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Qual è la differenza tra furto e rapina?

30 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2017



Molto spesso furto e rapina vengono usati come sinonimi: in realtà, secondo la legge si tratta di due reati distinti, puniti in modo diverso.

Secondo la legge, esiste una differenza tra furto e rapina? La risposta è affermativa: si tratta di due reati diversi. Il furto è il reato commesso da chi sottrae una cosa mobile a chi la detiene, con lo scopo di trarne profitto e senza usare violenza o minaccia (ad esempio: occultamento della merce in supermercato o furto d’auto). Per il reato di rapina, invece, la sottrazione deve avvenire mediante violenza o minaccia e con lo scopo ottenere un profitto ingiusto (ad esempio, quando il colpevole minaccia con una pistola la vittima facendosi consegnare il portafogli). Le pene per i due reati sono diverse, così come la procedibilità. Vediamo perché.

Cos’è il furto

Secondo il codice penale, il furto è il reato commesso da chiunque si impossessi della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri (per «cosa mobile» la legge intende anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico) [1]. L’autore del delitto di furto non va a ledere l’incolumità personale della vittima, ma il suo patrimonio. Per la configurazione del reato di furto non sono richiesti comportamenti minacciosi o violenti da parte del colpevole: basta che quest’ultimo sottragga un bene mobile al suo detentore e se ne impossessi con lo scopo di trarne profitto. Classico esempio è quello del furto in un supermercato, perpetrato solo occultando la merce sotto il giubbotto o in borsa, senza alcuna forma di violenza. Si rifletta sul fatto che il detentore non sempre coincide col proprietario. Ad esempio, un custode è un soggetto che detiene la cosa per conto del proprietario (la detenzione, quindi, rappresenta solo il possesso materiale del bene in quel determinato momento). Inoltre, il furto si configura solo con l’impossessamento, che è cosa diversa dalla semplice sottrazione. Quest’ultima, infatti, è strumentale all’impossessamento. Si ha impossessamento quando la cosa rubata entra completamente nella disponibilità del ladro, nel suo dominio e nel suo pieno potere. Non c’è impossessamento fino a quando il proprietario (o il detentore) può esercitare ancora un potere sul bene rubato (ad esempio se il ladro deve ancora superare la vigilanza o il sistema antitaccheggio di un supermercato).

Cos’è la rapina

Nel delitto di rapina, invece, non viene leso solo il patrimonio della vittima, ma anche la sua incolumità personale. Notiamo la differenza rispetto al furto, nel testo del codice penale: commette rapina «chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene» [2]. Alcuni elementi sono in comune con il furto. Ce ne sono però degli altri in più. La rapina si differenzia dal furto perché la sottrazione della cosa avviene mediante violenza o minaccia. Inoltre, il rapinatore non agisce per ottenere un semplice profitto, ma per un profitto ingiusto, ossia non dovuto secondo la legge. Si pensi ad un soggetto che minaccia con una pistola la vittima, costringendola a consegnargli il portafogli o il cellulare. La rapina unisce in sé due reati (si parla infatti di «reato complesso»): essa è la risultante del delitto di furto più quello di violenza o minaccia.

La pena per il furto e quella per la rapina

La pena per il furto è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 154 a 516 euro. La sanzione prevista per la rapina, invece, è maggiore: chi la commette è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da 516 a 2.065 euro. Si noti che la pena minima prevista per la rapina è esattamente quella massima prevista per il furto (tre anni di reclusione e 516 euro di multa). Ciò proprio perché la rapina è uguale a furto più violenza/minaccia.

Un’altra differenza: la procedibilità

La minore gravità del furto si coglie anche dal fatto che questo reato è procedibile solo a querela della persona offesa. Significa che non basta una semplice denuncia per far avviare le indagini penali e quindi il processo. La vittima deve espressamente chiedere l’inizio del procedimento penale, presentando una querela all’autorità giudiziaria. Ciò non avviene per la rapina, che è un reato più grave. Per questo delitto, infatti, si procede d’ufficio: significa che l’avvio del procedimento penale non è subordinato alla richiesta della vittima. Al contrario, l’autorità giudiziaria, appena riceve denuncia o comunque notizia dell’accaduto, è obbligata a procedere con l’indagine penale (per approfondire, si veda Esposto, querela e denuncia: quale differenza?).

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 628 cod. pen.

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