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Lo sai che? Amianto, responsabile della leucemia

Lo sai che? Pubblicato il 9 settembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 settembre 2012

Un recente studio ha dimostrato che l’amianto sarebbe la causa di numerosi casi di leucemia: e in Italia di amianto ce n’è ancora molto…

Nonostante la sentenza Eternit dello scorso 13 febbraio, che ha condannato i dirigenti della multinazionale di Casale Monferrato a 16 anni di carcere e 95 milioni di euro, non termina qui la lotta contro l’amianto.

Il “problema Eternit” non può essere ancora archiviato semplicemente perché in Italia l’amianto c’è ancora.

Secondo le stime del C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), sul territorio nazionale ci sono ancora 32 milioni circa di tonnellate di amianto e oltre un miliardo di metri quadri di coperture in Eternit sui tetti.

Durante un convegno organizzato dall’Avis lo scorso 9 luglio a San Felice Circeo (Latina), Franco Mandelli, presidente dell’A.I.L. (Associazione Italiana Contro le Leucemie), ha per la prima volta indicato l’amianto come probabile causa di malattie non solo ai polmoni e ai bronchi.

Una ricerca condotta in sei zone della Germania e due della Sardegna (Nuoro e Cagliari) ha infatti evidenziato come, nel midollo di alcuni pazienti leucemici, siano presenti fibre di amianto. Ciò, dunque, secondo gli esperti, potrebbe aver determinato la malattia mortale.

È facile presumere che le vertenze legali, volte a ottenere risarcimenti per morti ingiuste, non si limiteranno al giudizio appena conclusosi a Torino. Si apriranno nuovi scenari e più ampie indagini sulle malattie da “fibra killer”.

Le prove del rapporto di causalità – cioè del legame di “causa/effetto” che legherebbe la leucemia all’amianto – dovranno essere pur sempre fornite dai danneggiati. A quest’ultimi, perciò, spetterà  un compito non agevole, essendo gli studi finora condotti tutt’altro che numerosi e brancolandosi ancora nel campo delle ipotesi.

Nell’ipotesi in cui il lavoratore contragga la leucemia sul luogo di lavoro, a causa dell’inalazione dell’amianto, sarà possibile agire con un giudizio per l’accertamento (e risarcimento) della malattia professionale.

La denuncia della malattia professionale dovrà essere fatta dal medico competente (che ne riconosce l’esistenza) e rivolta all’INAIL.

Obblighi del lavoratore:

Il lavoratore, una volta a conoscenza di essere affetto da una sospetta malattia professionale, dovrà darne notizia, entro 15 giorni dalla manifestazione, al datore di lavoro mediante l’invio del certificato medico.

Obblighi del datore di lavoro:

Il datore di lavoro dovrà denunciare all’INAIL, entro 5 giorni dalla data di ricevimento del certificato medico, la malattia professionale del dipendente.

La denuncia dovrà essere effettuata sul modulo predisposto dall’INAIL ed accompagnata dal certificato medico di constatazione della malattia professionale.

L’INAIL dovrà indennizzare i danni provocati alla salute del lavoratore, attraverso prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo [1].

Proprio a riguardo dell’amianto, segnaliamo un’importantissima sentenza emessa lo scorso 27 agosto. La Cassazione [2] ha ritenuto responsabile il datore di lavoro nei confronti del dipendente ammalatosi di tumore ai polmoni per via delle polveri di amianto respirate sul luogo di lavoro, pur non essendo state ritenute queste ultime l’unica ragione della malattia (erano state infatti individuate delle ulteriori concause della malattia).

In caso di decesso per specifiche patologie derivanti certamente da esposizione alle polveri di amianto – specificanti i giudici – è sufficiente la prova dell’assorbimento delle polveri per accertare la responsabilità penale delle persone che avrebbero dovuto impedire l’esposizione. “Sussiste il nesso di causalità tra l’omessa adozione, da parte del datore di lavoro, di idonee misure di protezione e il decesso del lavoratore in conseguenza della protratta esposizione alle polveri di amianto, quando, sebbene non sia possibile determinare l’esatto momento di insorgenza della malattia, deve ritenersi prevedibile che la condotta doverosa avrebbe potuto incidere positivamente anche solo sul tempo di latenza“.

di TOMMASO FRENDO

note

[1] Art. 139 del D.P.R. 1124/1965

[2] Cass. sent. n. 881 del 27/08/2012


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3 Commenti

  1. Salve mi chiamo Luciano il 18 ottobre2013 mi è stata diagnosticata una leucemia acuta promielecitica .nella ditta dove lavoravo ,prima della malattia,e’presente l ‘amianto nei pannelli del sottotetto . è’ un’azienda che lavora le materie plastiche,ero addetto alla preparazione del materiale.volevo sapere potevo chiedere un risarcimento.grazie

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