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Cedolare secca: quando si applica?

20 febbraio 2017


Cedolare secca: quando si applica?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2017



Devo prendere in affitto per uso abitativo un appartamento accatastato con uso ufficio. È possibile presentare contratto per uso promiscuo a cedolare secca?

La legge prevede che il regime della cedolare secca possa trovare applicazione in relazione ai soli contratti di locazione aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo locati per finalità abitative. Difatti, la normativa di settore [1], fa riferimento agli immobili abitativi e, pertanto, il regime di tassazione sostitutivo risulta applicabile solo con riferimento a quei contratti di locazione aventi ad oggetto fabbricati censiti nel catasto nella tipologia “abitativa” (categoria catastale A, escluso A10) o per i quali è stata presentata domanda di accatastamento in detta tipologia abitativa.

Sul punto è intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate [2] che ha confermato come dall’applicazione della cedolare secca restano esclusi gli immobili che, pur avendo i requisiti di fatto per essere destinati ad uso abitativo, sono iscritti in una categoria catastale diversa (ad esempio, fabbricati accatastati come uffici o negozi). Ne consegue che, l’applicazione di questo regime agevolato è, inesorabilmente, legata anche, e soprattutto, alla collocazione catastale dell’immobile, nel senso che possono accedere alla cedolare secca solamente quei fabbricati la cui categoria catastale presupponga l’uso abitativo. Più nel dettaglio, potranno optare per la cedolare secca solo le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sulle unità immobiliari locate accatastate nelle categorie varianti da A1 a A11 (esclusa l’A10 – uffici o studi privati). Pertanto, nel caso di specie, a meno che non venga trasformata la destinazione d’uso dell’immobile da locare (da ufficio ad abitazione), attraverso un’istanza di modifica d’accatastamento, il contratto di locazione non potrà contenere la cedolare secca e, conseguentemente, non potrà applicarsi il regime di tassazione sostitutivo previsto dalla legge.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla 

note

[1] Art. 3 d.lgs. n. 23 del 14.03. 2011.

[2] Ag. Entr. Circ. n. 26 E del 01.06.2011.


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