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Si può scegliere il parto cesareo?

29 gennaio 2017 | Autore:


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Con il consenso informato, la futura mamma ha il diritto di decidere tra parto naturale e taglio cesareo. Ma il medico può rifiutarsi. E quali sono i rischi?

Non sempre il parto cesareo viene eseguito per decisione del medico o per cause di forza maggiore (un parto plurigemellare, ad esempio). A volte il parto cesareo è un’esigenza della futura mamma, una sua precisa richiesta per evitare di sopportare un travaglio lungo e doloroso che, forse, non si sente di affrontare. In quel caso, la donna può scegliere il parto cesareo oppure c’è qualche normativa o qualche legge che glielo impedisce?

Non tutti i medici sono favorevoli al taglio cesareo. Codici alla mano, alcuni di loro si rifiutano di eseguire questa pratica se non la ritengono assolutamente necessaria a salvare le vite della madre e del bambino. Altri, invece, ritengono che scegliere il parto cesareo sia un diritto della mamma.

Parto cesareo: le ragioni legali del no

Il medico può rifiutarsi di fare l’intervento se non ritiene legittimo scegliere il parto cesareo argomentando le seguenti ragioni:

  • l’obbligo e il diritto del medico di agire secondo scienza e coscienza e con piena libertà tecnico-operativa;
  • la sua possibilità di rifiutare l’opera professionale [1];
  • l’interpretazione restrittiva del divieto degli atti dispositivi del proprio corpo [2];
  • la prevalenza statistica dei rischi di mortalità e morbilità (cioè di casi di malattia) materna conseguenti al parto cesareo rispetto a quello spontaneo;
  • il rischio di essere chiamato a rispondere di un danno conseguente ad un intervento non necessario.

Parto cesareo: le ragioni legali del sì

Per altri medici, invece, accogliere la richiesta di una futura mamma che sceglie il parto cesareo è un obbligo di legge basato su questi princìpi:

  • il principio di autodeterminazione del soggetto [3];
  • l’ipotesi di reato per chi rifiuta la prestazione sanitaria [4];
  • il mancato contrasto con il divieto degli atti dispositivi del proprio corpo;
  • le possibili conseguenze negative legate al parto spontaneo (lesioni, prolasso urogenitale) che si ritengono equilibrate ai rischi del parto cesareo.

Perché è legale scegliere il parto cesareo

Quindi, oltre agli aspetti deontologici o di coscienza di ciascun medico, la questione di poter scegliere il parto cesareo per evitare le sofferenze di quello vaginale si dibatte tra due princìpi legali. Da una parte, il divieto sancito nel Codice civile di disporre del proprio corpo «quando si possa provocare una diminuzione permanente dell’integrità fisica o quando sia contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume». Dall’altra, il passaggio in cui il Codice penale dice che «non è punibile colui che lede o pone in pericolo un diritto (in questo caso alla vita o all’integrità fisica) con il consenso della persona che può validamente disporne» [5].

Chi la vince? Come risponde alla domanda «si può scegliere il parto cesareo?». L’interpretazione giuridica ritiene oggi che disporre del proprio corpo per decidere di partorire grazie al taglio cesareo sia un atto funzionalmente rivolto alla tutela del diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Quindi, un atto lecito. E, di conseguenza, un diritto della futura mamma. La quale, come detto, deve comunque essere informata sui rischi che corre, sulla convenienza o meno di scegliere il parto cesareo anziché quello vaginale e sulla finalità terapeutica di questa scelta come condizione fondamentale per poter praticare l’intervento. La donna deve anche sapere che, di fronte ad una gravidanza non complicata e ad un parto che si presenta nella normalità, la scelta del parto spontaneo è quella maggiormente consigliabile, nonostante il dolore. Poi sarà lei a decidere, in piena consapevolezza e libertà.

Perché, allora, è possibile legalmente scegliere il parto cesareo? Perché l’intervento chirurgico non comporta necessariamente una diminuzione permanente dell’integrità fisica, anzi: di solito, dopo il parto cesareo c’è il ripristino completo dell’integrità organica e funzionale dell’apparato genitale e non viene compromessa la fertilità della donna.

Quando si deve fare il parto cesareo?

Al di là delle questioni legali sulla possibilità di scegliere il parto cesareo come alternativa a quello vaginale, ci sono dei casi in qui bisogna ricorrere all’intervento chirurgico per salvaguardare la salute (e a volte anche la vita) della mamma e del bambino:

  • quando le dimensioni del bacino della donna e quelle del bambino in arrivo sono sproporzionate (se il bimbo è troppo grosso per affrontare un parto naturale);
  • quando il nascituro si presenta in posizione sfavorevole;
  • quando il bambino nasce prematuro e potrebbe soffrire durante un parto naturale;
  • quando non c’è una dilatazione sufficiente per permettere al bambino di nascere, nonostante le contrazioni spontanee o la somministrazione di farmaci dilatatori;
  • quando la madre presenta un fibroma, cisti ovariche o una placenta che blocca l’uscita del bambino per via vaginale;
  • quando la gravidanza deve essere interrotta prima del termine per rischio di vita della mamma o del bambino (emorragie, sofferenza fetale grave, nascita gemellare, ecc.).

