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Cos’è la prescrizione e come evitare che un diritto si prescriva

18 ottobre 2012


Cos’è la prescrizione e come evitare che un diritto si prescriva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2012



In quanto tempo si prescrive un diritto? Come fare per evitare la prescrizione?

I diritti si estinguono se non vengono esercitati entro un periodo di tempo che varia a seconda del diritto. Per esempio, se si vanta una pretesa in base a un contratto, se si è subito un danno per un sinistro stradale o se un lavoratore dipendente vuol far valere un proprio diritto, non basta aver ragione in base alla legge: è necessario esercitare concretamente tale diritto entro un tempo prestabilito. Trascorso tale termine, si dice che il diritto è prescritto. Se un diritto è prescritto non può più essere fatto valere davanti a un giudice [1].

Termini di prescrizione

In generale, tutti i diritti si prescrivono entro 10 anni. Così, per esempio, si prescrivono in 10 anni i diritti riconosciuti in una sentenza di condanna divenuta definitiva o in un decreto ingiuntivo.

A fronte di questa regola, sono previste una serie di eccezioni. Vediamo le principali.

1. Si prescrivono in 20 anni i diritti di usufrutto e di servitù su fondo altrui (per es. il diritto di passare su un terreno vicino).

2. Si prescrive in 5 anni il diritto al risarcimento del danno subìto a causa di un comportamento illecito altrui (per es. il danno per un’offesa in pubblico o per una molestia fisica o il danno del padrone di casa quando l’affittuario rovina l’immobile).

3. Per gli incidenti stradali tra auto, motocicli e biciclette valgono regole speciali. I soli danni materiali si prescrivono in 2 anni. Invece i danni alla persona si prescrivono in 10 anni (se l’evento è quello della morte) o in 5 anni (se l’evento è quello delle lesioni personali più o meno gravi).

4. I crediti del lavoratore per l’attività svolta (per es.: retribuzione, T.F.R., straordinari, ecc.) si prescrivono in 5 anni che cominciano a decorrere dalla fine del rapporto di lavoro (per es. dopo il licenziamento o le dimissioni). Tuttavia, nel caso di dipendenti di ditte che impieghino più di 15 dipendenti nell’ambito del Comune in cui presti attività il lavoratore o che occupino più di 60 dipendenti complessivamente, il termine per la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui è stato commesso l’illecito (per es. dal mese in cui doveva essere pagata la busta paga che invece non è stata erogata) [2].

5. Si prescrivono ancora in 5 anni i seguenti diritti:

ratei della pensione;

– tutto ciò che deve essere pagamento periodicamente ogni anno o entro termini più brevi (per es. un affitto);

canoni di locazione e ogni altro corrispettivo legato alla locazione stessa (per es. il rimborso per le spese condominiali, se pattuito);

– diritti che derivino da rapporti di società.

6. Si prescrive in 1 anno

– il diritto dei commercianti per il prezzo delle merci vendute al pubblico;

– il diritto dell’assicurazione al pagamento delle rate della polizza assicurativa;

– il diritto del mediatore al proprio compenso.

Attenzione: il diritto di proprietà non si prescrive mai. Può essere perso solo per via dell’usucapione esercitata da un altro soggetto.

Termini di prescrizione presuntiva

Accanto a tali forme di prescrizione, la legge prevede poi le cosiddette prescrizioni presuntive.

In tali casi, decorso il termine di prescrizione (che qui sotto viene indicato), non si ha un’automatica estinzione del diritto (come nei casi sopra elencati), ma la legge presume che il debito sia stato già pagato. Il creditore può sempre dimostrare il contrario (ossia che il proprio credito non è stato corrisposto): in tal caso egli supera l’eccezione di prescrizione. Tuttavia, l’unico modo che il creditore ha, in causa, di dimostrare ciò è di chiedere al debitore di comparire davanti al giudice e di ammettere – con un giuramento – che non ha pagato il debito. Ovviamente, in questo caso, se il debitore è disonesto e giura invece di aver pagato (anche se non è vero), il creditore perde la causa e non potrà più recuperare il proprio credito. Egli tuttavia può poi agire in via penale contro il debitore per falsa testimonianza (sempre che ne abbia le prove).

Dunque, al contrario delle prescrizioni ordinarie, le prescrizioni presuntive consentono sempre una scappatoia (anche se molto difficile: è assai improbabile, infatti, che il debitore ammetta la propria inadempienza).

Ecco i termini delle prescrizioni presuntive.

1. Si prescrive in sei mesi il diritto degli albergatori e degli osti per l`alloggio e il vitto che somministrano, e di tutti coloro che danno alloggio con o senza pensione.

2. Si prescrive in un anno il diritto:

1) degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni che impartiscono a mesi o a giorni o a ore;

2) di coloro che tengono convitto o casa di educazione e di istruzione per il prezzo della pensione e dell`istruzione;

3) dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio;

4) dei farmacisti, per il prezzo dei medicinali.

3. Si prescrive in tre anni il diritto:

1) dei professionisti (v. notai, avvocati, commercialisti) ai propri compensi.

2) degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni impartite a tempo più lungo di un mese.

Come fare per evitare che un credito si prescriva

Per evitare che il proprio credito si estingua, il creditore ha due possibilità:

1. rivolgersi a un avvocato affinché quest’ultimo notifichi al debitore – prima della scadenza del termine della prescrizione – l’atto di citazione con cui inizia una causa;

2. inviare una diffida scritta al debitore (sempre meglio con raccomandata a.r., per poter dimostrarlo in futuro), con cui gli intima di pagare il debito. L’intimazione deve essere fatta in modo chiaro e deve contenere l’indicazione della fonte dell’obbligazione.

 

note

[1] In realtà, la dottrina più attenta spiega che non è il diritto a morire (i diritti non potrebbero mai morire), ma solo il diritto ad azionare il diritto davanti a un giudice. Il che, però, sotto l’effetto pratico, è la stessa cosa.

[2] Corte Cost. sent. n. 63 del 10.06.1966.

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2 Commenti

  1. Avvenuto svolgimento di mansioni superiori. Ai fini della maggiore retribuzione è necessario il riconoscimento di tale situazione da parte del datore di lavoro ( Ente Statale ) perchè sorga il diritto in capo al lavoratore ? I In tlale caso considerato che il richiamato diritto non è stato invocato ttrattandosi di situazione che siè protratta fino alla data di quiescenza, è giusto considerare prescritta la maggiore reretribuzione dovuta per crediti retributivi maturati oltrei i cinque anni per effetto dell principio dei stabilità..

    1. Questa è una risposta automatica.
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