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Stalking: quando denunciare

5 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2017



Se sei vittima di stalking, puoi scegliere se presentare subito una querela alla procura della Repubblica o chiedere un ammonimento al questore.

Se amavi qualcuno che non si arrende al fatto di averti perso, e ti senti spiato/a, perseguitato/a, tanto da avere paura a camminare per strada da solo/a; se hai dovuto cambiare il numero di telefono per evitare le sue continue telefonate, è arrivato il momento di fare qualcosa! Puoi presentare una querela per stalking alla procura della Repubblica (o alla più vicina stazione dei carabinieri) o scegliere di chiedere al questore di ammonire il colpevole.

Non tutti lo sanno, ma la scelta tra presentare la querela in procura o chiedere l’ammonimento da parte del questore è molto delicata e determina conseguenze importanti. Vediamo perché.

Cos’è lo stalking?

Lo stalking è un reato e si configura quando il responsabile realizza nei confronti della sua vittima:

  • una serie di ripetute e continue minacce o molestie;
  • determinando in lei un perdurante e grave stato di ansia o di paura o un fondato timore per l’incolumità propria, di un prossimo congiunto o di una persona a lei cara;
  • fino a costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita [1].

Lo stalking può essere realizzato a distanza, attraverso:

  • ripetute telefonate minatorie:
  • l’invio di buste, di sms, di e-mail e messaggi offensivi o (peggio) contenenti minacce;
  • il danneggiamento dell’auto della vittima come avvertimento di un maggior danno,

o può essere realizzato da vicino, attraverso

  • aggressioni verbali fatte alla presenza di testimoni;
  • appostamenti fuori casa o nei luoghi maggiormente frequentati dalla vittima;
  • reiterati ed indesiderati apprezzamenti.

Si tratta di comportamenti attraverso i quali lo stalker dimostra di voler controllare la propria vittima, impedendole di vivere liberamente la propria vita.

Quando denunciare lo stalking?

Quando il limite tra un corteggiamento fastidioso e lo stalking è molto sottile, ci sembra difficile capire se è il caso di presentare una denuncia e come farlo.

Quando il tuo problema non è più il fastidio che provi per un complimento indesiderato o per una telefonata di troppo, ma il fatto di sentirti perseguitato/a ed impaurito/a, allora è necessario che tu racconti cosa sta succedendo ad un’autorità competente che possa darti una mano.

Potrai scegliere di rivolgerti alla procura della repubblica, ed allora:

  • dovrai farlo con una querela (da presentare entro sei mesi da quando hai ricevuto l’ultimo atto intimidatorio o persecutorio);
  • e, poi, dovrai attendere il corso delle indagini (che potranno essere più veloci se il tuo racconto sarà dettagliato e se i comportamenti persecutori saranno effettivamente gravi e tali da far pensare che il colpevole potrebbe farti davvero del male).

In alternativa, potrai scegliere di rivolgerti (prima) al questore ed in questo caso:

  • gli racconterai tutto ciò che ti sta accadendo chiedendogli di ammonire la persona che ritieni essere responsabile;
  • il questore, assunte se necessario le informazioni opportune, ove ritenga fondata la tua richiesta, ammonirà oralmente il colpevole da te indicato (si tratta di una specie di diffida a non comportarsi più male nei tuoi confronti) [2].

Cosa cambia tra querela ed ammonimento?

Se ti rivolgerai alla procura della repubblica e, per la paura di essere arrestato, il tuo persecutore smetterà di darti fastidio, tu potrai anche ritirare la querela (seppure solo davanti al giudice nel processo).

Se, invece, ti rivolgerai al questore e, nonostante il primo ammonimento (o diffida), la persona che ti tormenta non smetterà di darti fastidio, il procedimento proseguirà a prescindere dalla tua volontà (si dice d’ufficio), per cui il colpevole sarà punito anche se un giorno tu cambierai idea (perché non potrai più ritirare la querela).

Per completezza, sappi che lo stalking realizzato attraverso minacce di morte rende il reato sempre procedibile d’ufficio: ciò significa che, in questo caso, tu vittima non potrai più scegliere di ritirare la querela (a prescindere dal fatto che tu abbia presentato la querela alla procura della Repubblica o la richiesta di ammonimento al questore).

Lo stalking è punito a prescindere dalla querela (cioè d’ufficio) se è commesso nei confronti di minori o di persone con disabilità ovvero se connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (o, come detto prima, se è commesso da soggetto già ammonito precedentemente dal questore).

Che pena è prevista per lo stalking?

Il reato di stalking è punito con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni.

La pena è aumentata se:

  • il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa;
  • il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici;
  • il fatto è commesso a danno di minori, donne in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata (in quest’ultimo caso la pena è aumentata fino alla metà).

note

[1] Art. 612 bis cod. pen.

 [2] Art. 8 D.L. 11 del 29.02.2009, convertito in L. 119 del 15.10.2013.

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2 Commenti

  1. con che numero di mail o messaggi giorno e’ stalking ? e se sono 1 giorno al mese e basta e’ sempre stalking ?
    grazie

  2. ho denunciato per stalker un mio vicino perchè sono oltre dieci anni che sto subendo furti e danneggiamenti alla proprietà e in ultimo la rottura della tegole del gazebo e dispetti da parte del figlio del mio vicino.
    sono cominciate le indagini da parte dei carabinieri e sono trascorsi oltre sei mesi.
    quando ancora dovrò aspettare per avere una risposta da parte della procura?
    grazie

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