Quali sono le conseguenze del parto cesareo

Perché scegliere il parto cesareo viene sconsigliato in caso di gravidanza senza rischi? Perché, comunque, si tratta di un intervento chirurgico le cui conseguenze si aggiungono a quelle normali di un post-parto. Quali sono i rischi? La stanchezza, secondo gli esperti, sarà sicuramente doppia e questo può ritardare l’arrivo del latte materno. Ricordiamo, inoltre (a chi ha già partorito nella sua vita, alle altre lettrici glielo diciamo per la prima volta) che dopo il parto ci sono ancora delle contrazioni uterine. Questo può rendere più dolorosa la fase della cicatrizzazione.

Altra complicazione che si può riscontrare dopo un parto cesareo è il rischio di infezioni, di flebite, di embolia polmonare e di emorragie, anche se in casi veramente eccezionali. Il tasso di mortalità è molto basso, anche se – sempre secondo gli esperti – maggiore di quello relativo ai parti naturali.

note

[1] Ex art. 19 Cod. deontologia medica.

[2] Art. 5 cod. civ.

[3] Artt. 2, 13 e 32 Costituzione italiana.

[4] Artt. 328 e 593 cod. pen.

[5] Art. 50 cod. pen.

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6 Commenti

  1. la lotta al cesareo sta lasciando sul campo donne rovinate a vita. Le informazioni date alle donne in sala parto e nei tribunali dai periti sono , diciamo, parziali …. vi racconto la mia storia e cosa sta succedendo per far si che vi facciate un opinione … ma basterebbe valutare i cedap degli ultimi anni per capire che c’è qualcosa che tocca …
    #parto#cesareo#ventosa Primo Post …
    I cesarei non possono e non devono essere considerati un epidemia … è falsa informazione … non è una malattia. Si tratta di un accelerazione del parto, ed è la più sicura, rispetto ad altre metodiche arcaiche e più destruenti. Questo sta portando a danni enormi alle donne. Basta vedere i decessi del 2016 e i danni perineali nascosti e causati alle donne di cui i cedap riportano parzialmente i dati. La riduzione dei cesarei non può essere considerata in sé un indice di buona sanità perché spesso è collegata all’aumento dei parti operativi con ventosa episiotomia e kristeller che distruggono il pavimento pelvico delle donne causando lacerazioni di 3 grado e incontinenze…. dati non riportati ad arte perchè indici di scarsa qualità assistenziale…. Dal 2008 vi è stato un aumento di questi parti che vogliono spacciare come naturali ma non lo sono, sono iatrogeni per via naturale, sono in realtà un regresso ostetrico …
    L’informazione nelle sale parto, come le documentazioni e i consensi per uso di ventose e manovre che causano danni, sono carenti per non dire altro…. I danni che io ho subito e la documentazione clinica che io ho ritirato, che è più che laconica, sono l’emblema di una violenza ostetrica inaudita …
    Valutate voi: questo è quello che l’assurda riduzione del cesareo per motivi economici e di autorefenzialità sta causando. Questo è come si rovina la vita ad una persona e ad una famiglia. Questo è il mio caso con tanto di documentazione. Una vergogna per non dire altro ….
    Eventi in breve: travaglio con bambino fermo a -2/-1 con decelerazioni da ore, comparsa di una bradicardia e, durante i 20 minuti di bradicardia, sempre con feto fermo a -2/-1 per doppio giro di cordoni (al collo e a bandoliera) e testa deflessa, somministrazione di ossitocina (il ctg riporta contrazioni valide durante la bradicardia e in tutta la registrazione), posizionamento di ventosa (controindicata per la stazione del feto e ctg) con ampia episiotomia + kristeller (ciò è quello che risulta nel partogramma e nella laconica documentazione clinica). Risultato: pavimento pelvico distrutto, lacerazioni e rottura dei muscoli, sfinteri interno ed esterno danneggiati, incontinenza anale e urinaria a vita non emendabile da nessun intervento; perdita di oltre un litro di sangue; severo disturbo post traumatico da stress in terapia a distanza di anni e ancora presente etc… Al ritiro della cartella, nascosti i 20 minuti di bradicardia (i numeri non erano consecutivi, ma il tracciato ictu oculi sì) e altri fogli della cartella ricomparsi (dopo lettera di avvocato e segnalazione) con scusa banale della struttura.
    Il CTU, in atp della causa intrapresa, per i gravi danni subiti a causa di un parto incongruo (in una struttura di III livello di assistenza) da me primipara nelle considerazioni medico legali, inizia con questo incipit: “..questo caso si riferisce a problematiche perineali, caratterizzate da incontinenza … che ha permesso la nascita del piccolo … senza alcun danno ipossico …”. Incipit dove si evince la totale indifferenza e disinteresse per la salute della donna partoriente, in un periodo storico ed in un paese ad alta assistenza sanitaria, in cui sempre di più si sta affermando (nella letteratura medica, nelle linee guida NICE etc … e non solo) l’importanza del benessere della diade madre feto per uno sviluppo psico-fisico normale del bambino e dell’intera famiglia nonché per la promozione della natalità.

