «In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate dagli artt. 2118 e 2120 devono corrispondersi al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado».

[2] Art. 2122, co. 2, cod. civ.: «La ripartizione delle indennità, se non vi è accordo tra gli aventi diritto, deve farsi secondo il bisogno di ciascuno».


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1 Commento

  1. vorrei sapere se la defunta ha fatto un testamento con la legittima la figlia e l altra metta divisa in due . la badante ha diritto al tfr? ho perchè avuto l ‘eredità non ha più diritto

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