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Acquisto di anabolizzanti: possibili reati

22 febbraio 2017


Acquisto di anabolizzanti: possibili reati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2017



Ho intenzione di acquistare una anabolizzanti on-line per uso personale a fini estetici, non con scopo di lucro. Cosa rischio?

Occorre fare chiarezza su quanto previsto dalla legge in materia di farmaci quali anabolizzanti e simili, in modo da vagliare le possibili ipotesi di reato che potrebbero venire in rilievo nel caso in questione.

Tre sono le ipotesi di reato astrattamente configurabili, di cui almeno due possono ragionevolmente essere escluse nel caso del nostro lettore.

In primo luogo, viene in rilievo la cosiddetta legge antidoping che punisce (con reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da lire 5 milioni a lire 100 milioni)  chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l’utilizzo di farmaci o di sostanze dopanti (tra cui anche gli anabolizzanti) non giustificati da condizioni patologiche, idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo [1]. L’assunzione di tali sostanze, tuttavia, è punibile solo quando il fatto è commesso al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti o di modificare il risultato dei controlli sulle pratiche vietate. La legge, cioè, richiede oltre alla assunzione il cosiddetto dolo specifico, cioè la volontà del soggetto di alterare le prestazioni agonistiche. Circostanza che nel caso del lettore è esclusa, posto che a quanto sostiene l’assunzione avverrebbe per esclusivo uso personale ed a soli fini estetici, senza l’intenzione di partecipare a competizioni sportive agonistiche.

Tale finalità di uso personale consente di escludere anche il secondo reato ipotizzabile, quello di ricettazione [2]. Tale reato consiste nella condotta di chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da altro delitto. Nel caso in esame, sebbene il lettore acquisti cose provenienti da altro delitto (quello di commercio di sostanze dopanti) non sarà punibile, poiché non agisce con finalità di profitto. Al riguardo, anche la Cassazione, di recente, ha chiarito che il profitto richiesto va ravvisato nella volontà di trarre un’utilità dall’utilizzo di doping durante una gara o competizione sportiva.  Non può invece essere riscontrato nella semplice volontà di aumentare le proprie prestazioni fisiche (non agonistiche) ed il tono muscolare per apparire più attraenti o per migliorare la propria forma fisica. Pertanto, il soggetto che acquista anabolizzanti per uso personale e non a fini agonistici non può commettere il reato di ricettazione.

Resta, da ultimo, il rischio che possa essere contestato il reato di incauto acquisto, che punisce chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve cose che, in base a diverse circostanze, appaiano provenienti da altro reato [3]. Tale norma, a differenza della ricettazione, non richiede il fine di realizzare un profitto e non richiede il dolo ma la sola colpa: ciò significa che a nulla varrebbe sostenere di non essere a conoscenza della provenienza delittuosa del prodotto, perché ad essere punito è proprio il comportamento di chi, imprudentemente, acquista beni non accertandosi della loro possibile provenienza illecita. L’incauto acquisto, ad ogni modo, è una contravvenzione, punita con l’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda non inferiore a euro 10. Pertanto, anche in ipotesi di un’eventuale processo e condanna, il lettore potrebbe (se incensurato) usufruire del beneficio della sospensione condizionale della pena, o evitare l’arresto, purché negli anni successivi non si commettano più reati analoghi a quello commesso.

Alla luce di quanto detto, sebbene con la sua condotta non rischia di incorrere in reati più gravi quali la ricettazione o l’assunzione di sostanze dopanti, c’è sempre il rischio che gli possa essere contestato l’incauto acquisto e che possa essere sottoposto a processo penale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Claudio Di Giacinto

note

[1] Art. 9 l. n. 376 del 14.12.2000.

[2] Art. 638 cod. pen.

[3] Art. 712 cod. pen.

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