  2. #parto#cesareo#ventosa Primo Post …
    I cesarei non possono e non devono essere considerati un epidemia … è falsa informazione … non è una malattia. Si tratta di un accelerazione del parto, ed è la più sicura, rispetto ad altre metodiche arcaiche e più destruenti. Questo sta portando a danni enormi alle donne. Basta vedere i decessi del 2016 e i danni perineali nascosti e causati alle donne di cui i cedap riportano parzialmente i dati. La riduzione dei cesarei non può essere considerata in sé un indice di buona sanità perché spesso è collegata all’aumento dei parti operativi con ventosa episiotomia e kristeller che distruggono il pavimento pelvico delle donne causando lacerazioni di 3 grado e incontinenze…. dati non riportati ad arte perchè indici di scarsa qualità assistenziale…. Dal 2008 vi è stato un aumento di questi parti che vogliono spacciare come naturali ma non lo sono, sono iatrogeni per via naturale, sono in realtà un regresso ostetrico …
    L’informazione nelle sale parto, come le documentazioni e i consensi per uso di ventose e manovre che causano danni, sono carenti per non dire altro…. I danni che io ho subito e la documentazione clinica che io ho ritirato, che è più che laconica, sono l’emblema di una violenza ostetrica inaudita …
    Valutate voi: questo è quello che l’assurda riduzione del cesareo per motivi economici e di autorefenzialità sta causando. Questo è come si rovina la vita ad una persona e ad una famiglia. Questo è il mio caso con tanto di documentazione. Una vergogna per non dire altro ….
    Eventi in breve: travaglio con bambino fermo a -2/-1 con decelerazioni da ore, comparsa di una bradicardia e, durante i 20 minuti di bradicardia, sempre con feto fermo a -2/-1 per doppio giro di cordoni (al collo e a bandoliera) e testa deflessa, somministrazione di ossitocina (il ctg riporta contrazioni valide durante la bradicardia e in tutta la registrazione), posizionamento di ventosa (controindicata per la stazione del feto e ctg) con ampia episiotomia + kristeller (ciò è quello che risulta nel partogramma e nella laconica documentazione clinica). Risultato: pavimento pelvico distrutto, lacerazioni e rottura dei muscoli, sfinteri interno ed esterno danneggiati, incontinenza anale e urinaria a vita non emendabile da nessun intervento; perdita di oltre un litro di sangue; severo disturbo post traumatico da stress in terapia a distanza di anni e ancora presente etc… Al ritiro della cartella, nascosti i 20 minuti di bradicardia (i numeri non erano consecutivi, ma il tracciato ictu oculi sì) e altri fogli della cartella ricomparsi (dopo lettera di avvocato e segnalazione) con scusa banale della struttura.
    Il CTU, in atp della causa intrapresa, per i gravi danni subiti a causa di un parto incongruo (in una struttura di III livello di assistenza) da me primipara nelle considerazioni medico legali, inizia con questo incipit: “..questo caso si riferisce a problematiche perineali, caratterizzate da incontinenza … che ha permesso la nascita del piccolo … senza alcun danno ipossico …”. Incipit dove si evince la totale indifferenza e disinteresse per la salute della donna partoriente, in un periodo storico ed in un paese ad alta assistenza sanitaria, in cui sempre di più si sta affermando (nella letteratura medica, nelle linee guida NICE etc … e non solo) l’importanza del benessere della diade madre feto per uno sviluppo psico-fisico normale del bambino e dell’intera famiglia nonché per la promozione della natalità.

