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Lo sai che? Come controllare la dichiarazione dei redditi

Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

Modello 730 precompilato: quali dati sono già caricati dall’Agenzia delle Entrate, che cosa controllare.

 

La dichiarazione dei redditi, per chi presenta il modello 730, quest’anno è ancora più facile: se ci si avvale, infatti, del 730 precompilato, reperibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, molti dati si trovano già precaricati all’interno della dichiarazione.

Rispetto agli anni passati, il modello è più ricco di informazioni: ad esempio, per quanto riguarda le spese sanitarie, saranno riportati i medicinali e i dispositivi medici acquistati anche nelle parafarmacie, le spese detraibili effettuate presso gli ottici (acquisto di occhiali da vista, lenti a contatto) e le spese sostenute per cure presso strutture sanitarie autorizzate e non accreditate, psicologi, infermieri, ostetriche e tecnici di radiologia medica.

Inoltre, saranno per la prima volta presenti nel 730 i dati inviati dagli amministratori di condominio sulle spese per  i bonus ristrutturazione ed ecobonus (lavori agevolati al 50 e 65%) e i dati relativi ai rimborsi delle spese universitarie (detraibili al 19%) erogati, per esempio, dagli enti per il diritto allo studio.

Aumenteranno, poi, i dati relativi alle spese per assicurazioni, mutui e per il pagamento di contributi previdenziali, anche facoltativi.

Tuttavia, nonostante l’abbondanza di informazioni, la dichiarazione dei redditi deve comunque essere controllata da chi la presenta: potrebbero infatti esserci degli errori e dei dati mancanti.

Vediamo dunque quali sono gli errori più frequenti presenti nel 730 precompilato e che cosa controllare.

Presenza di più Cud nella dichiarazione: che cosa controllare

Se il contribuente ha svolto più rapporti di lavoro, o ha percepito indennità di disoccupazione, o si è pensionato nell’anno, la dichiarazione precompilata potrebbe non indicare i giorni di lavoro o di pensione nell’anno per i quali spettano le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, oppure potrebbe indicarli in misura minore. Errori di questo genere, difatti, in presenza di più certificazioni, sono molto frequenti.

È il contribuente, allora, a dover correggere manualmente gli errori, sommando tutte le giornate risultanti dalle varie Cu (certificazione unica: si tratta del documento che ha sostituito il Cud): se non è indicata alcuna giornata, il modello di dichiarazione non applica le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, anche se spettanti. Questo può costare molto caro al contribuente, che potrebbe trovarsi a pagare anche oltre 1.000 euro di tasse in più, in realtà non dovute (a seconda del reddito e delle giornate per le quali spettano le detrazioni).

A proposito delle detrazioni, bisogna poi tenere conto che le detrazioni per lavoro dipendente e pensione possono sommarsi, se i periodi spettanti nell’anno non coincidono: ad esempio, se un dipendente ha lavorato sino al 28 febbraio e si è pensionato il 1° marzo. In questo caso, ha diritto alla detrazione per redditi di lavoro dipendente per 59 giorni ed alla detrazione per reddito di pensione per le restanti giornate nell’anno: sono coperti dunque da detrazione, anche se in modo differente, tutti i 365 giorni dell’anno.

Il discorso cambia nel caso in cui si abbia diritto contemporaneamente, cioè nelle stesse giornate, sia alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente che a quelle per redditi di pensione: in questo caso le detrazioni non si possono cumulare.

Niente cumulo delle detrazioni, poi, se si ha diritto alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente o di pensione, assieme alle detrazioni per redditi di lavoro autonomo, anche se i periodi di lavoro risultano non coincidenti: le detrazioni per reddito di lavoro autonomo, difatti,  sono incumulabili con quelle per redditi di lavoro dipendente o pensione, in quanto non ragguagliate al periodo di attività nell’anno. Andrà dunque applicata la detrazione più favorevole.

Presenza di Cud di lavoro autonomo: che cosa controllare

Sono molto numerosi anche gli errori che si presentano nel caso in cui sia riportata una certificazione dei redditi di lavoro autonomo, come quelle relative ai lavoratori autonomi occasionali o agli agenti e rappresentanti: in queste certificazioni, difatti, è spesso indicato un reddito complessivo diverso dal reddito imponibile. Nella dichiarazione deve essere riportato il solo reddito imponibile, ma spesso il modello riporta anche l’ammontare da non sottoporre a tassazione, che invece non deve essere indicato. Numerosi anche gli errori in merito alle ritenute operate, frequentemente non indicate, nonché ai contributi trattenuti al dipendente: questi devono essere indicati nel quadro E e rappresentano oneri deducibili. È dunque importante controllare che la loro indicazione non venga omessa, in quanto si tratta di costi che si sottraggono dal reddito.

Lo stesso accade relativamente alle spese inerenti deducibili, per chi presta lavoro autonomo occasionale: queste spese vanno difatti sottratte dal reddito, ma spesso non sono indicate nelle certificazioni dei sostituti d’imposta.

È dunque necessario verificare tutti questi dati e correggere gli errori presenti, se non si vuole rischiare il pagamento di tasse non dovute.

Oneri e spese: che cosa controllare

Sempre in merito alle spese deducibili, bisogna tener presente che, anche se ogni anno aumentano i dati relativi agli oneri deducibili e detraibili indicati nella dichiarazione precompilata, sono ancora molti i costi mancanti: in alcune ipotesi non vengono nemmeno inseriti nella dichiarazione, ma in un prospetto informativo esterno. Inoltre, spesso sono indicate spese minori rispetto a quelle realmente sostenute.

Si dovrà allora provvedere a inserire a mano i dati mancanti, se non si vuol perdere la deducibilità o la detraibilità dei costi sostenuti mancanti: dagli scontrini della farmacia alle spese scolastiche, dal bonus ristrutturazione, mobili ed ecobonus agli interessi del mutuo, deduzioni e detrazioni possono far risparmiare migliaia di euro di tasse l’anno.

Dichiarazione precompilata: i dati da indicare

Per chi accetta il 730 precompilato senza alcuna modifica, ci sono comunque dei dati da compilare, come la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille, l’indicazione del sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale…) o del fatto di essere privi del sostituto (in quest’ultimo caso, il rimborso è effettuato dall’Agenzia delle Entrate nel proprio conto corrente, mentre le somme a debito devono essere saldata tramite modello F24).

Se tutti i dati obbligatori non sono compilati, comunque, il sistema non procede all’invio. Una volta confermato e inviato il modello, è possibile scaricare la ricevuta dal sito dell’Agenzia delle Entrate e stampare in pdf la copia della dichiarazione inoltrata. Le comunicazioni ai sostituti d’imposta (cosiddetti 730/4) degli importi da trattenere o rimborsare vengono inviate direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate ai datori di lavoro o agli enti previdenziali.


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