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Lo sai che? Usi illeciti della email di contatto Facebook

Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2017

Molestie su Facebook: se cambio l’e-mail di contatto e chiudo quelle create in precedenza, queste decadono oppure qualcuno potrebbe usufruirne a suo piacimento?

Dal punto di vista tecnico è senza dubbio possibile che estranei possano utilizzare profili Facebook ancora attivi o semplicemente sospesi dal titolare del profilo medesimo. Questo induce a consigliare innanzitutto di verificare se i vecchi profili Facebook siano stati cancellati definitivamente oppure soltanto sospesi (accedendo alla sezione “disattivazione account” cliccando in alto a destra del profilo sull’icona con il lucchetto e proseguendo cliccando su “Vedi altre impostazioni” e poi, sul lato sinistro, su “Protezione” e quindi, in fondo alla pagina, su “Disattiva il tuo account”), poiché solo nel primo caso il rischio di un uso illecito viene a ridursi in modo pressoché totale. Si invita, inoltre, ad installare un antivirus (firewall) onde evitare che simili inconvenienti possano ripetersi per i profili eventualmente ancora attivi.

Quanto all’aspetto legale della questione, è chiaro che è ogni illecita sottrazione delle credenziali di accesso a e-mail così come l’utilizzo di profili Facebook (attivi o meno) da parte di terzi non autorizzati dal titolare (qualunque sia la finalità dell’utilizzo) costituisce un reato. Altrettanto illecita è l’attività di chi si procuri il testo di messaggi di posta elettronica sia che facciano riferimento ad account attivi, sia che facciano riferimento ad account non più attivi. Se si hanno sospetti, certamente formattare il computer potrà essere una valida soluzione, poiché eliminerà il rischio della presenza di virus di qualsiasi genere. Tuttavia, in ogni caso, si potrà valutare anche la possibilità di una denuncia cautelativa contro ignoti da sporgere presso la polizia postale, se si hanno sospetti di illecite intrusioni all’interno del computer o di acquisizione non autorizzata delle credenziali di accesso agli account e-mail o Facebook.

Un ulteriore consiglio è quello di valutare, assieme ad un avvocato penalista e sulla base delle prove materiali in possesso (come ad esempio stampe dei messaggi offensivi ricevuti), l’opportunità di cautelarsi con una querela, eventualmente contro ignoti, per i fatti già accaduti (il riferimento è ai contenuti offensivi) se non sia possibile individuare con precisione l’autore di essi.

Bisogna, infine, precisare che ogni “suggerimento” effettuato da Facebook nella ricerca dei contatti è unicamente frutto di un algoritmo di programmazione, contro il quale è difficile ravvisare ipotesi delittuose.

Per ulteriori approfondimenti, si legga Reati informatici: quali sono e come difendersi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


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