  3. #ventosa#cesareo#parto Secondo post …..
    Il CTU, nella sua valutazione, che dovrebbe basarsi sulla documentazione, sulle linee guida, sulla best practice e non su “opinioni e ricostruzioni” come se fosse presente in sala parto, sottovaluta e non considera sia i danni strumentalmente riportati sia quello che c’è descritto in cartella; non rende il giusto valore a dati come il valore di pH di 7.06 e un difetto di base oltre -13 dell’ EGA cordonale, fraintende quello che la paziente riferisce, sbaglia a rilevare la sede (scusata poi come un errore materiale) e la dimensione di un danno nonostante la presentazione di una rilevazione strumentale e di una visita specialistica, non considera la documentazione clinica nella sua completezza durante l’analisi e la discussione, arbitrariamente afferma che il partogramma è impreciso e pertanto esegue una ricostruzione che confermi la sua tesi ponendo lui orari mancanti di manovre e visite. Utilizza, in maniera confondente, la salute di una sola componente (il feto, peraltro nato con degli outcome – indice apgar, ipotermia, pH [7.06], difetto di basi [-13.6] – ai limiti di una paralisi cerebrale), come indicatore di correttezza dell’applicazione della ventosa + kristeller + episotomia + ossitocina, senza che ciò sia sostenuto da alcuna letteratura scientifica, linea guida e best practice medica non considerando che il gold standard di un parto è il benessere del binomio madre-feto, il tutto per scusare quel tipo di parto medievale e causa di danni irreparabili alla vita di una donna scelto per errore e sottovalutazione delle indicazioni cliniche invece di eseguire un cesareo, che in quelle condizioni, era come da linee guida e best practice, il parto indicato per le sopraggiunte anomalie del travaglio sia meccaniche che cardiotocografiche. Si spinge inoltre, per trovare una giustificazione, a dire che la gravidanza e il parto vaginale sono una “condizione parafisiologica” (cioè che derogano dalla fisiologia) e, mancando il consenso ad ogni atto medico che è stato imposto, parla in modo generale di un ‘urgenza/emergenza di cui non vi è traccia sulla documentazione clinica (che invece dimostra un parto i cui problemi erano già difatti visibili molto tempo prima e colpevolmente trascurati). Vi sarebbe molto altro da dire su questa, ma come chicca finale, riporto la conclusione dove si sostiene che, essendo la paziente un medico, quindi gioco forza edotta dei rischi, (a questo punto, mi verrebbe da dire, di tutte le specialistiche medico-chirurgiche!!!) il consenso ha un’ importanza relativa, per arrivare in un secondo tempo a dire che al limite è stato richiesto orale (non vi è alcuna documentazione in cartella che attesti l’avvenuto flusso informativo anche verbale, come il codice deontologico impone e la normativa regionale e nazionale richiedono).
    A scanso di equivoci, il ctu (del mio caso) è uno specialista in medicina legale insieme ad un ausiliario specialista della materia nonché direttore di struttura …. è questo che lascia sconcertati. Ulteriore sconcerto è cio ha scritto un altro ctu, nonché specialista di medicina legale ed esperto di risk management, insieme al suo ausiliario specialista della materia responsabile di struttura in pensione, i quali hanno invertito i valori del pH e difetto di basi tra l’arteria e la vena ombelicale per dimostrare la loro tesi, nonché hanno ridefinito l’anatomia del bacino della donna arrivando a dire che attualmente ci voglio 10 minuti per creare il vuoto con la ventosa.. forse quella di malmstrom del 1954! … oltre ad altre …definiamo “imprecisioni scientifiche”… ………giudicate voi, questi sono i risultati della riduzione del cesareo…….. un collega che oltre aver subito un danno inemendabile che le ha distrutto la vita sociale e lavorativa deve anche leggere simili affermazioni e abnormità che si commentano da sole ..

  4. Riporto la mia esperienza :nel 2015 ho fatto un cesareo x scelta materna.mamme,è un nostro diritto,dobbiamo imporci e farci rispettare!è un operazione certo, non dico sia una passeggiata. ..ma se una ragazza è più tranquilla così è giusto rispettare la sua scelta.

    1. dove l’hai fatto? A me tutti gli ospedali della zona hanno detto di no. Abito a Busnago (monza brianza).
      L’hai fatto a pagamento?

  5. Buongiorno

    ho diversi motivi per richiedere un cesareo (fibromialgia, tocofobia, grossa ciste del bartolino, vaginite irritativa praticamente cronicizzata e terrore del parto, più forte della volontà di diventare mamma). Non intendo accettare di non poter decidere cosa fanno al mio corpo, e non intendo rinunciare alla maternità.
    Mi sono rivolta a un centro medico di ostetricia specializzato nell’aiutare persone fibromialgiche e nonostante si siano resi disponibili ad informarsi, mi hanno detto che non hanno trovato nessun medico in Emilia che accetta il cesareo per elezione materna.
    Vorrei sapere cosa é in mio potere per ottenere il diritto a scegliere un cesareo, non ho la possibilità di pagare migliaia di consulti per implorare ogni medico, ma sono ovviamente informazioni non facilmente reperibili quindi pur volendo spostarmi in altre regioni come faccio a sapere se qualcuno accetta?
    Cosa fare? Dove andare? Qualcuno puo’ far valere il mio diritto? Un avvocato? Il tribunale del malato?
    Esistono alternative alle meno sicure cliniche private?

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