Addio raccomandate dalla P.a.


Addio raccomandate dalla P.a.

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 gennaio 2017



I cittadini riceveranno le comunicazioni da parte della pubblica amministrazione attraverso il canale telematico e non più per posta tradizionale.

In arrivo il domicilio digitale “virtuale” per ogni cittadino che, così, per leggere le comunicazioni ufficiali provenienti dalla pubblica amministrazione – diffide e intimazioni di pagamento comprese – non dovrà più aprire la cassetta delle lettere, ma il computer. Insomma, addio raccomandate, sostituite a breve da email con valore “certificato”. La nuova notifica telematica varrà – salvo specifiche eccezioni – per tutti i cittadini, non più solo per chi è dotato di una casella di Pec (attualmente solo professionisti, ditte individuali e società).

Sono queste le conseguenze di un progetto di revisione del Cad, il codice dell’amministrazione digitale: un corpo normativo che, in Italia, non ha mai trovato pace, tra accelerazioni e brusche frenate spesso dovute all’arretratezza delle amministrazioni o alla vana attesa dei decreti attuativi ministeriali. Così ora il Digital team nominato dal Consiglio dei Ministri è al lavoro per riformare, una buona volta, il testo di legge, cancellando tutte le norme obsolete (perché, nel frattempo, superate) o inutili perché inapplicate e inapplicabili.

È quanto riferisce il quotidiano Italia Oggi di questa mattina. Il Digital team sta lavorando anche a una piattaforma chiamata Daf (Data and analitics framework), per la raccolta e la rielaborazione dei dati dei cittadini al fine di creare servizi innovativi di cittadinanza. Il rischio, però, è quello di profilare la cittadinanza, creare un maxi database di informazioni che potrebbe determinare – così le accuse emerse ieri in un incontro promosso dal Garante della Privacy, «Big data e privacy» – la perdita di democrazia e libertà.

I cittadini verrebbero identificati, profilati, rielaborati e venduti, il tutto a favore delle big multinazionali. «Il rischio è quello di consegnare a vantaggio di poche multinazionali digitali non soltanto la supremazia economica, ma il potere di conoscere i fenomeni che possono governare e influenzare il nostro sapere. Il loro potere si affianca, fino quasi a sopraffarlo, alla tradizionale autorità statuale, ma è meno visibile, prescinde dalla legittimazione e dal circuito della responsabilità», ha evidenziato il presidente dell’Authority Antonello Soro.

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