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Lo sai che? Condominio, come non partecipare alla causa e non pagare le spese

Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

Ogni condomino ha la possibilità di dissentire dalla decisione del condominio di promuovere o resistere a una causa e di non subirne le conseguenze in termini di spese.

Immaginiamo che il nostro condominio abbia deciso di fare causa a un fornitore che chiede il pagamento di una fattura, ritenuta non dovuta: il giudizio è incerto – ha detto l’avvocato – ma comunque l’assemblea vuol “tentare la sorte”, ben consapevole che, in caso di sconfitta, dovrà solo pagare non solo il proprio avvocato, ma anche le spese legali della controparte, oltre alla condanna inflitta dal giudice. La cosa non ci piace e riteniamo che non valga la pena rischiare, ma che piuttosto sarebbe meglio trovare un accordo con il creditore. Siamo però in netta minoranza, perché gli altri condomini sono dell’idea opposta. In questo caso, abbiamo l’obbligo di rispettare la volontà della maggioranza oppure c’è un modo per poterci tirare fuori dalla causa? Il codice civile contiene un articolo che fa proprio al caso nostro [1]. La norma consente a ogni singolo condominio, che non concordi con la votazione dell’assemblea di promuovere una lite o di resistere a una domanda promossa da un altro condomino o da un terzo, di manifestare il proprio dissenso e separare la propria responsabilità dall’eventuale esito negativo della causa. In pratica, lo scopo di tale previsione è di consentire al condomino dissenziente di sottrarsi agli obblighi derivanti da una delibera che non condivide. Ma leggiamo il testo della norma in commento:

«Qualora l’assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all’amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L’atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.

Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa.

Se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente».

Cerchiamo ora di comprendere il testo di questo articolo e di chiarire come non partecipare alla causa e non pagare le spese, anche se gli altri condomini hanno votato a favore dello scontro.

Come non pagare le spese processuali di una causa del condominio

Quando l’assemblea di condominio ha deliberato di promuovere una causa contro un soggetto, oppure di resistere in un giudizio promosso da altri contro il condominio, ogni condomino dissenziente può separare la propria responsabilità in ordine alle spese e alle conseguenze della lite, per il solo caso di soccombenza.

Tale volontà va comunicata all’amministratore entro 30 giorni dalla delibera (con raccomandata a.r., posta elettronica certificata o consegna a mani), se il condomino dissenziente era presente all’assemblea oppure, se era assente, entro 30 giorni dal momento il cui il condomino ha ricevuto copia del verbale d’assemblea.

Se il condominio perde la causa, il condomino che ha manifestato il proprio dissenso non dovrà pagare le spese processuali eventualmente liquidate dal giudice alla controparte vincitrice. Qualora però il creditore, non ricevendo l’importo che gli è dovuto, agisca in esecuzione forzata contro il condomino dissenziente, quest’ultimo potrà rivalersi nei confronti del condominio: ha diritto, cioè, di avere in restituzione ciò che ha dovuto versare per la partecipazione o la promozione di una lite che lo vedeva dissenziente.

Se, però, la causa ha esito favorevole per il condominio, e il condomino dissenziente ne trae vantaggio, questi è tenuto a pagare, nella misura che gli compete (secondo i millesimi), le spese del giudizio (sempre che queste non siano pagate dalla controparte soccombente).

Secondo la Cassazione [2] il dissenso può essere manifestato solo nelle cause tra il condominio e un terzo, e non in quelle interne (ossia fra condominio e uno o più condòmini); non mancano però tesi contrarie sostenute dalla dottrina.

Inoltre, sempre secondo la Suprema Corte [3], la norma non può essere applicata se la lite viene conclusa con un accordo con la controparte, accordo che vincolerà anche il dissenziente.

Se il condomino manifesta, quindi, il suo dissenso alla lite, l’assemblea non può ripartire le spese legali anche a carico di quest’ultimo; diversamente, la delibera sarebbe nulla [4].

note

[1] Art. 1132 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 13885/2014.

[3] Cass. sent. n. 821/2014.

[4] Cass. sent. n. 11126/2006.

Autore immagine: Pixabay.com


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