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Pensione Cassa forense, come si calcola?

2 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2017



Pensione Cassa Forense, calcolo retributivo e contributivo, calcolo delle proquote e della quota modulare: tutto quello che c’è da sapere.

Chi possiede dei contributi versati alla Cassa Forense, cioè la cassa degli avvocati, deve sapere che la pensione non si calcola come i trattamenti Inps, ma viene determinata con dei metodi differenti.

In particolare, per la cosiddetta quota base di pensione si applica un sistema di calcolo simile al retributivo, mentre per la quota modulare (una quota aggiuntiva) si applica il sistema di calcolo contributivo, con alcuni correttivi rispetto al sistema utilizzato dall’Inps.

Calcolo retributivo nella Cassa Forense

Il calcolo retributivo previsto dalla Cassa Forense si basa sulla media dei redditi professionali (entro la soglia massima pensionabile), escluso l’ultimo (i redditi sono rivalutati per l’indice Foi dell’Istat), moltiplicata per il coefficiente 1,40% e per il numero di anni di contribuzione alla Cassa.

Ad esempio, se la media dei redditi professionali, escluso l’ultimo, è pari a 30.000 euro e l’interessato possiede 33 anni di contributi, la pensione ammonta a 13860 euro annui (1066,15 euro per 13 mensilità).

Cassa Forense: calcolo retributivo col pro rata

Chi possiede anzianità precedenti al 2012, poi, ha diritto a un calcolo ancora più favorevole, perché il calcolo delle prestazioni viene effettuato in base al principio del “pro- rata”.

In particolare, col pro-rata l’anzianità contributiva è divisa in quattro classi, o proquote:

  • prima proquota, per le anzianità maturate prima del 31.12.2001 (Quota  A o Proquota 1);
  • seconda proquota, per le anzianità maturate tra  l’ 1.1.2002 e  il 31.12.2007 (Quota B o Proquota 2);
  • terza proquota, per le anzianità maturate dal 1.1.2008 al 31.12.2012 (Quota C o Proquota 3);
  • quarta proquota, per le anzianità successive all’1.1.2013 (Quota  D o Proquota 4).

Cassa Forense:  determinazione della Quota A o Proquota 1

Il calcolo della prima proquota si basa sul prodotto delle anzianità sino al 31 dicembre 2001, per la media dei migliori 10 degli ultimi 15 redditi  dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, in funzione delle aliquote di rendimento e degli scaglioni riportati di seguito:

  • reddito sino a 48300 euro: aliquota 1,75%;
  • reddito da 48301 a 72700 euro: aliquota 1,50%;
  • reddito da 72701 a 84500 euro: aliquota 1,30%;
  • da 84501: aliquota 1,15%.

Cassa Forense: determinazione della Quota B o Proquota 2

Il calcolo della seconda proquota  si effettua moltiplicando le anzianità sino al 31 dicembre 2007 per la media dei migliori 20 degli ultimi 25 redditi dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, in funzione delle medesime aliquote di rendimento e degli scaglioni esposti in precedenza per la Quota A.

Cassa Forense:  determinazione della Quota C o Proquota 3

La terza proquota si ottiene effettuando il prodotto delle anzianità sino al 31 dicembre 2012 per la media di tutti gli anni escludendo i peggiori cinque, rivalutati in base all’inflazione, in base alle aliquote di rendimento ed agli scaglioni riportati di seguito:

  • reddito sino a 72600 euro: aliquota 1,50%;
  • reddito da 72601 euro: aliquota 1,20%.

Cassa Forense: determinazione della Quota D o Proquota 4

La Quota D è pari, per ogni anno di anzianità successivo al 2012, alla media di tutti i redditi dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, moltiplicata per un’aliquota pari all’1,4% su tutto il massimale pensionabile. Detta aliquota, a partire dall’anno 2021, sarà modificata in funzione dell’andamento della speranza di vita.

Quota modulare: calcolo della pensione

La quota modulare della pensione di vecchiaia è determinata secondo il metodo di calcolo contributivo definito dalla Legge Dini [1], ma con dei correttivi.

Nel dettaglio, il montante contributivo individuale al 31 dicembre di ciascun anno è costituito dalla somma dei contributi facoltativi versati dall’iscritto: il montante è rivalutato su base composta al 31 dicembre di ogni anno, ad un tasso annuo di capitalizzazione pari al 90% della variazione media quinquennale del tasso di rendimento netto del patrimonio investito dalla Cassa Forense in tale periodo, con un valore minimo dell’1,5%.

Il montante contributivo rivalutato viene poi trasformato in pensione secondo i seguenti criteri:

  • per i primi 3 anni di applicazione del nuovo regolamento della Cassa Forense (sino al 2018), utilizzando i coefficienti per età, come previsti dalla legge Dini e successivamente modificato;
  • successivamente, con coefficienti per età costruiti tenendo conto delle particolari caratteristiche demografiche della categoria degli avvocati e dei conseguenti effetti attuariali, come risultanti dalla redazione dei bilanci tecnici.

note

[1] L. 335/1995

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1 Commento

  1. avete un consulente a Milano sulla questione” previdenza forense” che mi possa ricevere per conteggi e spiegazioni su prossima pensione di anzianità cui mi accingo?

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